Lettera al Direttore
Caro Direttore,
ti invio una lettera che ho scritto al Sole24ore in merito alla commemorazione dell'Onorevole Craxi. La lettera non è stata pubblicata, forse perchè troppo esplicita. La propongo ai lettori della Foce in quanto critica di costume; non lo avrei fatto se avessi voluto esprimere un orientamento politico. L'articolo di Folli cui faccio riferimento è disponibile sul sito del Sole.
Caro Dott. Folli,
la sua ("Bettino Craxi nella storia anche con i suoi errori") è una delle poche voci che in questi giorni ha saputo distinguersi dal coro stucchevole di una classe politica che di Craxi condivide gli errori e che oggi, ormai al sicuro, ansiosa di riabilitare la sua immagine per legittimare se stessa.
Tuttavia anche lei, pur invocando nel titolo del suo articolo una valutazione globale dell'uomo politico che tenga conto dei suoi errori, liquida con poche brevi affermazioni le vicende giudiziarie di cui Craxi fu protagonista.
In situazioni come la commemorazione dell'Onorevole Craxi, si ha l'occasione di risvegliare le coscienze di tutti sul vero grande male di questo Paese: un sistema politico che ieri, come oggi, è largamente pervaso da fenomeni di corruzione ed è generato dalla convinzione diffusa, tipica italiana, che le regole possano essere interpretate individualmente in funzione dell'interesse proprio o della
propria clientela. Nell'Italia dei furbi Berlusconi è un modello e Craxi un martire.
Lei afferma con disinvoltura che "i finanziamenti illeciti ai partiti erano una pratica diffusa e del tutto normale in quegli anni". Tutti parlano di capro espiatorio facendo capire che le colpe di Craxi erano le colpe di tutti. Addirittura il Capo dello Stato evidenzia che: "E' un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona".
Mi chiedo quando avremo forze politiche ed organi di stampa che vorranno veramente fare della questione morale una priorità irrinunciabile da affrontare e risolvere prima, ma direi in funzione, di qualsiasi analisi storica o riforma politica cui si volesse mettere mano.
Forse dovremo aspettare le nuove generazioni che avranno conservato, lo spero, la capacità di stupirsi ed indignarsi per quanto dicono e fanno alcuni esponenti politici e scrivono alcuni giornalisti.
Spero vorrà pubblicare questa mia lettera e la saluto.
Costanzo Rapone
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Commenti
ti ringrazio per i tuoi commenti, in particolare vorrei cercare di replicare al tuo "ma il sociale chi lo controlla".
Se ho ben compreso, tu fai riferimento all'eterno problema di chi controlla il controllore. E' giusto, però considera che il così detto "controllo sociale" è uno strumento potente che si autocontrolla per definizione, essendo costituito non da pochi individui ma da una molteplicità di persone, rappresentanti una molteplicità di interessi diversi e diversi orientamenti, anche politici.
Mi farebbe piacere continuare ad approfondire con gli amici diScanno questi concetti. Spero che la discussione non si interrompa.
Pigreco
Scanno è una piccola realtà e a Scanno tutti sanno di tutti e il controllo sociale è quindi possibile, perchè non cominciare?
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