Mercoledì 5 agosto 2026, alle ore 18, Scanno ospita l’etnomusicologo Domenico Di Virgilio, noto studioso e fondatore dell’Archivio Etnolinguistico e Musicale Abruzzese, per la presentazione del suo nuovo libro “Canti d’Abruzzo” edito da Ianieri Edizioni. A metà tra un’indagine e una vera e propria guida sonora, nel suo ultimo lavoro Di Virgilio traccia e racconta i canti più significativi della tradizione orale della nostra regione offrendo una raccolta preziosa di brani, tra i quali importanti pezzi del repertorio tradizionale di Scanno, immediatamente fruibili dal lettore grazie al QR code di ogni canto che ne permette l’ascolto diretto dalle pagine del volume.

A caratterizzare l’incontro sarà infatti l’ascolto in sala di antichi canti scannesi, raccolti da Di Virgilio nelle sue campagne di registrazione effettuate tra gli anni Ottanta/Novanta e i primi anni Duemila, accompagnato dalla visione dei filmati di alcune esecuzioni.
La presentazione, che si terrà presso l’Auditorium Guido Calogero, si preannuncia così come un insolito e autentico viaggio nella memoria sonora di Scanno e delle comunità contadine e pastorali di un tempo, alla scoperta del significato storico e del valore intimo del canto nell’identità della nostra terra.
Dialogheranno con l’Autore, dopo l’indirizzo di saluto del sindaco Giovanni Mastrogiovanni, la curatrice del Laboratorio d’arte MAW Italia Gualtieri e il direttore della Scuola Popolare di Musica di Sulmona Valter Matticoli.
L’evento è patrocinato dal Comune di Scanno e promosso dall’associazione culturale La Foce, nell’ambito del progetto “D’Abruzzo//Di Scanno. Pagine e Narrazioni” ideato da Italia Gualtieri, con il supporto di diverse realtà del territorio tra le quali Pro Loco di Scanno, Antico Laboratorio Orafo Di Rienzo, Ianieri Edizioni, Comete Scie d’Abruzzo, Abruzzo Beni Musicali e Aelma.

Ogni terra ha un ritmo che la abita. In Abruzzo quel ritmo nasce dal passo dei pellegrini, dal colpo della zappa nei campi, dal soffio del vento tra le gole, dal coro delle feste di paese. È un ritmo che non si misura in secondi ma in voci, in pause, in respiri condivisi.
I canti popolari d’Abruzzo raccontano e ci tramandano questo ritmo antico: la fatica e la devozione, la solitudine e la festa, l’eco di una lingua che ha saputo trasformare il vivere quotidiano in musica.
Riascoltarli oggi significa ritrovare la cadenza di una comunità, la sua memoria sonora, il battito profondo che ancora la tiene unita.
Canti che passando di voce in voce, generazione dopo generazione, raccontano di un rosario che si srotola dal passato per giungere fino a noi, riaccordandoci con ciò che siamo.
