STAMPA ESTERA: PREMIO DEL "GRUPPO DEL GUSTO"
A NUNZIO MARCELLI PER LA DIFESA DEI VALORI
DELL'AGRICOLTURA E DELL'ENOGASTRONOMIA ITALIANA.
In allegato il comunicato stampa che l'amico Nunzio ci ha inviato. Noi aggiungiamo che i coraggiosi come Nunzio, e come i parecchi imprenditori scannesi che tengono alto il nome e la tradizione dell'allevamento del bestiame nelle nostre zone meritano tutto il nostro plauso e il nostro ringraziamento. Infatti è il presidio del territorio da loro rappresentato, la pulizia dei pascoli e del bosco che essi assicurano, l'amore che dedicano alle dure attività svolte, che hanno garantito per tanti secoli e continueranno a garantire la migliore conservazione dei beni naturali che i nostri antenati ci hanno dato in consegna per i nostri figli.
P.C.
Ecco il COMUNICATO STAMPA relativo al riconoscimento ottenuto da Nunzio Marcelli
L'Associazione della Stampa Estera in Italia, fondata nel 1912, è la più grande organizzazione di corrispondenti esteri nel mondo: più di 800 organi di informazione e 54 paesi rappresentati; l'Associazione ha costituito al proprio interno il "Gruppo del Gusto", con i giornalisti che sulla stampa estera si occupano delle migliori tradizioni enogastronomiche italiane.
Il 12 novembre si è svolta, nella splendida cornice delle Scuderie Aldobrandini di Frascati, la cerimonia con cui il Gruppo del Gusto ha voluto riconoscere con un premio quelle produzioni forse meno conosciute al grande pubblico ma in sintonia con la grande tradizione italiana vista dall'ottica dell'osservatore estero.
Il prestigioso riconoscimento è stato conferito, alla presenza di oltre 140 giornalisti da tutto il mondo, a Nunzio Marcelli "per aver contribuito a difendere i valori dell'agricoltura e dell'enogastronomia italiana".
Le motivazioni per l'assegnazione del premio a Nunzio Marcelli sono state espresse da Tom Kington, giornalista inglese del prestigioso "The Observer" che ha candidato Marcelli:
"L'ultima volta che ho parlato di Nunzio Marcelli in un articolo è stata quest'estate, quando scrivevo dei roghi che devastavano l'Italia. In quell'occasione lui suggeriva che l'Italia avrebbe bisogno non di più poliziotti o vigili del fuoco, ma di più pastori.
Il 90 per cento dei pastori italiani sono scomparsi, mi disse, e con loro le pecore che hanno pascolato in Italia per secoli, mangiando l'erba che, se viene lasciata a seccare, alimenta pericolosamente gli incendi. Questo è un perfetto esempio di come la cultura che Marcelli difende in questo paese, è ancora importante nel mondo moderno. Ma attraverso l'ARPO (l'Associazione Regionale Produttori Ovicaprini d'Abruzzo), Marcelli non dà solo consigli su come combattere i roghi estivi, ma anche su come salvaguardare la pastorizia tradizionale e introdurre metodi innovativi di produzione e commercializzazione del formaggio. Per esempio caseifici mobili per consentire la produzione del formaggio direttamente in montagna, in assenza di acqua corrente ed elettricità; poi il progetto "Adotta una pecora - ", con l'invio al genitore "adottante" della produzione della pecora di un anno, oltre a carta d'identità e foto della pecora "adottata.
In più Marcelli ha deciso di diffondere la sua conoscenza ed è andato in Afghanistan per insegnare ai pastori nomadi come produrre il pecorino in stile italiano. L'associazione ha poi fatto una missione in Palestina, dove gli insegnanti sono riusciti a trasformare un vecchio frigorifero in un affumicatoio per il formaggio.
Per questo lavoro, sia in Italia che all'estero, riceve questo premio stasera."
Nel corso della serata sono stati inoltre conferiti riconoscimenti al "gastronauta" Davide Paolini; a Vincenzo Conticello, della Focacceria S. Francesco di Palermo (noto oltre che per gli ottimi piatti tradizionali siciliani, per essersi coraggiosamente opposto ai suoi estorsori e aver denunciato pubblicamente il pizzo, ragion per cui è costretto a circolare sotto scorta) e all'Associazione delle "Donne del vino".
Il premio ha rappresentato per l'ARPO e per Nunzio Marcelli un importante riconoscimento per aver perseguito per oltre 30 anni con le proprie attività spesso controcorrente la conservazione di una tradizione antica e la qualità delle sue produzioni, oltre che il mantenimento dei valori etici ed ambientali millenari del pastoralismo abruzzese, che rischiano di scomparire nell'indifferenza di un mondo sempre più tecnologizzato e globalizzato.
Nel ringraziare per il premio conferito, Nunzio Marcelli ha voluto ricordare che molti dei progetti promossi dall'ARPO partono dalla considerazione dell'importanza di garantire a tutte le popolazioni del mondo un cibo sano e genuino, un diritto umano forse oggi sottovalutato che ha portato l'ARPO ad impegnarsi in progetti di cooperazione in Afghanistan così come in Palestina.
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