Sull’ultima newsletter di Gusto Touring si ricorda Gregorio Rotolo e l’eredità di eccellenza casearia che ci ha lasciato. La newsletter è l’estensione della Guida Touring Ristoranti d’Italia 2026. Da Elio Torlontano, Console regionale del Touring Club Italiano per l’Abruzzo.

Proseguiamo il racconto nel mondo dei casari per arrivare in Abruzzo e ricordare un pastore leggendario che ha saputo tramandare con sapienza e leggerezza tutta la sua arte. Visitiamo la bottega e l’agriturismo dove degustare i suoi celebri formaggi, dai pecorini alla ricotta scorza nera.

L’agriturismo che fa scuola nell’arte del formaggio
C’è una voce che continua a risuonare come simbolo dell’arte casearia abruzzese. Ha valicato i confini regionali e si conosce in tutta Italia, ma all’origine per ascoltarla bisognava salire in cima al paesino di Scanno, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, un piccolo borgo Bandiera Arancione Touring, tra i più fotografati per le architetture, le intricate viuzze e i portali decorati, ma famoso anche per le sue eccellenze gastronomiche. E qui Gregorio Rotolo si divertiva davvero. Pastore per vocazione, comunicatore per scelta, un talento per il mestiere di casaro, ma anche un uomo che ha dedicato la vita agli animali e alla natura. Scomparso da tre anni, per molti professionisti del settore è stato un maestro e un modello da imitare. La sua bravura non risiedeva solo nella produzione ma anche nel saper raccontare con sapienza e leggerezza il territorio abruzzese e l’arte della pastorizia. Ha conquistato i tanti buongustai di formaggio che negli anni hanno fatto tappa alla sua azienda, il Bio Agriturismo Valle Scannese, a conduzione familiare, segnalato dalla guida Ristoranti d’Italia 2026 in un itinerario a caccia di squisitezze tradizionali dall’Aquila, con il suo zafferano, a Sulmona, con i suoi confetti.

Gregorio ha preso in mano l’attività iniziata dal padre negli anni ’70, che si distingue ancora oggi per la produzione di formaggi a latte crudo, ottenuti da pecore, vacche e capre allevate al pascolo e alimentate con foraggi biologici.
La sua ricotta scorza nera è diventata un classico per gli adepti, anche se tutti i formaggi dell’azienda meritano un assaggio, dal caciocavallo al marcetto, ai pecorini declinati in tutte le sfumature, al Gregoriano, un formaggio tenero e dal gusto intenso che porta il nome del fondatore. È ottenuto dalla combinazione tra latte crudo di pecora appena munto e produzione a coagulazione lattica, senza uso di caglio, solo con fermenti lattici naturali e con una stagionatura che ne esalta le sfumature aromatiche.

Il sogno di Gregorio è diventato realtà grazie all’impegno del nipote Dino Silla, che ha realizzato una stalla innovativa, pensata per diventare un modello nel campo della gestione dell’allevamento.
All’agriturismo si dorme in camere semplici ma curate, si mangia molto bene con i prodotti dell’azienda – formaggi, ma anche tanti salumi – un’ottima carne cotta nel forno a legna, e materie prime locali valorizzate nelle ricette classiche della tradizione, che lo stesso pastore ci teneva a mantenere vive. Gregorio aveva aperto anche una bottega per la vendita diretta dei prodotti nel centro del paese, che da quel momento profuma l’intera zona con il suo aroma inconfondibile. Un paradiso per gli appassionati, che qui si fermano per un assaggio o per acquistare qualche altra delizia locale selezionata, dai vini all’olio allo zafferano.
