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Si è svolto sabato 8 maggio il tanto atteso Consiglio Comunale di Scanno che ha messo in luce, ancora una volta, le difficoltà dell'attuale maggioranza consiliare nel condividere una linea politica comune. La seduta, con i punti all'ordine del giorno mutati tre volte nelle 24 ore precedenti all'incontro, da 3 a 10,  ha avuto una battuta d'arresto, di oltre un'ora, quando alcuni consiglieri hanno espresso delle osservazioni in merito alla presentazione del Piano Triennale delle opere pubbliche. I numerosi cittadini presenti non riuscivano a spiegarsi il perché della prolungata sospensione, vista la motivazione apparentemente "veniale", che avrebbe tranquillamente potuto essere ricomposta con le minoranze, che rivendicavano semplicemente il diritto di essere preventivamente informati. Molto deboli le spiegazioni fornite dal segretario comunale, il quale sosteneva che non essendosi verificate modifiche di sorta al piano triennale, non doveva procedersi alla divulgazione preventiva dello stesso. Meglio non intrattenersi sul fatto che la spiegazione fornita sottintendeva il fatto che non siano stati svolti interventi degni di nota sulla materia. Al di là del merito però, quello che dobbiamo nell'occasione sottolineare è l'inedito accadimento per Scanno di una crisi consumata durante il pubblico dibattito, in modo positivamente trasparente. I due protagonisti se ne sono cantate di tutti i colori, rinfacciandosi comportamenti recenti e più lontani. Si dirà: ma non è molto che i due protagonisti Patrizio Giammarco e Amedeo Fusco hanno intrapreso un percorso comune. Scusateci, ma il Sindaco ha recitato un ruolo di spettatore molto sorpreso in questa serata. Il ruolo da protagonista della "sua" maggioranza è stato assunto da Eustachio Gentile, che forse ha così voluto festeggiare il superamento del primo ventennio di presenza ininterrotta dentro la casa comunale e altre case e palazzi delle nostre contrade. Per puro caso aveva pronta una dettagliatissima lista di 37 realizzazioni della "sua" maggioranza, nessuna delle quali, guarda caso, riguardanti l'azione amministrativa del nullafacente ex Vice Sindaco Fusco. Stavolta ha però sbagliato i conti, poiché, in coerenza con il chiaro e massiccio mandato elettorale che Scanno gli ha affidato, Amedeo Fusco ha respinto con forza il protervo tentativo di far passare l'atto di forza di Gentile, sollevando un caso politico che ha sfasciato la maggioranza. Noi ci limitiamo qui a rimarcare la penosa figura rimediata nell'occasione dalla nostra collettività, puntualmente segnalata negli interventi, equilibrati ma puntuali, degli esponenti delle minoranze: Domenico Mastrogiovanni, che ha definito "indecente" il tentativo di mistificare lo stato di crisi da parte di Gentile; Luca Silvani, che ha contestato ogni punto di merito e ha segnalato al Sindaco la necessità di rispettare le minoranze; Maria Pia Silla, che ha contestato con veemenza e competenza i metodi prevaricatori e amministrativamente approssimativi della maggioranza. Ma il "clou" della serata è rappresentato dallo scontro oratorio fra Gentile e Fusco, con il primo che cerca furbescamente di "rompere il ritmo" durante l'intervento del secondo; con il secondo che, senza lasciarsi distrarre, svolge lucidamente il suo discorso, vincendo chiaramente lo scontro. Per quanto ci riguarda, poco ci consola il fatto di aver avuto ragione anche in questa circostanza (vi rimandiamo alla lettura delle nostre profezie negli ultimi due anni). Rinnoviamo il nostro forte invito a superare ogni divisione, unendo tutte le forze sane della collettività, isolando i pochi interessati e biliosi facinorosi. Se questo dovesse costare a Patrizio Giammarco la rinuncia alla fascia di Sindaco, sappia che ciò sarà solo conseguenze della sua inesperienza politica. Egli è stato più volte avvertito della trappola in cui si era da solo ficcato. Non si rammarichi ed eviti di causare altri danni.

Vi lasciamo alla visione integrale del Consiglio Comunale di Scanno, senza integrare nessun commento a riguardo, riportando una dichiarazione rilasciataci dal consigliere Amedeo Fusco a fine consiglio. Clicca qui per la dichiarazione...

 

Crisi politica della maggioranza consiliare

Nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale si è conclamata la crisi del gruppo consiliare del PD, che oggi dovrebbe reggere le sorti del nostro paese. È un fatto che questa crisi non è di oggi, ma viene dal passato. Già durante la fase della composizione della lista elettorale si sono registrate numerose frizioni tra le varie anime che l’hanno composta. Lo scorso anno, in un periodo delicatissimo, quale quello del post terremoto, si sono registrate numerose discussioni che hanno di fatto interrotto l’azione amministrativa, con importanti ripercussioni. Infatti, piuttosto che affrontare la crisi economica, che conseguì a quel drammatico evento, e prepararsi per affrontare al meglio una stagione estiva già in partenza compromessa, i protagonisti del gruppo di maggioranza si sono concentrati a ricercare soluzioni per sotterrare “l’ascia di guerra”. Purtroppo, la pace è durata poco tempo, considerato che oggi non si sa ancora con precisione con quali uomini continuerà ad amministrare il Sindaco Giammarco. A tal proposito, le uniche notizie certe sono le dimissioni dell’ormai ex Vice Sindaco Fusco e del Consigliere di maggioranza Paletta. Con questa situazione, chi ne risentirà sarà esclusivamente il paese. L’azione amministrativa è ferma al palo ormai da diversi mesi a causa delle incomprensioni tra il Sindaco, la giunta e i Consilieri. E purtroppo, se la stato di cose dovesse rimanere quello attuale, ci aspetterà un futuro sicuramente difficile. Ciò che contestiamo fortemente è che le divisioni non sono nate da divergenze programmatiche e dall’attuazione del progetto politico, ma da mere questioni di carattere personalistico. Lo stesso Gentile, ad oggi ancora capogruppo di maggioranza, ha sottolineato che causa della crisi deve essere ricercata negli interessi elettoralistici dell’ex Vice Sindaco Fusco. Il gruppo di maggioranza oggi deve assumersi la responsabilità politica di questi avvenimenti. Da parte nostra c’è sempre stata la volontà di collaborare, ma siamo sempre stati ignorati, ciononostante, siamo ancora disposti a prestare il nostro impegno per la risoluzione delle problematiche che attanagliano Scanno, nel rispetto però dei ruoli che l’elettorato ha determinato nelle urne. Oggi non esulteremo per un eventuale scioglimento del Consiglio Comunale, consapevoli che lo stesso non potrà che avere conseguenze negative per il tessuto socio-economico di Scanno. Tutto quanto espresso ci porta a chiedere un vero atto di responsabilità da parte del Sindaco Giammarco, evitiamo brutti pasticciacci e scomodi compromessi e torniamo a ridare speranza alla nostra Scanno.

L'addetto stampa

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