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Lo scorso 17 ottobre, presso la nostra Chiesa parrocchiale si è svolto il Convegno di studi su “Don Salvo – 40 anni dalla scomparsa”. Vista la numerosità dei convenuti e l’oggetto dell’evento ottima si è rivelata l’idea di spostare la manifestazione dalla prevista sede dell’Auditorium Guido Calogero. Ben preparato e ricco il programma, ottimo il coordinamento di Roberto Accivile. Particolarmente indovinata l’idea di affidare ai ragazzi delle scuole medie la ricostruzione della vita di Don Salvo. Apertura dei lavori con il saluto del Sindaco Giammarco, che ha ricordato di essere cresciuto nello stesso quartiere del Vescovo, rievocando il rito del bacio dell’anello da parte dei bambini che incontravano il vescovo. Parola quindi ai quattro emozionati ragazzi, convintamente applauditi dal pubblico. Balbina Nannarone ha quindi proposto una approfondita ed interessante contestualizzazione storica degli anni in cui Don Salvo nacque. Emozionante e coinvolgente il ricordo di Roberto Fusco (letto dal figlio Amedeo), della propria infanzia di studio presso i Salesiani, con riferimenti all’educatore e all’uomo. Particolare menzione per la presentazione di Roberto Accivile: "Don Salvo e Pio XI: l’incontro di due uomini figli del loro tempo". Frutto evidente di ricerche approfondite e degno di esposizione molto più estesa (ma il tempo non è estendibile), lo studio di Roberto appalesa l’amore per il personaggio e per il suo passaggio terreno. Roberto ha quindi svolto, in assenza dell’autore, la presentazione di Paolo Auriemma: "Don salvo: l’odissea di un vescovo”, ricca di foto e di notizie. Maria Antonietta Mancini ha quindi ripercorso la lunga storia della presenza salesiana a Scanno, con particolare attenzione alle suore, che da tanti anni garantiscono lodevolmente l’educazione primaria dei nostri bambini. Quindi l’intervento da noi proposto, che viene di seguito riportato. A chiudere la lunga serie di relazioni il nostro Vescovo Angelo Spina che, dopo aver salutato il parroco attuale della Basilica di Santa Maria Ausiliatrice di Roma (di origine molisana), costruita da Don salvo e dove egli è sepolto, ha svolto un intervento sul contenuto e la missione che la Chiesa assegna ai vescovi. Contenuto di alta dottrina, nella semplicità formale (ha utilizzato una sedia come pulpito), e nel contempo molto coinvolgente. Nell’occasione abbiamo consegnato al nostro vescovo il manoscritto dell’ultima fatica del nostro Giorgio Morelli, pregandolo di partecipare alla presentazione dell’opera. Insomma una bella giornata per Scanno e per la nostra cultura. Voglio però in chiusura segnalare un merito ancora più grande dell’iniziativa; riunire intorno ad una figura come quella di Don Salvo differenti anime della nostra collettività, ricordando a tutti che la vita è breve e va vissuta in modo proficuo ed intelligente. 

Don Salvo sul “Bollettino Salesiano” e su “La Foce” di Scanno

 
Mi sono chiesto perché questo titolo, affidato al Presidente della Foce? L’amico Roberto Accivile mi ha fornito una spiegazione semplice e schietta. Il Bollettino Salesiano ha rappresentato e registrato il percorso ecclesiastico, il costante e partecipe racconto di un impegno nella comunione della Chiesa, di fede e di missione. Per sua parte, ogni volta che la comunità salesiana chiamava, Don salvo rispondeva; e il Bollettino seguiva ogni vicenda che lo riguardasse, come in famiglia si segue con attenzione, apprensione e orgoglio la “carriera” di un proprio figlio. Altri hanno raccontato con documentata competenza questi aspetti della sua vita. A noi spetta qui raccontare, in pillole, l’ intenso, intimo, viscerale, continuo, rapporto che Don salvo ebbe con Scanno. Sant’Eustachio e La Madonna del Lago le sue mete rituali ed abituali, ma il suo interesse e la sua attenzione non si attenuarono nemmeno per un istante nel corso della sua missione imponente. Ci stiamo occupando in questo periodo di un’altra figura, familiare a Don Salvo, che lo indirizzò e lo sorresse verso la sua ardente aspirazione al sacerdozio: Monsignor Giuseppe Celidonio. Grazie al nostro più grande ricercatore, Giorgio Morelli, La Foce darà alle stampe prossimamente le “Memorie storiche di Scanno”, raccolta degli studi inediti che Egli avrebbe voluto pubblicare, scrivendo nel saluto iniziale al lettore:” Quindi spero non sia opera vana questo nuovo studio su Scanno, ove raccoglierò tutto ciò che vi ha di storico in quello dell’egregio Dottor Tanturri, aggiungendovi il frutto delle mie ricerche. Mi son posto poi a scrivere, oltreché pel sentimento d’amore verso il natio terreno, ch’io toccai pria, che copre l’uno e l’altro mio parente, per un altro motivo ancora”… e dopo aver citato illustri viaggiatori e visitatori della contrada soggiunge… "Ed agli italiani ed agli stranieri che verranno, conviene non solo che noi stendiamo la mano, ma come “tra cortesi alme si suole”, che discorriamo con essi delle cose nostre, che raccontiamo loro affabilmente quali padri avemmo e qual’eredità di opere ci lasciarono; insomma che ci facciamo da essi conoscere, ciò che è l’indizio più spiccato d’un cuore caldo di ospitalità”.
Lo stesso amore, lo stesso spirito, la stessa tenacia, la stessa fede in Dio, unisce i due sacerdoti e i due studiosi. Essi sono però epigoni di una storia, di una tradizione, di una cultura, che connota per secoli la nostra collettività, assimilabile a spessore, contenuti, produzione intellettuale ed economica, a località cittadine di pianura, non a montane contrade appartate e disagevoli, che devono occuparsi di necessità più urgenti e fisiologiche. Stesso spirito salesiano, stessa dedizione al bene, che Don Salvo ha trasferito in tantissimi allievi; stessa fede e dottrina che hanno ispirato e ispirano, per nostra fortuna, un altro nipote, dello stesso ceppo.
Sempre grazie all’ottimo Giorgio Morelli, in coerenza col tema assegnatomi dall’amico Roberto Accivile, che ringrazio per la lodevolissima iniziativa, oltre che per il graditissimo invito, consultando il dettagliatissimo indice del nostro periodico La Foce, anch’esso ancora da pubblicare, ho ricercato nella nostra raccolta gli articoli che riguardavano Don Salvo. Pensavo di rinvenire alcune tappe salienti del suo percorso umano e missionario; mi sono subito dovuto ricredere, nel constatare, non solo la frequenza, ma soprattutto la “vicinanza” del “Nostro” a Scanno, e di Scanno, attraverso il suo giornale, alle sue molteplici, impegnative e rischiosissime, in tutti i sensi, avventure missionarie ed “imprenditoriali”. In questo la somiglianza fra la prestigiosa rivista Salesiana e La Foce. Ad altri convenuti quindi il compito di illustrare la sua vita e le sue opere; a noi l’onore di tracciare il percorso della sua presenza , continua e sempre connotata da un rapporto di affetto, con la sua Scanno e la “sua” Foce.
Si comincia nel giugno 1946, con il racconto del tragico destino di Velletri, distrutta dai bombardamenti e depredata, di cui, come noto, fu Vescovo.
Il 30 ottobre del 1949 La Foce pubblica in prima pagina la foto di una affollatissima messa, celebrata a Scanno il 3 ottobre , alla sua presenza, in occasione dell’arrivo della Madonna Pellegrina dalla vicina Introdacqua. Prendono la parola Aureliano Del fattore a nome del Comune, il Parroco Don Pietro e lo stesso Don salvo, all’epoca Vescovo di Altamura e Acquaviva delle Fonti. Nel gennaio del 1944, in un breve trafiletto, troviamo la prova della grande vicinanza di cui si diceva sopra. Egli invia la somma di L. 5.000 (considerevole per l’epoca) all’Asilo d’Infanzia Buon Pastore, avendo letto su La Foce l’appello rivolto dal Presidente dell’Istituto ai concittadini emigrati in America. L’anno successivo il giornale festeggia i suoi primi 50 anni di sacerdozio e nel successivo gennaio 1958 il ventennale di Episcopato. Per meglio celebrare la ricorrenza Egli costituisce una “Borsa Missionaria Salesiana” utilizzando, sembra incredibile, La Foce, come cassiere dell’iniziativa.
Carico di affetto e gratitudine il necrologio del Direttore Ennio Pagliari, che ricorda i grandi meriti di colui che Egli definisce “ un Santo uomo”.
Si mobilitano le istituzioni e i cittadini, ad onorare la sua memoria e finalmente, il giorno di Sant’ Eustachio del 1975, sul muro della sua casa natale, viene scoperto un busto di Don salvo. La Foce non dimentica il centenario della nascita, pubblicando un ricordo nel luglio del 1981.
Siamo grati al Professor Accivile di aver consentito a La Foce di non mancare all’appuntamento neppure questa volta.
Pasquale Caranfa
Presidente Associazione culturale La Foce

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