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L’unico simbolo di partito che serve oggi è questo.

Coloro che sono stati chiamati a rappresentarne gli interessi hanno il dovere, in questo momento di grande pericolo, di superare ogni divisione.

Sappiamo che il sentiero da noi percorso è angusto, impervio. Lo sanno bene tutti coloro che hanno condiviso questo tratto di strada, che dura ormai da sei anni. I risultati ottenuti sono figli del lavoro di tanti, dello spirito di squadra, della trasparenza e correttezza gestionale che hanno contraddistinto ogni scelta e ogni comportamento. Forse La Foce dovrebbe servire da esempio per altre gestioni.
Forse proprio per questo si cerca invece di mortificarne la stessa esistenza, attraverso aggressioni di ogni tipo: dalle intimidazioni contro i nostri redattori, che cercavano solo di garantire un servizio pubblico in consiglio comunale, alle ispezioni punitive presso la nostra redazione, alle diffamazioni e controinformazioni ripetute a mezzo stampa (anche se stampa in questo caso è una parola grossa). L’anonimo estensore (o estensori?) delle “pasquinate", scrive che abbiamo le spalle larghe. La nostra serena fermezza viene dal convincimento che la proposta che lanciammo oltre un anno fa, di mettere insieme tutte le energie disponibili del paese, rimane l’unica praticabile, ancor di più dopo un anno durante il quale sono state assolutamente confermate, aggiungo purtroppo, le nostre cupe previsioni successive al voto. Scrivevamo allora:

“Carissimi concittadini, facciamo i nostri più cordiali auguri a Patrizio Giammarco, nell'interesse di Scanno e dei suoi cittadini. Sono auguri di cuore, inviati da chi si è battuto contro la sua lista e la sua candidatura, contro la stessa idea di base che ha ispirato l'ammucchiata vincente. Sono auguri sinceri, formulati a chi ne ha bisogno, a chi dovrà molto presto fronteggiare sfide importanti, cercando di risollevare il paese dai problemi che lo attanagliano ormai da anni; problemi aggravatisi nel recente passato, in conseguenza dell'inattività e della litigiosità dei protagonisti che hanno calcato la scena politica ed amministrativa. Ci auguriamo che Egli voglia e sappia svincolarsi dai condizionamenti a "tenaglia" che si presenteranno già dalle prime scelte. I nostri auguri sono sinceri poiché rivolti  a persona di cui non vorremmo vestire i panni, per varie ragioni, la più importante delle quali ci fa sovvenire la fiaba di Esopo:" ...Lupus stabat superior..."
I primi sei mesi sono stati monopolizzati dalla riapertura degli impianti di Collerotondo, oltre che da una lunga serie di infortuni e scaramucce, dovuti all’inesperienza e all’entusiasmo iniziale. L’errore grave è stato quello di considerarlo un obiettivo politico, raggiunto in modo raffazzonato, frettoloso, senza alcuna strategia di promozione e, soprattutto, senza coinvolgere la parte più importante e interessata: gli operatori economici. I lodevoli realistici tentativi di mediazione promossi dal Sindaco si sono immediatamente scontrati con le rissose prese di posizione della sua “lupesca” componente di maggioranza. Nella stessa occasione suggerivamo al Sindaco Giammarco:” Sia vigile il nuovo Sindaco, come sarà vigile il 60,4% degli scannesi, che rappresentano da oggi la maggioranza dei cittadini di Scanno che non lo hanno votato”.Non appenaegli ha preteso di esercitare il suo ruolo istituzionale gli sono state sventolate in faccia, anche a brutto muso, le cambiali all’incasso. Siamo stati personalmente testimoni di un episodio disdicevole, ai limiti dello scontro fisico, a conferma del rapido degrado dei rapporti all’interno della maggioranza. Possiamo assicurarvi che se avesse avuto luogo a parti invertite se ne sarebbe parlato per mesi, invece noi della Foce non ne abbiamo fatto cenno, poiché abbiamo rispetto per le istituzioni pubbliche. Insomma un disastro annunciato, che però non può e non deve far piacere a nessuno. In aggiunta e come previsto, il capoccia della componente “lupesca” ha provveduto ad inimicarci rapidamente la nuova Giunta regionale, sia personalmente, sia attraverso le veline passate con allarmante regolarità a compiacenti corrispondenti locali. In questi ultimi giorni, attraverso i soliti canali, qualche avvertimento e larvata minaccia viene rivolta all’indirizzo del Sindaco, in preparazione dei consigli comunali. Non dimentichiamo poi le altre componenti del Consiglio comunale che, ricordiamolo, sono chiamate a rappresentare le istanze del 60,4% dell’elettorato scannese. Comprensibile un iniziale periodo di vigile attenzione, con un civile atteggiamento di proattiva proposta, rompendo la “tradizione” delle risse continue, delle querele e della politica “tribunalizia”. Fosse stato solo questo il risultato della nostra proposta sarebbe già tanto, ma Scanno aveva bisogno di molto di più. Scanno aveva bisogno, già da qualche anno, di un governo di salute pubblica. Le due minoranze avevano sbagliato gravemente prima delle elezioni, a non compilare un’unica lista (mi prendo la mia parte di colpa), hanno continuato a sbagliare nel non formare un gruppo unico in Consiglio. Si nota qualche segnale di ravvedimento, come la richiesta congiunta di un Consiglio comunale straordinario, a firma dei quattro consiglieri dei due gruppi di minoranza. Speriamo bene, poiché compirebbero un grave errore se si mettessero sulla riva del fiume - atteggiamento incomprensibile che paiono aver assunto negli ultimi mesi - ad aspettare l’ormai inevitabile passaggio del cadavere della traballante maggioranza. Sbaglierebbero gravemente poiché il cadavere transiterebbe trascinando dietro a sé il corpo agonizzante del paese. I voti delle minoranze non siano usati per scopi diversi da quelli dell’interesse della collettività. Fuori i partiti e le rivincite personali dall’aula consiliare. Il Sindaco si armi di coraggio, formuli e raccolga proposte, indichi la strada e chieda di seguirla a tutti coloro che ci stanno. Decisioni cruciali sono ormai ineludibili. Decisioni che comporteranno di certo fratture insanabili all’interno del gruppo di maggioranza. Niente spazio a personalismi. Il tempo disponibile è finito. Questo chiede la stragrande maggioranza civica di Scanno, che se ne sbatte completamente di tutte le faide e dei giochini della vecchia politica. Eravamo stati facili profeti un anno fa, facendoci portavoce di un’idea di pacificazione. Rivolgiamo un appello alle coscienze di tutti, ancora più convintamente oggi. Noi scannesi dobbiamo ringraziare Iddio e Sant’Emidio per aver risparmiato alla nostra contrada i drammi dei nostri fratelli del circondario aquilano. Nostro dovere di cristiani e abruzzesi è di essere vicini, in tutte le forme possibili, ai bisogni dei nostri corregionali. Ciò detto, non possiamo sottacere il danno economico che i paesi turistici del nostro Abruzzo stanno già subendo, a causa dell’amplificazione mediatica, a volte irresponsabilmente imprudente (vedi servizio di SKY, con annuncio di un servizio “da uno dei comuni terremotati”, che sta causando un enorme calo di prenotazioni per la prossima stagione estiva. E’ ancora più importante ora far prevalere il senso civico, superando ogni divisione; raccogliendo ogni forza; orientando ogni energia verso il fare e non verso il parlare. Solo a titolo di esempio riporto un messaggio che ho ricevuto da un allenatore di pattinaggio a rotelle, con la risposta che gli ho inviato, ricevendo i suoi ringraziamenti e l’assicurazione che si sarebbe prodigato per circolarizzare un messaggio positivo:”
Buongiorno,
sono un allenatore di pattinaggio artistico di Reggio Emilia.
Le scrivo per chiedere se le condizioni della città di Scanno sono sicure.
Mi spiego: sono stati organizzati come ogni anno i campionati italiani di pattinaggio artistico a rotelle nel vostro palazzetto e mi chiedevo se dopo il terremoto non ci fosse qualche rischio, dovendo venire a Scanno con dei bambini per lo più e i loro genitori(che hanno espresso qualche preoccupazione).
La ringrazio per l'attenzione
Cordiali saluti
Egregio Signor (messaggio firmato),
Questo terremoto sta creando danni economici anche alle località che, ringraziando Iddio, sono rimaste immuni da danni tellurici. Il palazzetto dello sport di Scanno è stato persino utilizzato come rifugio "antipanico" dalla Protezione civile, durante i giorni in cui la paura e l'età avanzata di alcuni nostri concittadini ha consigliato al nostro Sindaco Giammarco, che ci legge in copia, di attrezzarlo per garantire un'alternativa al riposo notturno di chi lo avesse scelto. Mi permetto di estendere la comunicazione al Sindaco, conoscendo la sua grande sensibilità all'argomento, nel caso voglia contattarla di persona.
Adesso che il momento critico è passato per noi, ma non per i nostri fratelli aquilani, il nostro Abruzzo ha vitale necessità di ritornare ad essere meta privilegiata e prescelta dei tantissimi turisti che ne amano l'ospitalità, l'ambiente, il cibo genuino e la cultura tradizionale Venite tranquilli e sereni nella nostra Scanno. Passerete con i Vostri giovani felici giorni di vacanza e porterete grande felicità e solidarietà al nostro popolo e ai nostri operatori turistici. Mi creda: ne abbiamo tanto bisogno. La prego di voler estendere la conoscenza di quanto riferitole a tutti gli altri interessati che Lei può contattare.
Per qualunque approfondimento di cui avesse necessità non esiti a interpellarci attraverso il nostro portale.
Grazie
Pasquale Caranfa
Nell’antica Grecia le Polis (città-stato) si combattevano in continuazione fra loro, ma quando un nemico esterno minacciava la libertà di una sola di esse, si creava immediatamente una rocciosa coalizione, per sconfiggere il nemico comune. Oggi Scanno ha un nemico pericolosissimo: il declino irreversibile di un’economia e di una cultura antica. Facciamo appello all’intelligenza dei più, per orientare le energie disponibili verso l’unico vero obiettivo comune: uscire dalla crisi e far ripartire la nostra economia. A nulla servono le sporadiche, isolate e velleitarie iniziative dei simulacri dei partiti politici, che a Scanno non esistono più da anni. A titolo di esempio, anche volendo riconoscere la buona fede agli interessati, ci chiediamo che senso abbia accapigliarsi per dividersi incarichi di partito che nella sostanza non significano assolutamente nulla per la nostra comunità. Fatta qualche rarissima eccezione, di qualche singola persona che ancora crede alle favole, restano solo sparuti gruppi di interesse, che utilizzano a fini di affermazione personale un potere di rappresentanza che non ha più nulla a che vedere con gli interessi collettivi.

 

Commenti  

 
+1 #4 lolmo 2009-05-18 20:24
:purtroppo siamo arrivati a parlare di:governo di salute pubblica.
Il dramma è che sarebbe auspicabile.
Siamo rimasti così pochi che il problema per il prossimo futuro è ormai quello di continuare ad esistere. Prima del 6 aprile pensavo che: nei prosimi 10/15 anni una grandisima percentuale di centri dell'Abruzzo interno saranno condannati a chiudere,solo pochi resteranno vitali. IL terremoto accellerrerà questo processo. Inevitabilmente continuerà lo spopolamento delle nostre zone;solo particolari realtà hanno la possibilità di un futuro vitale. Nel passato la vocazione isolazionista di Scanno ha permesso al nostro paese di vivere come immobile nel tempo.Forse una esasperata "scannocentricit à" potrebbe garantirci una sopravvivenza comatosa.La cosa non mi interessa.Le nostre ricchezze ci offrono la possibilità di costruirci un futuro vitale.Oggi è fondamentale avere ilcoraggio di fonderci in un crogiulo che ci restituisca un gioiello condiviso.
Siamo obbligati a darci fiducia.
 
 
+1 #3 enzetto 2009-05-18 17:14
non cè peggior sordo di chi non vuol sentire.vai avanti presidentissimo
 
 
#2 enzetto 2009-05-18 17:12
non c'èvai avanti presidentissimo peggior sordo di chi non vuol sentire .
 
 
+1 #1 Direttore 2009-05-17 23:00
Ben detto Presidente
 

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