La Cultura fa volare l’Abruzzo

L’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, partendo dallo studio “Io sono cultura 2026”, promosso nei giorni scorsi dalla Fondazione Symbola e realizzato con Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte Private, ha inteso fare una riflessione più ampia sul ruolo della cultura in Abruzzo.

“La cultura negli ultimi anni si è trasformata in un sistema propulsivo dell’economia regionale, capace di generare occupazione, dando lavoro a oltre 12 mila persone, e soprattutto futuro. Lo studio “Io sono cultura 2026” della Fondazione Symbola ci parla di 749 milioni di euro di valore aggiunto, il che colloca l’Abruzzo tra le realtà italiane più dinamiche, e nel contesto del Mezzogiorno ci pone come secondi solo alla Campania. Dati eccezionali, ma che non mi sorprendono particolarmente, poiché rispecchiano una visione chiara, fatta di progettualità, idee innovative e investimenti mirati che hanno determinato il cosiddetto ‘modello Abruzzo’. Un modello basato sul mix creatività, innovazione, valorizzazione del nostro patrimonio culturale e d’impresa.

Come evidenzia lo stesso studio, il titolo di “L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”, su cui come Comune dell’Aquila e Regione Abruzzo stiamo investendo risorse importanti, mettendo in relazione più livelli amministrativi, è al contempo l’esito di una presenza diffusa in tutta la regione di istituzioni culturali, imprese creative, eventi di qualità, e motore propulsivo di cultura con le sue mostre, i suoi concerti, le rappresentazioni teatrali e i grandi eventi, come i Cantieri dell’Immaginario e la Perdonanza celestiniana.

“L’Aquila Capitale Italiana della Cultura” non è una cosa estratta, prende forma in un dossier di 100 pagine, che ha superato con successo una valutazione e che al suo interno contiene tutto ciò che si vuole realizzare nella Città Multiverso. Un vanto, certamente, ma soprattutto una progettualità che parte dal 2019 quando la Perdonanza Celestiniana ha ricevuto il riconoscimento di Patrimonio immateriale dell’Unesco, e la successiva consacrazione con l’apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco.

Lo stesso claim “Un territorio, mille capitali” riporta a una progettualità in cui L’Aquila è Capitale degli Appennini, che dialoga e attiva sinergie con le altre città medie del centro Italia, secondo una visione che va oltre il perimetro amministrativo del nostro capoluogo, coinvolgendo tutto il Cratere all’insegna della Cultura, quale elemento di rinascita. Dunque, un ragionamento grande, che porta tutti ad avere un ruolo per affrontare la sfida dei nostri tempi, quella delle aree interne e delle aree montane, della denatalità e dello spopolamento. Un aspetto importante poiché nella cultura va riconosciuto anche un grande strumento di coesione sociale, fondamentale dunque per tenere insieme comunità che nella propria identità si riscoprono ogni giorno anche nei momenti più difficili, come quelli vissuti da L’Aquila e da tutto il Centro Italia.

Da oggi la sfida sarà acquisire sempre maggiore consapevolezza di questo potenziale, lavorando per rafforzare i legami tra cultura e sistema economico regionale, poiché il Made in Abruzzo può e deve essere fatto anche da produzioni culturali, la cui bellezza va fatta conoscere al mondo intero. Ogni provincia presenta una sua specificità in termini culturali – arte, architettura, musica, teatro, design, editoria, stampa, comunicazione – ed è proprio la valorizzazione delle peculiarità locali a generare il modello culturale abruzzese”.

AbruzzoLive

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