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Correva l’anno 2001 e, in una delle tante notti di Settembre, quando ormai i villeggianti erano già tornati mesti nelle loro cittadine, io e i miei amici, come al solito, ci accingemmo a trascorrere le nostre serate all’insegna della tranquillità e dell’allegria.
Ma come noto, a Scanno in quel periodo di tranquillità ce n’è fin troppa e allora decidemmo tutti insieme di spostarci dalla piazza per “esplorare” qualche montagna nei dintorni nella speranza di pizzicare qualche animale che , forte della totale assenza di curiosi in giro, si fosse avventurato uscendo finalmente allo scoperto, consentendoci di osservarlo da vicino.
Fu proprio nei pressi del monte Genzana che io e i miei amici, facendo del tutto per evitare il minimo rumore, ci preparammo ad appostarci in prossimità della parte più alta di Frattura, a ridosso dell’antenna TV, vicino lo Stazzo, nella speranza di beccare il famoso Cervo.
La nostra era ben più di una speranza, perché eravamo sicuri di vedere il poderoso animale per una semplice ragione: avevamo il nostro asso nella manica, Stacco! Proverbiale era la sua vista chilometrica, capace di scovare ogni tipo di animale selvatico anche a distanza molto elevata. Per questo motivo il suo posto all’interno del fuori strada era sempre quello anteriore: era sempre lui che teneva in mano il faro in quanto era ritenuto il più idoneo ad individuare le “prede”.
Quella notte attorno alle 2.30 però la fortuna sembrava averci voltato le spalle e, nonostante Stacco fosse di vedetta da più di un’ora, di animali neppure l’ombra. Tra gli occupanti dell’auto cominciò a serpeggiare quella frenesia dovuta alla delusione del mancato avvistamento. La situazione divenne ben presto insostenibile quando, all’improvviso, Stacco fece zittire tutti:”STETV ZITT, CI STA’JU’ CIERV!”
Tutti tornammo, allora,  in un silenzio religioso: ognuno aveva il naso schiacciato sul vetro del finestrino nella stessa direzione dello sguardo di Stacco. L’adrenalina subito salì alle stelle e bisbigliando a turno si chiedeva: “STA’ ANDO’I SI VIST’ SU’ CIERV??”
Stacco, serio come se avesse avvistato una navicella spaziale, puntò il dito in direzione delle Acquevive, nei pressi della Spiaggetta. Era lì che l’animale stazionava.
Infatti ribadì il concetto asserendo: “JU’ VE’?? CE VIDN J’UOCCH : I VE’ N’DA’ SO’ LUSTR??? STA’ A JU STESS PUNT ANDO’ STEVA IER’, PROPRIA A JU’ STESS POST!!”
A quel punto la vista di tutti venne messa a dura prova, volevamo vedere assolutamente l’animale, volevamo vederli anche noi questi occhi luminosi, allo stesso punto dove erano ieri, ma nessuno li vedeva!
A quel punto da dietro l’auto qualcuno incominciò a ridere a squarciagola, incurante dell’ordine  espresso poco prima da Stacco; ma ormai l’attimo era passato e: “STA’ MA QUAL UOCCH, CHISS SO’ I LEMPION’ DE JU’ LAGH!!MA CU TE SE BIVT MASSERA???”
A quel punto tutta la Jeep divenne un frastuono, noi tutti iniziammo a ridere a crepapelle e , mentre l’autista faceva manovra (ridendo con le lacrime) per tornare a Scanno, al povero Stacco non rimase che  spegnere il faro e attendere di tornare PRESTO a casa…
 




 

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