Isidoro si racconta a Roberta Scorranese

L’incontro è avvenuto quasi per caso fuori il bar d’Erminio. Roberta Scorranese, giornalista, lavora al Corriere della Sera, dove si occupa di temi culturali. È direttrice scientifica del Master Arte e Beni Culturali e del Master Arte e Tecnologia Digitale presso Rcs Academy Business School. Per Bompiani ha scritto il memoir Portami dove sei nata (2019).

La giornalista e scrittrice si trovava a Scanno in occasione della rassegna letteraria Ju Buk curata da Eleonora De Nardis. Tra una chiacchiera e qualche risata, Isidoro, “l’ultimo pastore”, ha parlato della sua scelta: continuare a vivere la sua vita come ha sempre fatto. Non rinunciando, per nessuna ragione al mondo ai suoi mesi allo stazzo Ze Mass (Zio Mass), sotto il Monte Godi. Un piccolo rifugio in una stupenda piana alle pendici del Monte Godi, prima di entrare nel cuore del PNALM. Isolato si ma non così tanto. A circa 3km dalla strada asfaltata che da Scanno porta a Passo Godi.

Guarda appunto il caso, proprio in questi giorni, come tutti gli anni, aiutato dal fratello Fernando, Isidoro abbandona l’asfalto per “abbandonarsi” alla quiete dei monti. Riorganizza lo stazzo in maniera semplice, molto semplice e ci passa 3/4 mesi. 

Fin dall’antichità la pastorizia in Abruzzo è stata una grande fonte di sostentamento per gli abitanti dei Borghi di montagna. Grazie alla Transumanza si garantivano alle greggi i pascoli tutto l’anno; primavera ed estate stazionavano sui monti in Abruzzo, in autunno si scendeva lungo le pianure della Puglia per trascorrere l’inverno più mite.

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