Il Saluto del Presidente

577 volte grazie

Tanti sono i numeri del giornale pubblicati da quel lontano 4 ottobre 1944 alla fine del 2020.

Grazie alle centinaia di redattori e collaboratori, agli eminenti studiosi, ai turisti affezionati e ai viaggiatori occasionali che ci hanno onorato del loro contributo di lavoro e idee. Grazie ai 230 soci che ci sostengono, agli abbonati, in Italia e all’estero, e alle migliaia di lettori che ci consentono di proseguire con la nostra attività. La Foce viene infatti stampata normalmente in 800/900 copie, ma viene letta da ogni membro della famiglia. Non viene piegata o sgualcita, poiché in ogni casa, in uno scaffale o in un cassetto dedicato, essa è collezionata e, spesso, rilegata e conservata con cura, perché piace rileggere, ogni tanto, numeri di decenni prima, alla ricerca di notizie o per verificare argomenti dibattuti in casa. Oggi è possibile aiutarsi con l’indice generale pubblicato questo portale www.lafocediscanno.com,  preparato da Giorgio Morelli, prestigioso ricercatore, che collabora con La Foce da 60 anni, completato negli ultimi 10 anni da chi scrive.

In tanti si sono avvicendati nella conduzione e preparazione del giornale; alcuni per lunghi periodi, altri per breve tempo, ma a tutti rendiamo omaggio e dedichiamo un caloroso e sincero grazie: Ennio Pagliari, Giuseppe Colarossi, Don Arturo Tarullo, Gaetano Pagliari, Marco Notarmuzi, Riccardo Tanturri, Quintino Ubaldi, Pasquale Galante, Antonio Di Bacco, Massimiliano Lavillotti, Ilde Galante, Antonio Carfagnini, Cristian Pace, Vittorio Fusco, Maria Luisa Pagliari, Alessandro D’Alessandro, Alessandra Pasquali, Ezio Pace, Lino Quaglione. Un grazie particolare al nostro Direttore Fabio Maiorano, che da 20 anni assicura la sua competenza e il suo equilibrio, insegnando giornalismo ai nostri giovani ed entusiasti redattori, che sono il patrimonio più importante del nostro giornale. Alcuni di essi hanno nel passato scelto il giornalismo come professione; siamo certi che per tutti l’esperienza alla Foce ha segnato in modo indelebile la propria formazione umana e professionale. Essi rappresentano il risultato più importante delle nostre attività; la fiammella che segnala la sopravvivenza a Scanno di una “bottega” culturale dove i giovani formano sè stessi e il proprio futuro. Senza La Foce sarebbero sopravvissuti solo i simulacri della nostra tradizione culturale, in un’epoca di arretramento drammatico delle culture e delle tradizioni locali, soprattutto nelle zone interne, abbandonate al loro destino di decadenza e incuria. Noi dobbiamo essere orgogliosi di questa storia e grati a quanti hanno contribuito a scriverla.

Gli anziani fondatori viventi rivendicano giustamente la primazia dell’idea e della sua realizzazione. Altri fondatori che non ci sono più ricordavano tentativi persino precedenti agli eventi bellici, mortificati dalla censura fascista. Grande passione e convinzione tutti essi dimostrarono nel partecipare all’impresa, poiché di impresa si trattò, in considerazione del contesto socio-politico e degli “strumenti” che ebbero disponibili. Per questo riteniamo giusto oggi citare e ringraziare tutti coloro che, come risulta da documenti e dai resoconti verbali, hanno contribuito alla costituzione della Foce. Il documento più datato in nostro possesso è il verbale di una riunione di 12 giovani scannesi, tenutasi tre mesi dopo l’uscita del primo numero, di cui riportiamo di seguito il testo:”L’anno 1945, il giorno 8 del mese di gennaio, alle ore 17,30, nella sala della Biblioteca Comunale in Scanno, si sono dati convegno i Sigg. Pagliari Ennio di Eustachio, Colarossi Giuseppe, fu Agapito, Paulone Ermanno di Giuseppe, Cosenza Antonino di Primiano, Ubaldi Quintino di Isidoro, Ciarletta Aldo di Pietro, Pagliari Gaetano di Eustachio, Zazziello Carmelo di Pasquale, Ciarletta Silvio di Pietro, Ciancarelli Antonio di Angelo Maria, Gualtieri Francesco di Luciano e Fronterotta Giuseppe fu Alessandro, tutti universitari e studenti medi, ad eccezione di Cosenza Antonino sarto, nati domiciliati e residenti in Scanno, i quali hanno deliberato di fondare, come hanno fondato, un giornale indipendente non periodico, assolutamente apolitico, a carattere letterario, folkloristico, sportivo, cui è stato dato il titolo “LA FOCE”, anche per dar seguito al bollettino omonimo che, redatto dallo stesso Gruppo Studentesco di cui sopra, era edito dalla Biblioteca Comunale, la quale per ovvie ragioni ha dovuto cessarne la pubblicazione”. Dei citati nel documento è vivente Gaetano (Tanino) Pagliari.

Altri giovani si aggregarono immediatamente dopo, forse perché assenti da Scanno nella prima occasione: Caranfa Liborio, Carfagnini Ettore, Celidonio Abele, Colarossi Dante, Del Fattore Aureliano, Di Bartolo Ildo, Gualtieri Francesco, Lavillotti Eliseo, Milano Alberto, Paulone Arduino, Paulone Giorgio, Petrocco Ascanio, Quaglione Pasquale, Ramaccioni Luigi, Rossicone Carmelo, Rotolo Giacomo (tutti purtroppo defunti). Infine i viventi: Gregorio, Ciancarelli, Guido Paulone, Franco Sero. Tutti animati dallo stesso entusiasmo giovanile di rinascita nazionale e locale.

Nel 1953 fu avvertita la necessità di strutturare giuridicamente lo spontaneo sodalizio, costituendo l’Associazione culturale LA FOCE, che da allora assume il compito statutario di provvedere alle necessità economiche del giornale, ampliando l’orizzonte delle proprie iniziative, dalla conservazione e promozione della cultura locale, all‘abito muliebre, al mantenimento dei legami con i tanti cittadini emigrati, alla valorizzazione dei beni ambientali e architettonici, dell’artigianato e delle tradizioni folkloriche. Nove presidenti si sono avvicendati in 67 anni nella conduzione del sodalizio: Carmelo Rossicone dal 1953, Gentile Rapone per pochi mesi nel 1967, Torquato Rozzi dal 1967, Siro Baldani dal 1970, Marco Notarmuzi dal 1983, Ennio Pagliari dal 1984, Guido Quaglione dal 1990, Annamaria D’Antuono dal 2000 e il sottoscritto dal 2003. Non sta a noi valutare come l’Associazione abbia perseguito gli scopi statutari, ma di una cosa siamo certi: tutti coloro che si sono impegnati, in misura diversa ma con lo stesso disinteresse e passione, nelle molteplici attività e iniziative intraprese, hanno posto un mattoncino nella costruzione di una realtà che, ancora oggi, può essere considerata un miracolo editoriale e sociale.

La Foce è sicuramente il più importante patrimonio culturale di Scanno. Non ci riferiamo alle persone o ai contenuti culturali delle nostre proposte, ma a qualcosa di molto più importante. Il nostro sodalizio rappresenta l’anima e l’identità della nostra collettività. Essa è come un parente caro, di cui si sente la mancanza solo quando lo si è perduto. Noi tutti dobbiamo far sì che La Foce possa continuare ad esistere grazie alle nostre cure e la nostra vicinanza.

Noi siamo i suoi familiari e le siamo certamente tutti affezionati. Pur essendo tutti impegnati con le nostre famiglie, con il lavoro e i problemi di ciascuno, dobbiamo sentire il dovere e il piacere di restituirle un po’ del tanto che in quasi settantasette anni ci ha dato. Potete cominciare acquistando, se ne avete voglia le nostre pubblicazioni. Sarà il regalino di compleanno che farete alla nostra amata e arzilla parente. Rendiamo oggi omaggio a questa vivace signora, che indossa con eleganza l’austero abito scannese, protagonista della vita di un popolo, che ha raccolto le speranze giovanili di più generazioni, conservando l’identità, la storia, le tradizioni, i valori, la cultura di una stirpe montanara di allevatori nomadi, all’occorrenza guerrieri, spesso raffinati intellettuali, poeti e giureconsulti.


EVVIVA LA FOCE! LUNGA VITA ALLA FOCE!


Il Presidente
Pasquale Caranfa

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