Il dibattito su cosa fare per il potenziamento delle aree interne in Abruzzo si intensifica sempre più ma le scelte strategiche della politica tardano ad arrivare. Eppure c’è una convinzione diffusa che solamente operando attraverso una coesione territoriale è possibile recuperare tempi e idee. Oggi ospitiamo una riflessione di Nunzio Marcelli (pubblicata dal Corriere Peligno) noto operatore economico di Anversa degli Abruzzi nella Valle del Sagittario un territorio che da anni lavora bene e insieme per combattere lo spopolamento e puntare su alcune linee essenziali come turismo, ambiente e l’Osservatorio per la cultura.

Il tema delle aree interne è oggi al centro di molte iniziative e annunci di rilancio che troppo spesso restano sulla carta. Accanto a questo scenario, esistono però comuni che hanno saputo arginare lo spopolamento e riattivare economie locali, valorizzando risorse già presenti sul territorio e costruendo percorsi di sviluppo concreti. Queste esperienze dimostrano che il rilancio non dipende solo dall’arrivo di capitali esterni, ma soprattutto da: visione politica e intelligenza amministrativa; capacità di coordinare risorse pubbliche già disponibili; reti locali tra enti, cittadini, imprese e associazioni; valorizzazione delle vocazioni territoriali.
Accanto al ruolo delle amministrazioni, è decisivo anche l’apporto dei soggetti privati: imprenditori, cooperative, associazioni, giovani rientrati, operatori culturali e turistici che, spesso con iniziative rischiose, hanno dato nuovo lustro ai territori (recupero di borghi, micro-imprese, agricoltura di qualità, ospitalità diffusa, eventi culturali, servizi innovativi). In molti casi, i risultati migliori nascono proprio dall’incontro tra buona amministrazione e iniziativa privata.

Di contro, in numerosi contesti persistono modelli amministrativi statici, talvolta segnati da logiche clientelari o da mera gestione ordinaria, privi di una visione di futuro e incapaci di attivare le energie locali.
Obiettivo: Avviare una rassegna strutturata di buone pratiche con due finalità: far conoscere ai cittadini esempi concreti di territori che hanno reagito al declino; offrire agli amministratori modelli replicabili e stimoli operativi, anche in sinergia con il mondo privato.
Strumenti: Incontri pubblici periodici con sindaci, assessori e protagonisti privati delle esperienze virtuose. Uso di strumenti mediatici (video, social, podcast, articoli) per ampliare la platea. Schede di sintesi delle esperienze, utili come materiale pratico.
Risultati attesi: Maggiore consapevolezza civica sulle possibilità reali di sviluppo. Diffusione di un approccio amministrativo basato su visione e competenza. Valorizzazione del ruolo dei privati nello sviluppo territoriale. Creazione di una rete informale tra territori. Superamento della rassegnazione al declino.
Conclusione: Questa rassegna intende spostare il dibattito sulle aree interne dalle promesse astratte alle esperienze concrete, mettendo al centro sia le amministrazioni virtuose sia i cittadini e gli operatori economici che hanno investito nei propri territori. Dimostrare che il cambiamento è possibile significa offrire esempi reali, non slogan.
