Per giorni e giorni i giovani del paese hanno accumulato fascine di legna, accatastandole all’interno delle strutture, costruite con quattro alti tronchi, i cosiddetti “palanconi”. Sono le “Glorie”; allestite sulle tre alture che circondano il paese di Scanno: Cardella, la Plaia e Decontra. Quest’ultima località era il luogo dove ha avuto origine la festa; qui si trova la grotta di San Martino dove, narra la leggenda, il Santo si sarebbe rifugiato.

I rioni gareggiano cercando di far ardere meglio e più a lungo degli altri la propria Gloria. Appositi inneschi fanno in modo che il fuoco avvolga simultaneamente l’intera struttura. I falò sono così luminosi e alti (fino a 20/25 metri) che si posso scorgere da tutta la valle.

Per rifocillarsi dopo i falò, in qualche casa si prepara ancora “la pizza coi quattrini”, molto attesa dai più piccoli. Si tratta di una focaccia a base di farina gialla, miele, noci e fichi secchi, che nasconde un “soldino” al suo interno.
Chi volesse approfondire la conoscenza di questo rito, certamente di origine celtica, potrà consultare l’indice della Foce, alla voce “Tradizioni popolari”, sul nostro sito www.lafocediscanno.com, dove sono indicati gli oltre 35 articoli pubblicati su questo argomento dal 1948 a oggi.
