Il parto
Stanza 1
Era già entrato marzo quando a Scanno / la culla alla corda si riappende (i parti avvenivano quasi sempre a marzo, 9 mesi dopo il ritorno dei pastori transumanti. Le culle erano appese alle travi del soffitto) / e Mariella stava riordinando le fasce e le frontere, con i panni, (il corredino) / ben sapeva lei che una volta Nanno, (il marito) / la vigilia di Sant’Antonio (12 giugno), era tornato (i pastori potevano scendere in paese 2 giorni ogni 15, ma a volte, i più giovani, scendevano all’imbrunire, per risalire all’alba) / e con la corona (del rosario) si faceva il conto / che era giunto il tempo di figliare. //
Le 14 stanze successive trattano in ogni dettaglio il felice evento dall’inizio del travaglio, alle imprecazioni della puerpera, contro il “responsabile” marito Nanno, fino alla felicità e all’arrivo della comare, che porta due galli e tre galline in dono.
Stanza 16 (ultima)
“Ben trovata, comare, come andiamo? / Stai bene? / Ti sei tutta riposata? / Da qui a mille anni ci rallegriamo / per quella bella cima che è nata; / Via! Stai allegra, e speriamo / che a giugno (i pastori ritornavano a maggio dalle Puglie) tu sii di nuovo gravida!” / E Mariella, con una risata in faccia, disse alla comare:”Dio lo faccia”. //
Dopo i due poemetti “Zu matremonie” e la “Figlianna”, la trilogia del ciclo umano (nascita, matrimonio e morte), fu completata da Romualdo Parente con la lezione scannese della famosissima “Scura maie”, lamento funebre della vedova.
Al di là delle intenzioni, per la scabrosità e l’originalità dell’argomento, trattato e descritto dall’autore con realismo, che farebbe scalpore ancora oggi, l’opera non fu data alle stampe dal Parente e continuarono a circolare solo manoscritti, ricopiati da amici e notabili del posto, fino al 1905, quando fu fatta stampare dallo studioso abruzzese Gennaro Finamore.
Dove ci troviamo
Bellissimo slargo posto fra: La Culacchiùla: parte nuova del paese antico (piccola coda). Prima di essere rovinata dalle pavimentazioni moderne era un bellissimo anfiteatro con acciottolato scannese. Vi si accede da Via Vallone da monte; mentre da valle dai vari vicoli che, dall’antica cinta muraria, conducono nel centro storico. La Piazza è titolata alla Madonna del lago.
… e Ju Pisciarielle: Nome triviale, a marcare la differenza con la più imponente Fontana Sarracco. Al limite della vecchia cinta muraria che chiude il paese a ovest, dove si trovava la Porta Sant’Antonio, abbattuta.
