Nel 1898, una delle più prestigiose pubblicazioni culturali italiane, “Natura ed Arte” – Rivista illustrata quindicinale italiana e straniera di scienze, lettere ed arti, dedicò un ampio reportage a Scanno e alla Valle del Sagittario.
A firmarlo fu Ettore Moschino, giornalista e scrittore che, con la sensibilità dell’uomo di cultura dell’epoca, raccontò un Abruzzo ancora autentico, lontano dai grandi circuiti turistici e ricchissimo di tradizioni. Non si tratta di una semplice cronaca di viaggio. È una straordinaria testimonianza storica ed etnografica che ci permette di vedere Scanno con gli occhi di un visitatore di oltre centoventicinque anni fa. Moschino percorre la Valle del Sagittario rimanendo profondamente colpito dalla forza del paesaggio. Le montagne, il fiume, le gole, il lago e il borgo si fondono in un insieme che considera unico, tanto da scrivere che le gole del Sagittario sono «tra le più belle e pittoresche del mondo». Un giudizio sorprendente, espresso in un’epoca in cui quei luoghi erano quasi sconosciuti al grande pubblico.

Giunto a Scanno, il suo stupore cresce ancora. Il paese gli appare arroccato sulla montagna come un antico anfiteatro di pietra, con le case che sembrano nascere dalla roccia e i vicoli che conservano un fascino immutato. Ogni scorcio gli restituisce l’immagine di una comunità che vive ancora secondo ritmi antichi, in perfetta armonia con l’ambiente che la circonda.
Ma il cuore del reportage non è il paesaggio. Sono le persone.
Moschino dedica molte pagine agli abitanti del borgo e, in particolare, alle donne di Scanno, considerate il simbolo più autentico della sua identità. Ne descrive con minuzia gli splendidi costumi tradizionali, i copricapi, gli scialli, i ricami, i gioielli d’argento, gli ornamenti tramandati da generazioni e l’eleganza con cui ogni abito racconta una storia familiare e sociale. Le fotografie pubblicate sulla rivista, come quella che vedete restaurata e colorata per l’occasione, rappresentano oggi una delle testimonianze visive più preziose dell’Abruzzo di fine Ottocento. Non erano semplici immagini illustrative: documentavano un patrimonio umano e culturale che l’autore comprese subito essere straordinario.
Il reportage racconta anche la vita quotidiana della comunità, le feste religiose, le processioni, i pellegrinaggi, le serenate, i canti popolari, i matrimoni e le antiche consuetudini, offrendo un affresco completo di una società che aveva saputo conservare la propria identità attraverso i secoli. Nel descrivere questa terra, Moschino lascia una frase che ancora oggi colpisce per la sua attualità: «L’Abruzzo… è una terra dolce e forte, valorosa e gentile.» Parole che sembrano racchiudere, ancora oggi, l’anima della nostra regione. Parlando dei dintorni di Scanno aggiunge un’altra osservazione destinata a rimanere nella memoria: «I dintorni sono stupendi, d’una varietà e d’una singolarità come è raramente dato riscontrare in altri luoghi più in rinomanza.»
In altre parole, già nel 1898 uno dei più autorevoli intellettuali italiani riconosceva a Scanno e alla Valle del Sagittario una bellezza capace di competere con le mete più celebri del Paese. A distanza di oltre un secolo, quelle pagine hanno assunto un valore immenso. Non raccontano soltanto un viaggio: custodiscono la memoria di un Abruzzo ancora intatto, dove paesaggio, tradizioni, architettura e vita quotidiana formavano un patrimonio culturale unico.
E quella fotografia delle due donne scannesi non è soltanto un’immagine d’epoca. È il volto di un Abruzzo che una delle più importanti riviste italiane ebbe la lungimiranza di consegnare alla storia.

Ettore Moschino (L’Aquila, 1867 – Roma, 1941) è stato uno scrittore, giornalista e poeta abruzzese, noto per aver raccontato l’anima più autentica, selvaggia e tradizionale dell’Abruzzo antico tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Il Legame con Scanno e la Valle del Sagittario
Moschino ha tracciato descrizioni indelebili dei borghi abruzzesi. I suoi scritti, considerati oggi straordinarie testimonianze storiche ed etnografiche, hanno immortalato il fascino arcaico di Scanno e della Valle del Sagittario. Celebre è la sua definizione delle Gole del Sagittario, che l’autore descrisse come «tra le più belle e pittoresche del mondo».
Dettagli e Opere Principali
- Il viaggio nel tempo: Con i suoi reportage, Moschino ci permette di esplorare l’Abruzzo antico – da lui definito spesso con un romanticismo letterario vicino all’amico Gabriele D’Annunzio – in un’epoca lontana dai moderni circuiti turistici.
- Attività letteraria: Fu un intellettuale versatile, autore di romanzi, novelle, poesie e saggi. Ha inoltre diretto la Biblioteca Provinciale dell’Aquila a partire dal 1926 e pubblicato volumi storici locali, come quelli dedicati alla Biblioteca Tommasiana.
- Il legame con il territorio: Sulle pagine del progetto AbruzzAntico Facebook è possibile approfondire come i suoi scritti fotografino fedelmente le tradizioni e il paesaggio incontaminato di oltre un secolo fa.
