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Martedì 11 Novembre 2008 19:34
Scritto da Pasquale Caranfa
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Se vi soffermate a osservare le prospicienze del Palazzo Di Rienzo, vi accorgerete di un fatto davvero sorprendente.
Il grande edificio ha infatti "interrotto" varie strade, che tagliano ancor oggi il paese da oriente ad occidente, valicando la collina, le cui ultime propaggini si spengono lì dove si trovava la porta di "Paliano".
La ferita urbanistica inferta al nucleo originario è ancora più evidente se studiate gli ingressi delle case e dei fondaci di fronte al palazzo, o il piano originario di calpestìo delle strade sfocianti sulla strada principale: il cortile dell'ottima Biscotteria di Ilario Notarmuzi; la stradina posta quasi di fronte al portale di ingresso del palazzo.
Nel seguito dell'articolo troverete altre riflessioni divertenti...
La foto qui presentata è una di quelle che mi furono scattate 40 anni fa dal Dottor Silvio Ciarletta, grande fotografo, oltre che medico condotto a Scanno, quindi emerito medico per tanti anni presso l'Italsider di Genova. Egli mi fece dono delle stampe originali di scatti che suscitarono notevole successo persino in una mostra svoltasi, negli anni settanta, a Tokio.
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Si pensi ora all'angusto ingresso dell'arco, chiamato di "Gemmazza", sovrastato dalla casa, in origine Collegio degli Scolopi (vedasi lapide sull'arco), collegio trasferito, grazie alle donazioni dei fratelli Roscelli, presso l'attuale Chiesa della Madonna delle Grazie, anch'essa donata ai Frati dai benestanti e munifici Fratelli. Se si guarda con attenzione la facciata (evidentemente sopraelevata) della casa, di proprietà di una famiglia di possidenti, evidentemente non facilmente "condizionabili", ci si accorge di una particolarità davvero singolare. Le due finestre in alto, il finestrone centrale e il balcone in basso, disegnano, in guisa non dubbia, un volto, stagliato "contro" la facciata del "Signorotto", a rivendicare quantomeno il diritto di satira. Non pubblichiamo altre foto sull'orrore urbanistico segnalato, per suscitare la vostra curiosità, ma ci riserviamo di approfondire prossimamente questo argomento, facendoci aiutare anche da un Sindaco di Scanno che ebbe la ventura di governare il nostro paese, pensate, dal 1914 al 1918, sciroppandosi la guerra e il terremoto.
Ma nella traversa a destra che precede l'approccio al Palazzo Di Rienzo è nascosto un vero "gioiello".
E ADESSO L'ERRORE...ORTOGRAFICO
Ci sono ben due curiosità da segnalare su questo bellissimo e ottimamente conservato stipite di portone scannese:
Il bellissimo acronimo IHS, tradizionale segno di devozione verso San Bernardino che, secondo la tradizione, avrebbe predicato a Scanno. L'acronimo veniva riprodotto, insieme ad altri 12 simboli, supertiziosi e religiosi, in un pendaglio d'argento, denominato "travaglie". L'oggetto veniva appeso sugli abiti dei bambini allattati, con funzioni apotropaiche e di augurio per la produzione del latte. Inoltre esso era, ed è ancora, riprodotto nei preziosi lavori al tombolo e di ricamo delle artigiane scannesi, che tengono ancor oggi viva questa preziosa tradizione.
Ma il vero "cammeo" si trova sulla data, scolpita sullo stipite. Chi conosce la numerazione latina sa che si contavano le centinaia con la lettera "C", ma il numero "500" veniva invece indicato con la lettera "D". In questo caso invece, per un prezioso "refuso" scolpito sulla pietra, il numero "500" è stato trascritto con...BEN 5 C ...AD ABUNDANTIAM. Anche questo la nostra Scanno riesce a proporre al visitatore. Chissà se anche alcuni attuali scrivani, che ci dilettano giornalmente con i loro esempi di analfabetismo di ritorno, si siano ispirati a questo insigne epigono del 1516 ?!
P.C.
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