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Vogliamo proporre ai nostri affezionati naviganti una digressione dai temi solitamente trattati sul nostro bel portale. Abbiamo avuto la fortuna di visitare un pò di giorni fa un sito archeologico in Libia, a circa 120 Km da Tripoli. Si tratta di un'intera città Romana, importantissima nei primi secoli dopo Cristo. Negli ultimi anni è stato dato un certo impulso agli scavi, anche grazie alla collaborazione di università italiane e francesi. Il sito è splendidamente conservato, in quanto ricoperto per molti secoli dalla sabbia del deserto. Oggi vi è anche un annesso museo, dove sono conservate moltissime statue e altri reperti rinvenuti nel corso degli scavi. La città venne fondata da coloni fenici intorno al 1100 a.C., anche se non riuscì a diventare una potenza nel Mar Mediterraneo orientale prima del IV secolo a.C.. Leptis venne strappata dai Romani ai Cartaginesi durante la terza guerra punica (146 a.C.) e poi incorporata sotto Tiberio nella provincia Africa.
Durante il dominio romano Leptis, acquisito l'appellativo di "Magna", divenne ben presto una delle principali città romane d'Africa grazie al fiorente commercio marittimo di spezie, schiavi ed animali provenienti dall'Africa subsahariana. Con oltre 100.000 abitanti, la città raggiunse il suo apogeo nel 193, quando Settimio Severo, nativo leptitano, divenne imperatore. Negli anni successivi Settimio Severo fu un munifico propulsore dell'abbellimento della propria città natale, che in quanto a sfarzo giunse a rivaleggiare con Cartagine e Alessandria. Nel 205 Settimio Severo visitò la città, che gli tributò grandi onori. Nel III secolo la città visse tuttavia un rapido declino a causa dell'inesorabile insabbiamento del porto, che fece drasticamente ridurre la capacità commerciale della metropoli. Già nella metà del IV secolo gran parte di Leptis era abbandonata, e fu durante il regno di Teodosio I che conobbe un'effimera ripresa. Nel 439 Leptis Magna e le altre città della Tripolitania furono prese dai Vandali e dal loro re Genserico, che si installò a Cartagine. Per dissuadere i leptitani dalla ribellione Genserico dispose lo smantellamento delle mura, scelta rivelatasi fatale quando la città venne saccheggiata dai Berberi nel 523. Per chi non conoscesse la bellezza incredibile del posto, Vi proponiamo qui allegate un paio di istantanee; la prima scattata all'arco di Settimio Severo, il più imponente che abbiamo mai visto; la seconda presa dall'alto della scalea del teatro, che domina tutta la città e il mare sullo sfondo.
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