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La guerra non è ancora finita. Una delle sue drammatiche conseguenze è la fame. Liborio ricorda i bei tempi andati, quando la giacca del vestito fasciava la sua pancetta, mentre adesso gli cade come un sacco. Lo prende in giro persino lo specchio. Egli riesce a ironizzare anche su se stesso, ma non può fare a meno, con un sospiro e un pò di rabbia, di spedire una bestemmia al Duce. Nell'allegato la versione originale, scritta di pugno dall'autore. Lamento Tutto mi cade, tutto mi va lento attorno alle ossa non c’è rimasto niente; la giacca è diventato un sacco che prima mi arrotondava la trippetta. La tessera mi ha fatto questo servizio, e di abbuffarmi…non ho più il vizio! Se non era per la guerra…mangiavamo e adesso non starei a fare la fame! Quando mi fermo a chiedere allo specchio, questo mi risponde – Stai diventando vecchio!... Sospiro, borbotto, stringo la cinghia… e mando una bestemmia a Mussolini.
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