Sorpresa gradita da parte del nostro socio Luca Farina, che ringraziamo!. Sì! Quello con la barba lunghissima, sempre in giro per il mondo, attraversando territori diversi con l’obiettivo di rinnovare ogni volta la propria visione con un principio costante: evitare ripetizioni e cercare sempre direzioni inedite, trasformando ogni esperienza in un’occasione per imparare nuovi modi di vivere e diverse forme espressive.

Questa volta ci ha consegnato un interessantissimo reportage dal titolo “Ho incontrato il Dalai Lama”, corredato da numerose foto molto belle. Reportage esclusivo che pubblicheremo per intero sul prossimo numero cartaceo della Foce in uscita a Natale prossimo. Per ora solo un assaggio, l’attesa poi non sarà così lunga…a seguire alcuni passaggi significativi.

L’idea d’incontrare Sua Santità il Dalai Lama, la massima autorità spirituale del buddismo tibetano e una delle figure più influenti del buddismo mondiale, me l’aveva data Beppe Carletti, leader dei Nomadi, durante un viaggio in Turchia dove l’avevo conosciuto e apprezzato per le sue qualità di uomo, oltre che di artista. Beppe aveva incontrato il Dalai Lama durante il viaggio, per scopi umanitari, compiuto dai Nomadi in India nel 1994 e ne aveva ricavato un’impressione indimenticabile. “Perché non andarci nel 2025 quando compie i 90 anni?”, così mi disse Beppe…e così ho fatto.
Il Dalai Lama
Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, è la guida spirituale del Tibet, ma preferisce definirsi un semplice monaco buddista. È nato il 6 luglio 1935, in un villaggio del Tibet nord-orientale, da una famiglia di agricoltori…
Il viaggio
Mi sono quindi messo ad organizzare il viaggio la recente estate, cercando di partecipare ad un corso d’introduzione al buddismo…
Il corso di introduzione al Buddismo
Con il cuore colmo di gioia mi sono quindi preparato e ho vissuto i 10 giorni di corso e meditazione al Centro Tushita. Tra i circa 80 partecipanti, provenienti da 23 paesi diversi, ero il più vecchio…

L’incontro con il Dalai Lama
Un primo incontro pubblico con Sua Santità è stato in occasione di una preghiera pubblica in tibetano da Lui presieduta; mi ero svegliato prestissimo per accedere al tempio dove un ferreo servizio d’ordine impediva l’ingresso con telefonini, borse etc. Vedere il Dalai Lama camminare lentamente, sorretto ai lati da due persone, fermarsi per salutare e benedire i fedeli, tutti seduti a terra, e concelebrare il rito con i suoi lama (maestri, i monaci buddisti) è stato per me un momento molto suggestivo, vissuto tra centinaia di fedeli…

L’incontro non poteva durare a lungo ma, dalle 13 foto che mi sono state scattate dai fotografi di Sua Santità e che mi sono state poi inviate, ho capito che sono stato in qualche modo privilegiato, forse anche per la mia barba che aveva attratto la Sua attenzione, ma anche per il rosario cristiano tra mie mani con il quale ho detto a Lui “God bless You (Che Dio Ti benedica)”…
I Sikh
Chi tra noi ha divorato le avventure raccontate da Emilio Salgari non può non ricordare la descrizione che lo scrittore forniva dei temibili Sikh, lunghe barbe e minacciosi coltelli. Il mito fa parte della loro storia, almeno per noi occidentali. Vivono principalmente nel Punjab (Nord-India). Il sikkhismo è una religione monoteista: pregano il Creatore onnipresente e onnipotente, che si manifesta attraverso il Creato e che è raggiungibile grazie alla preghiera e all’aiuto di una guida, il guru, cioè colui che dà la luce (saggezza) al buio (l’ignoranza). Leggendari guerrieri in risposta alle persecuzioni di cui sono stati vittime per almeno due secoli, a differenza della tradizione romanzata, la pratica sikh è basata su una vita di lavoro, agricoltura, ricerca spirituale e servizio comunitario…

I pastori transumanti dal Jammu
Per un Nomade, affezionato ai pastori transumanti come me (abruzzesi in particolare), non poteva esserci momento più simpatico che l’incontro con una famigliola che, dalle montagne del Jammu (Kashmir, confinante con l’Afganistan dov’era stato anche il nostro compianto Gregorio Rotolo assieme a Nunzio Marcelli) stava portando le proprie capre nelle zone tiepide del Punjab. Ci sarebbero restati 6 mesi circa e, verso giugno, sarebbero ritornati sui loro altipiani himalayani…

Ultimi giorni e viaggio di ritorno
Subito dopo l’incontro col Dalai Lama, ho saputo che la mia vecchia asina se ne era andata in cielo, provocando dentro di me una forte malinconia. Mi sono messo a camminare e meditare nella natura e sono arrivato al Tibetan Children’s Village and School dove studiano 1200 bimbi tibetani. La direttrice mi ha gentilmente accompagnato in una visita durata oltre tre ore. Stare coi bimbi mi ha fatto bene…

Altre foto…


















