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Ci scusiamo con Voi in anticipo se facciamo un'eccezione, pubblicando la poesia di Liborio Caranfa senza rispettare la sequenza a suo tempo annunciata, ma...la cronaca incombe. Avrete saputo delle manifestazioni organizzate dalle mamme di Scanno, in segno di protesta per la chiusura delle scuole elementari e medie. Forse sapete anche che in Municipio si è verificato qualche subbuglio, fra il Sindaco e i manifestanti. Noi ci limitiamo quì ad osservare che una cosa così seria andava gestita con maggiore attenzione ed equilibrio, garantendo prima di tutto il diritto allo studio, attraverso il coinvolgimento immediato di tutti coloro che avrebbero potuto assumere decisioni immediate, anche per non prestare il fianco a qualche squallida strumentalizzazione, che pure si è verificata. Ciò detto, si verificò a Scanno un precedente simile nell'estate del '49, in conseguenza di problemi, altrettanto importanti, collegati all'erogazione di energia elettrica e di acqua. Anche in questa occasione Liborio Caranfa riesce a vedere l'aspetto comico della vicenda. Godetevi "La summossa". Stavolta la traduzione la proponiamo a seguire.
Traduzione
Appena si parlò di sommossa...
tutti sentirono in corpo come una scossa;
per non vedere né sangue e né coltelli
misero i fermi agli sportelli.
Una cinquantina di...esagitati
si presentarono sotto al Comune;
avevano giurato la mattina
di fare una carneficina!...
Però quando arrivò il maresciallo,
le facce diventarono bianche e gialle...
Non si vide un'accetta, un falcetto,
e non si sentì neppure una scoreggia!...
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Commenti
2008-01-2413:08:20 La poesia č ancora di indiscussa attualitā