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Navigando dietro un oblò
Un ormai vecchio articolo “Wi-Max come l’ADSL, solo una grossa fumata nera”, comparso sul numero di Agosto 2006 della Foce, metteva in luce alcuni dei grandi problemi legati al lancio della connessione wireless a banda larga. Navigando nella rete si può notare come alla voce Wi-Max corrispondano molte news, per prima il tanto atteso accordo tra i ministeri (Difesa e Comunicazioni) sulla questione “frequenze” che tagliava le gambe alla nascente tecnologia, appunto basata su onde radio. Continuando le “sonno-lente” ricerche da 56kappista, finalmente scopro che a fine giugno, dopo anni di discussione, dovrebbero partire le aste con cui il Ministero delle Comunicazioni assegnerà le licenze agli operatori interessati, questione per la quale l’Italia ha conquistato l’appellativo di “Cenerentola d’Europa”. Risvegliandomi con la tastiera impressa sulla guancia, Internet Explorer finendo di caricare il risultato di una ricerca ormai giunta all’alba, visualizza una notizia che arriva (in orario data l’ora e solo quella) come il caffè... Il Wi-Max quattro volte più veloce della comune ADSL. Preso dalla curiosità mi riarmo di pazienza e leggo: “Le caratteristiche tecniche di questa nuova tecnologia parlano di una portata di alcune decine di chilometri, ben superiore alle poche centinaia di metri del cosiddetto Wi-Fi e di una larghezza di banda che può spingersi, in condizioni ideali, fino a 74 Mbps (…). L’uso delle nuove tecnologie standardizzate come WIMAX, nelle zone del Paese in cui le tecnologie di accesso su cavo non sarebbero possibili a costi sostenibili, potrà ridurre pertanto il cosiddetto divario digitale (digital divide)”. Galvanizzato da queste parole, combattuto tra il sogno e la rabbia, con un lungo sospiro continuo a leggere: “Il servizio Wi-Max potrà così essere avviato per un più rapido sviluppo della diffusione della banda larga sul territorio, soprattutto nelle aree ove è più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture.” Sempre più lentamente e tra interminabili disconnessioni e riconessioni, purtroppo, come in un incubo, inciampo sulla stessa radice del problema ADSL: le tempistiche di realizzazione, tanto per farla breve, e per andare a letto. Così come per l’ADSL anche questa innovativa tecnologia tarderà ad arrivare fra le nostre montagne; una possibile soluzione al problema, secondo me potrebbe risiedere nella istallazione di un'unica antenna fornitrice del servizio a Scanno, Villalago e Frattura, in quanto, come già detto prima, questa tecnologia riesce ad avere una portata di una decina di chilometri… non ci resta che aspettare, o piangere se volete; nel frattempo è da segnalare l’iniziativa di una raccolta di firme che potrebbe portare un po’ di sollievo, perchè mirata a richiedere l’istallazione di un ripetitore ad un gestore di telefonia mobile che supporti il Super UMTS, tecnologia capace di raggiungere i 5 Mbps. Nella prossima edizione de La Foce ci ripromettiamo di approfondire tali argomenti alla luce dell’evolversi della situazione a livello nazionale, sempre che il nostro amato 56K regga, dati gli ultimi peggioramenti di connessione, che a volte risulta impossibile. Il marinaio senza Barca |