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Nel componimento allegato Liborio Caranfa, insieme alla tristezza degli scannesi, che vedono il paese spopolarsi dei turisti che l'hanno movimentato durante l'estate, evoca certamente anche il proprio rammarico, di scannese residente a Roma per lavoro. Siamo negli anni '50 e ritornare spesso, come noi possiamo fare oggi, non era all'epoca molto agevole. Sia in treno che in macchina occorrevano 4/5 ore, salvo imprevisti. Incappare nella nebbia o nella neve al valico di Cocullo era frequente e molto disagevole. Significativo come testimonianza il riferimento al ritorno...in Puglia! Quasi a rinnovellare, per turisti Pugliesi, o scannesi ivi residenti, il tradizionale rito della transumanza. Ricordo quando con Mimmo Lupi provavamo a "forzare" il blocco della galleria di Cocullo, non ancora aperta...ufficialmente al traffico. A proposito, a quando l'apertura della galleria che aggira l'abitato di Anversa?
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