“Chezette”…a tutta!

Due comitive di giovanotti, e meno giovani, cantando a squarciagola il ben noto ritornello Addumane è la Pasquetta,/ t’appenneme la chezetta./Nen ce mette cherrevone,/ ma soltante cose bbone, hanno rinnovato, il 5 gennaio, la tradizionale serenata sotto le finestre delle ragazze del paese richiedendo ad ognuna generose elargizioni di cibo e vino, da consumare l’indomani in allegra brigata. Complice il fascino del centro storico e la presenza dei turisti che, sempre più numerosi, scelgono di passare la notte della Befana a Scanno.

Nota:Le serenate che contavano, quelle che assolutamente non dovevano mancare ad una ragazza, erano cinque: la serenata di Sant’ Eustacchio, la serenata dei fiori, la spartenza, la serenata delle calzette e, ultima, ma senz’altro la più importante, la penesella, che si cantava sotto la finestra degli sposi la sera delle nozze” scrive Marco Notarmuzi, studioso di tradizioni popolari. In tanta messe quella delle Chezette (allusiva alla calza dell’infanzia) è tutto sommato la più scherzosa. 

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