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Gentile Direttore
Sono uno scannese “dentro”, in qualsiasi posto del mondo mi trovi. Conservo in me, volti, affetti, emozioni, racconti, storie, in cui Scanno è una sorta di ”Macondo”, dove tra realtà e magia continua la vita. Con questo spirito propongo un mio contributo con la speranza, di suscitare, la curiosità, la meraviglia e forse l’affetto, come fin da bambino è capitato a me, per personaggi, situazioni , anche non vissute , entrate nel mio immaginario, e che continuano a vivere in quella magica realtà, che è Scanno.
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A tal proposito le invio delle foto in cui era presente Don Gregorio Farina. Cappellano dell’ex Chiesa delle Scuole Pie attualmente Chiesa della Madonna delle Grazie, dal 1922 al 1972.
Ho un ricordo di Don Gregorio legato ai miei trascorsi da chierichetto presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Valle.
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Era un po’ severo e officiava la santa messa in latino. Gli eventi conciliari forse non erano stati, da lui, tanto condivisi. Aveva insegnato presso le scuole elementari, non so bene in quale arco di tempo. Tuttavia dai ricordi di coloro che lo hanno avuto come insegnante emerge la figura di un educatore severo. A mio giudizio, incarnava la figura dell’”intelletuale” in un contesto di civiltà contadina, come definita da Gramsci. Era uso fare delle lunghe passeggiate al lago e lungo via Domenico di Rienzo. A tal proposito un amico mi ha riferito un aneddoto che lo riguarda. In una di queste sue passeggiate al lago, era preceduto da due concittadini, che come lui si recavano “alla Madonna”.
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Passeggiando, si affrontano temi più o meno delicati. Accorgendosi della presenza di Don Gregorio, uno dei due raccomanda all’altro di parlare piano altrimenti, si sarebbe potuto intendere, il contenuto della loro conversazione. Notata la situazione , Don Gregorio, aumenta l’andatura e mentre li sorpassa, si rivolge loro dicendo ”Dovete preoccuparvi non quando sono dietro di voi, ma quando sono davanti a voi”. (È noto che nei cortei funebri il clero precede il feretro). E salutandoli continuò la sua passeggiata. Perspicace e arguto.
Concludo con la consapevolezza che quanto raccontato e quanto si potrà raccontare, non possa e non potrà prescindere, dal rispetto delle persone e della loro memoria.
Un saluto.
Franco D’Alessandro – Torino
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NB: le foto allegate sono state messe a disposizione da D’Alessandro Claudio
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