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 Parlando di emigrazione viene spontaneo pensare a una tipologia di protagonisti per così dire…..vintage! Non avrei mai pensato,invece, di imbattermi in una storia  che ha come protagonista non un ottantenne arzillo e carico di ricordi legati, magari al dopoguerra, ma di una ragazza coraggiosa e caparbia Agata Mastrogiovanni, classe 1983, è titolare  di una scelta sofferta ma ambiziosa che l’ha portata lontano da Scanno alla ricerca di un sogno che a molti avrebbe portato a pensare a semplice utopia Non è difficile apprendere delle vicende di giovani scannesi che decidono di studiare o lavorare a Roma, l’Aquila o al massimo nel Nord Italia, alla ricerca della propria strada.

Qui invece stiamo parlando certamente di una nuova forma di emigrazione, se pur temporanea, di una giovane che nel pieno di quell’età di solito dedita al divertimento, affronta una decisione del tutto fuori dal comune per questi tempi: spostarsi in Irlanda per studiare e lavorare. Cambiano i tempi, le tecnologie e le persone, ma il fine, a distanza di decenni, è sempre quello di ricercare quel benessere che troppe volte a casa nostra ci viene meno. Nel 2010 un’azione del genere ci deve lasciare assai perplessi… Appena appreso di questa novità ho chiesto ad Agata di rispondere a delle domande che da tempo volevo porle riguardo alla sua ardita decisione…

M: Parlaci del tipo di Laurea hai conseguito, quando hai iniziato i tuoi studi e dove essi ti hanno portato. Ho conseguito una Laurea specialistica in Lingue per l’Impresa e la Cooperazione Internazionale; mi sono laureata a Pescara. Ho scelto di studiare lingue perche amavo il tedesco anche se non ero pienamente convinta di quello che stavo facendo, sai: l’ingenuità dei 19 anni... M: Quali sono i motivi di tale scelta?
A: Ho studiato a Pescara perche era la città che si trovava più vicina a casa, sinceramente.

M: Ad un certo punto però hai deciso di andare all’estero, cosa ti ha portato a scegliere proprio Dublino?
A:  Sono partita per Dublino per migliorare il mio inglese: una lingua che ti offre tante possibilità di lavoro, visto che all’università ti danno solo le basi, ecco ti insegnano solo la grammatica, ma la lingua va praticata. Ho scelto questa bellissima città perche ne ho sentito parlar bene da gente che ci ha vissuto, a parte il tempo,  e poi perche  c’era una mia amica italiana che ci viveva. Un appoggio all’inizio è essenziale, soprattutto per chi, come me, parte da solo. Ho incontrato altri  italiani ma non ho mai stretto particolare amicizia con loro, nonostante vi fossi uscita , dato che qui ne vivono molti. I miei amici più stretti sono di varie nazionalità: francesi, brasiliani, coreani, estoni, polacchi. Con alcuni ci ho lavorato assieme e poi abbiamo iniziato a frequentarci fuori dal lavoro, atri sono o sono stati miei coinquilini e facciamo feste a casa, altri, amici incontrati tramite amici. Di solito li vedo il sabato o la domenica perche durante la settimana tutti sono impegnati al lavoro ed è sempre più complicato vedersi. Partecipiamo a party,  frequentiamo pub e organizziamo dei viaggetti insieme, cose più semplici, passeggiate con la scusa dello shopping, bowling, pattinaggio, con alcuni di loro è nato un legame importante, anche se in futuro penso non sarà facile rivedersi

M:  La tua famiglia come ha preso questa decisione?
A:  La mia famiglia non era del tutto d’accordo con le mie intenzioni di partire, cercavano di trattenermi in Italia, però quando, una volta arrivata,  hanno capito che a Dublino stavo bene, hanno cominciato ad accettare le mie scelte.

M:  Come è stato il primo viaggio per l’Irlanda? Quando sei partita dall’Italia la prima volta?
A:  Sono partita la prima volta alla fine di Agosto del 2008 e la seconda volta il primo Luglio 2009. La prima volta ero piena di paure, dubbi, ansie e non sapevo cosa mi aspettava...il buio davanti a me, anche perche avevo già sentito voci sulla crisi economica che aveva colpito la “Tigre Celtica”, però mi sono fatta coraggio, ho dormito per una settimana dalla mia amica e nel frattempo ho cercato casa: un’impresa impossibile. Succedeva che non mi piaceva la zona o le persone, dopo una settimana ho trovato una stanza (anzi una tripla) .Condividevo la mia stanza con due ragazze che sono diventate subito le mie due sorelle irlandesi, questa cosa mi ha aiutato tanto, se non mi vedevano rientrare la sera, mi chiamavano..erano sempre li pronte ad aiutarmi. Altra difficoltà è stata quella di trascorrere giornate intere a distribuire curricula tramite internet o  spedirli direttamente per posta, ma nulla, nessuno mi chiamava. Ero molto  delusa: se avessi trovato nulla sarei dovuta tornare a casa:  qui la vita è costosa. Ma non volevo. Fortunatamente ho rincontrato una ragazza francese, conosciuta nella mia precedente esperienza in Germania (Erasmus) dove studiai il tedesco, e proprio lei mi ha aiutato. Dove lavorava lei cercavano qualcuno:  Topaz,una  stazione di servizio avrei dovuto occuparmi del market all’interno. Mai avrei pensato di dover lavorare in una “Petrol Station”, anzi pensavo che avrei odiato questo lavoro, invece l’ho amato da subito, cosi come i miei colleghi! Passavo li tantissimo tempo, anche al di fuori dell’orario di lavoro: era perfetto per me, ma non destinato a durare a lungo perche a Dicembre 2008 sono dovuta tornar a Scanno, piangendo, ma con la promessa che sarei tornata. Così fu! A  Luglio 2009 tornai ed il mio vecchio posto tornò ad essere mio.  Ora sono 6 mesi che sto alla Topaz, amo ancora questo lavoro ma non potevo più continuare così, dovevo cercare qualsiasi che mi desse una maggiore esperienza lavorativa. Ho ricominciato a mandare curricula su internet ma senza speranza. Se l’anno prima non mi avevano presa nemmeno a fare la cameriera, perche quest’anno qualche azienda importante avrebbe dovuto chiamare proprio me? Considerata anche  la crisi e la concorrenza che c’è....

M: Di preciso di cosa ti occupi nel tuo lavoro alla stazione di servizio?
A: Il mio lavoro consiste nel stare alla cassa del market , servire i clienti, mettere la merce sugli scaffali, ma quello che mi piace di più sono le persone che ci lavorano: ragazzi più o meno della mia stessa età, di tutte le nazionalità. Questo lavoro per me ha significato una grande esperienza di vita, divertimento, ma anche tanto lavoro e fatica..

M: Come sono i tuoi nuovi amici? Gli abitanti del luogo che tipi sono?
A:
Trovo i dublinesi molto simili agli italiani, l’Irlanda è detta infatti l’Italia del Nord. I suoi sono persone molto aperte, piene di vita, gentili, simpatiche che amano il lavoro ma anche il divertimento; non ho mai dovuto subire nessun tipo di discriminazione da parte degli irlandesi che mi hanno sempre fatto sentire a casa.

M: Hai trovato grosse difficoltà con la lingua?
A: La difficoltà è apprendere la loro pronuncia che è molto diversa da quella anglosassone (es..butter /butta) non sempre di facile comprensione...

M: Cosa non ti piace di questa città?
A:
Quello che non amo dei dublinesi è che molti si lasciano andare all’alcolismo; in troppi non lavorano, preferiscono oziare tutto il giorno e vivere degli aiuti economici che lo stato irlandese garantisce ai disoccupati.

 M: Descrivici la tua giornata tipo a Dublino?
A:
Di solito, a seconda del turno, vado a lavoro o la mattina dalle 7 o le 9 o il pomeriggio dalle 15 alle 23 per  cinque giorni a settimana. Quando non lavoro esco, a fare shopping, incontro amici o mi rilasso a casa. In genere le persone qui lavorano dal lunedì  al venerdì: quindi il weekend è sempre movimentato. A  volte capita che il weekend lavoro e allora esco anche durante la settimana, la scelta qui è varia: cinema, disco e altri tipi di divertimento. Per quanto riguarda il cibo,  non amo molto il menù irlandese: a base di zuppe, maiale, tacchino, patate, condite con tanti tipi di salse. Preferisco sempre il cibo italiano che, ovviamente, si trova anche qui

M:  I rapporti con la tua famiglia sono cambiati a causa di questo allontanamento?
A:
 No, sono sempre  gli stessi: l’Italia è vicina quindi torno spesso e sto bene, ma un pò incomincio ad essere insofferente perche ho bisogno della mia libertà, di vivere da sola. Con i miei amici di Scanno i rapporti non sono cambiati, anzi, la lontananza li rafforza. Essi mi sostengono nelle mie scelte, alcuni di loro credono che io qui non sia felice solo perche sono lontana , ma non è cosi, la cosa che più mi manca della mia terra ovviamente sono la famiglia e gli amici , ma se proprio devo trovare qualcosa, è la tranquillità che Scanno offre. Per recuperare a queste mancanze la prima cosa che faccio  appena torno è uscire per farmi un giro in  piazza e  andare a salutare tutti, e soprattutto farmi fare la polenta da nonna.

M: Come comunichi con la tua famiglia in Italia?
A:
Comunico con Skype con la mia famiglia cosi possono anche vedermi, ma con gli amici più che altro tramite Facebook.

M: Allora ti trovi benissimo a Dublino, a conti fatti? Quando pensi di tornare a Scanno, e cosa ti aspetti da questa esperienza?
A:
A Dublino sto bene, un lavoro che mi da la possibilità di lavorare tutto l’anno e non come a Scanno: un mese l’anno. Le mille occasioni che una città come questa offre come  conoscere sempre nuove persone, trovare tanti modi per divertirti e per passare tempo. Non rimpiango di aver lasciato Scanno perche non poteva offrirmi tutto questo che per ora è importante per me! Penso di starci ancora, minimo un anno: il mio sogno  è raggiungere una grande esperienza lavorativa che possa in futuro aiutarmi a trovare lavoro in Italia e studiare, magari fare un master, con la speranza che un giorno possa trovare un lavoro nella mia nazione. Queste in pratica sono le mie aspettative.

M: Ultimamente hai ricevuto proposte di lavoro interessanti?
A:
Inaspettatamente durante le vacanze di Natale mi hanno chiamato da un’azienda che si occupa del costumer service (servizio clienti) per conto di Lufthansa. Dopo aver fatto, nel giro di tre settimane, quattro colloqui, di cui uno in tedesco e un test attitudinale, mi hanno dato il lavoro e mi hanno inserito nel team tedesco; mi occuperò principalmente dei client tedeschi e inglesi che vogliono avere informazioni  su voli, prenotare, ecc

M:  Sai di esser fortunata ad aver realizzato il tuo sogno, cosa ti senti di trasmettere ai tuoi coetanei rimasti a Scanno?
A
: Mi ritengo molto fortunata perche non avrei pensato di ottenere questo lavoro in periodo di grande crisi mondiale, quando meno me lo aspettavo mi è stata data questa opportunità, quindi alle persone che stanno pensando (o magari ancora non ci stanno pensando), consiglierei di provare ad andare all’estero: è qualcosa che spaventa, come ha spaventato me all’inizio ma si capisce dopo che ne vale la pena.  E’ un’esperienza che ti arricchisce dentro, che ti cambia, migliora la tua personalità, che ti fa crescere e vedere le cose in un modo diverso,non  è solo trovare lavoro, ma vivere nuove realtà. Difficilmente spiegabili a parole, ma che si conoscono solo vivendole. Auguro a tutti di avere la mia stessa fortuna, qualora volessero intraprendere la mia stessa strada. Io ne ho avuta tanta, anche se i momenti difficili ci sono (ma quelli belli ripagano tutto) bisogna essere pazienti, molto pazienti, avere tanto spirito di adattamento e…imparare a non piangersi addosso.

Commenti  

 
#3 giuseppille 2010-04-17 11:47
La fortuna aiuta gli audaci.
Hasta la vida , siempre.
Giuseppille
 
 
#2 deutschland 2010-04-16 01:14
grazie mille..devo dire che ho avuto anche molta fortuna..e auguro a tutti i ragazzi del mio paese alla ricerca della loro strada di trovarla e di avere altrettanto successo...
 
 
#1 giuseppille 2010-02-03 12:13
Complimenti Agata. Mi sembra non ti manchino i sogni e la determinazione per realizzarli.Confida sempre nelle tue capacità e conserva sempre la tua identità. Auguri per tutto ciò che ti sta a cuore.
Giuseppille
 

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