Il Merletto nell’Arte Sacra, seconda edizione

L’amore per la tradizione manifatturiera artigianale è tipica del territorio abruzzese e vede Scanno, comune in provincia de L’Aquila, eccellere per originalità e qualità in un campo d’azione importante, la lavorazione al tombolo, un’arte ereditata dal passato quando le donne, lontane dalle campagne durante i mesi invernali, si dedicavano al ricamo.

Storici e ricercatori hanno cercato di dare una data, un inizio a questa tradizione e, a quanto pare, la tecnica del merletto a tombolo coinvolse Scanno a partire dal 1700, periodo in cui erano giunti in città capomastri e muratori lombardi al fine di contribuire alla ricostruzione di chiese, monumenti e portali dopo il terremoto che coinvolse l’area. Con loro al proprio seguito c’erano le moglie, figure chiave che iniziarono a diffondere alle donne del posto l’arte della lavorazione del tombolo.

Famosi e caratteristici sono i lavori di ricami al tombolo che si tramandano di generazione in generazione, un’arte che tutt’oggi è in piedi e viene praticata dalle donne locali che danno vita a meravigliose opere d’arte realizzate con l’ausilio del tombolo, un rullo imbottito, fuselli e spilli, avvalendosi di un filo di cotone sottilissimo che scorre tra le abili dita. Il lavoro inizia su carta modello, realizzando il disegno con i tipici punti palmette, filetti, retine, moschette, punto a mostaccio, punto tulle ecc. Avvalendosi di appositi bastoncini in legno, preferibilmente di ciliegio, detti fuselli, si avvolge il filo e si prosegue, in avanti, indietro, a sinistra e a destra, elaborando il disegno predisposto su carta formando motivi a grata, a tulle, a tela, a reticolato, ad intreccio o ad altre forme.


Lascia un commento

error: Alert: Il contenuto è protetto!