9. Ammazzatora – Mattatoio
A Scanne
Scanne nuostre, fiuore de i pèiese,
'mmiêzz' alle muntagne te stiè scése;
tu stiè fatte tutte de casette
che stiéne afflète chinda le schelette.
Da Porta della Crauce a iu Pisciarielle,
Scanne nuoste, tu suò tutte bielle.
La Piajia, la lnzòna, iu Garapòre,
te fiène da scenarie e da répòre.
lu lôche, è nda na perla ncastunota
crejèta dalla mène de 'na fôta...
Chi guarda da Fratteura iu panuroma:
Quiste è iu paradese! – leste 'escloma.
Il Cuculo della Plaja (Liborio Caranfa), da La Foce, gennaio 1946
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Sono ben 129 i quadretti di paese in versi che Liborio Caranfa, (1900 – 1963), ufficiale di aeronautica, architetto, pittore e poeta, pubblicò sul periodico La Foce, dal primo numero, nel 1944, al dicembre del 1960. Poesiole simili a epigrammi che, con pochi tratti, coglievano gli aspetti salienti della vita di comunità e, con sottile e mai volgare ironia, sferzava i difetti di amici e concittadini.
A Scanno
Scanno nostro, fiore dei paesi, / che in mezzo alle montagne te ne stai seduto; / tu sei fatto tutto di casette / che stanno in fila come le scalette! / Dalla Porta della Croce al Pisciarello (Quartiere dove Vi trovate, che prende il nome dalla Fontana omonima, qui vicino, dove si trovava una delle porte di accesso), / paese nostro, tu sei tutto bello. / La Plaja, la Genzana, il Garapale, (alcune delle montagne che circondano Scanno) / ti fanno da scenario e da riparo. / Il lago, è come una perla incastonata creata dalle mani di una fata…/ Chi guarda da Frattura il panorama: / ”Questo è il paradiso! – presto esclama.