Nel 2026 Renzo Tortelli avrebbe compiuto cent’anni. Un secolo esatto da quando, nel 1926, nasceva uno dei fotografi che più hanno inciso sull’immaginario visivo dell’Italia del dopoguerra. Un artista capace di trasformare un piccolo paese dell’Abruzzo, Scanno, in un luogo simbolico della fotografia mondiale.

Dal 6 al 21 giugno 2026, Parigi gli rende omaggio con la mostra “Paesaggi di luce. Italia e Parigi nelle foto di Renzo Tortelli”, ospitata nella Libreria italiana Tour de Babel nel cuore del Marais e organizzata da Marta Maurizi Tortelli.

Tortelli arriva a Scanno alla fine degli anni Quaranta insieme a Mario Giacomelli, attratto da un paese che sembrava sospeso nel tempo: vicoli scuri, selciati lucidi di pioggia, donne vestite di nero che trasportano fascine sulla testa, uomini avvolti nel tabarro. In quegli anni, gli uomini erano spesso lontani per la pastorizia, e il paese appariva come un microcosmo femminile, forte e silenzioso. Tortelli ne coglie l’essenza con un bianco e nero asciutto, grafico, profondamente umano.

Le sue fotografie — oggi iconiche — raccontano un Abruzzo che non esiste più, ma che continua a vivere nella memoria collettiva grazie al suo lavoro. Negli anni Cinquanta e Sessanta Tortelli intreccia rapporti con alcuni dei protagonisti della fotografia europea: Mario Giacomelli, che fotografa a sua volta Scanno, e altri autori che passeranno per il paese, da Cartier‑Bresson a Berengo Gardin. Ma Tortelli resta sempre fedele alla sua visione: un’attenzione quasi antropologica per la vita quotidiana, un rispetto assoluto per i soggetti, una costruzione dell’immagine che trasforma la realtà in architettura di luce.

La mostra parigina del centenario mette in dialogo due mondi: l’Italia rurale, con i suoi ritmi antichi e i suoi volti scolpiti dal tempo; la Parigi moderna, osservata con la stessa delicatezza, la stessa ricerca di equilibrio tra ombra e chiarore. Ne emerge un artista coerente, capace di attraversare luoghi diversi mantenendo intatta la propria poetica. A cento anni dalla nascita, Renzo Tortelli non è soltanto un fotografo da celebrare: è un testimone della memoria, un autore che ha saputo dare dignità estetica e culturale a un’Italia minore, lontana dai riflettori ma ricchissima di storie.
Il suo lavoro continua a parlare perché non appartiene al passato: appartiene alla luce.
