Il "nuovo" Capocroce compie cento anni
Nella primavera del 1909 iniziarono i lavori per la costruzione della strada rotabile Scanno-Villetta Barrea. L'esigenza di creare una nuova "uscita" dal paese si rese assolutamente necessaria per la mobilità interna e per agevolare i collegamenti soprattutto verso la città di Napoli. Fin qui nulla di strano. Il nuovo tracciato però doveva attraversare totalmente il centro abitato e per essere realizzato si dovevano demolire alcune case e la gradinata che portava alla chiesa di San Rocco. Un progetto alquanto complesso e difficile da mettere in atto. Infatti, furono in molti ad opporsi, definiti conservatori e retrogradi, ma a ragione principalmente preoccupati per l'abbattimento dell'attiguo campanile medioevale. La decisione da prendere, quindi, non era semplice e creò moltissime discussioni, senza però generare ulteriori valide alternative. Così si diede inizio ai lavori e l'aspetto del Capocroce cambiò radicalmente e definitivamente.
Nell'anno del centenario, ci sembra doveroso ricordare il suo promotore e maggior artefice nella persona dell'Illustrissimo Domenico Di Rienzo. Nato a Scanno il 29 febbraio 1860 da Liborio e da Donna Filomena, terminò gli studi in legge presso l'università di Napoli nel 1885 e subito dopo si ritirò a vivere nel suo paese natio. Amava troppo Scanno per starne lontano. Pertanto, facendo anche parte di una famiglia di agiate condizioni economiche, si rese disponibile da subito per migliorare le condizioni di vita del suo paese.
La sua personalità si imponeva e trovava riscontro nel rispetto e nella considerazione della gente che lo definì un uomo di progresso e per questo lo volle partecipe all'amministrazione della cosa pubblica. Eletto Consigliere comunale ed Assessore fu delegato all'istruzione; in tale veste ebbe modo di dare un forte impulso per la riduzione dell'analfabetismo, rivelandosi alquanto preparato a tale compito. Esercitò con competenza anche l'ufficio di giudice conciliatore avendo un alto senso di rispetto per il valore della giustizia. Nel 1895, all'età di soli 35 anni, fu nominato Sindaco. Carica che lasciò definitivamente nel 1910, dopo essere stato rieletto più volte. Tra le sue opere più importanti ricordiamo la ripulitura ed il completamento della rete fognante, la piantagione di alberi di castagno lungo il viale del lago e l'illuminazione elettrica fin dal 1906, molti anni prima di altre importanti città italiane. Per questa ultima opera furono spese circa centomila lire, una cifra veramente esorbitante per l'epoca. Non si conosce invece a quanto ammontò la spesa per l'ammodernamento del nostro Capocroce, oggi via Abrami e Via G. Tantum, o anche Via del Corso, che termina alla Piazza Vecchia. Piazza che nell'occasione venne anche ampliata a tutto vantaggio del Palazzo Mosca che così potè godere di una veduta prospettica dell'edificio molto più estesa. I lavori terminarono dopo appena un anno e mezzo. Di certo questa nuova strada carrabile permise il passaggio delle prime automobili e risultò decisiva ed utilissima allo sviluppo commerciale della zona. Fiorirono infatti altre botteghe artigiane e nuovi esercizi come l'Albergo Sagittario in Viale dei Caduti, uno dei primi a Scanno a segnare le basi per lo sviluppo turistico nel nostro territorio.
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a cura dì Pelino Quaglione con la collaborazione di Gilberto Carbone
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