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Il Ministero della Cultura Popolare, anche conosciuto con l'acronimo MinCulPop o Min.Cul.Pop., è stato un ministero del Governo Italiano del Regno d'Italia col compito di controllo e organizzazione della propaganda del fascismo. Il discastero venne istituito dal regime fascista il 22 maggio 1937, ma in realtà tale organo politico era già operativo dal 1925, con l'istituzione di un primo "Ufficio Stampa"; nel 1937 si ebbe l'ampliamento dei poteri con conseguente cambio di nome, fino a farlo diventare un vero e proprio ministero.Il ministero aveva l'incarico di controllare ogni ordine di stampa (o veline), con i quali s'impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l'importanza dei titoli e la loro grandezza. Con il termine veline si suole oggi indicare notizie diffuse da un'agenzia di stampa (oltre che  donzelle che sgambettano in televisione).  Le veline vennero vietate dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, ma ricomparvero nella Repubblica Sociale Italiana nel settembre dello stesso anno, fino al giorno prima della Liberazione il 24 aprile 1945. Erano in carta velina perché dovendo essere scritte a macchina e in molte copie, più sottile era la carta e più se ne potevano scrivere con una singola battitura, ponendo la carta carbone tra l'una e l'altra. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa. Con la caduta del fascismo il ministero perse ogni importanza e venne soppresso ufficialmente dal Governo Badoglio II.

Achille Starace il mastino della rivoluzione. Instancabile, fanatico. L’uomo che identifica in se’ il volto dell’Italia in camicia nera: bellicosa, atletica, virile. Dell’immagine che diviene il fascismo lui ne cura la regia. Forse è il piu’ grande organizzatore di spettacoli pubblici del novecento. Le sue parate in via dell’Impero restano memorabili.
Leggete il seguito per divertirvi un pò.....



Riportiamo qualche esempio delle "veline" di Starace

1931: È un errore politico pubblicare sui giornali fotografie di ricordi socialisti, comunisti, ecc. “Il Lavoro Fascista” ha pubblicato una fotografia della testata dell’“AVANTI!”, col risultato di richiamare sul giornale sovversivo anche l’attenzione dei giovani che non lo lessero e neanche lo conobbero (…).Le fotografie di avvenimenti e panorami italiani devono essere sempre esaminate dal punto di vista dell’effetto politico. Così se si tratta di folle, scartare le fotografie con spazi vuoti; se si tratta di nuove strade, zone monumentali, ecc., scartare quelle che non danno una buona impressione di ordine di attività, di traffico, ecc. (…)

21/10/33: Il Corriere della Sera e il Mattino hanno pubblicato due disegni riproducenti il Duce. Uno è piaciuto, l’altro no; vale quindi, anche per i disegni, la norma vigente per le fotografie e cioè che debbono essere precedentemente presentate all’Ufficio stampa del Capo del Governo per avere l’autorizzazione alla pubblicazione.

29/1/35: Il sottosegretario Ciano ha deplorato l’abitudine dei giornali di pubblicare fotografie, corrispondenze e titoli come questi freddo intenso a Roma, Napoli sotto laneve, La neve a Palermo. In questo modo si sviano le correnti turistiche del paese.

28/6/35: Vietato pubblicare le fotografie di Carnera a terra.

5/6/36: Ricordiamo cheAfrica si scrive con una sola "f" e non con due. Addis Abeba deve essere scritta e pronunciata senza l'accento sull'ultima "a".

14/8/37: Il Duce ha fatto un viaggio in Sicilia. Vietato pubblicare le foto che lo ritraggono mentre danza.

1/7/38: Tutti i giornali debbono riprendere le fotografie Luce pubblicate stamane dal Popolo di Roma in prima pagina “il Duce si prepara a salire sulla trebbiatrice”. Si fa presente che un giornale è stato sequestrato perché ha pubblicato fotografie del Ducealla manifestazione dell’ Agro Pontino non autorizzate.

22/11/36: Ricordarsi che le fotografie del Duce non debbono esssere pubblicate se non sono state autorizzate.

4/11/38: Entro domani o dopodomani pubblicare qualche bella fotografia di funzionari in uniforme. Non scrivere sotto le fotografie a quale Ministero appartengono.

13/11/39: Ignorare la Francia- Non scrivere nulla su questo paese. Criticare invece sempre e comunque l'Inghilterra: non prendere per buono nulla che ci venga da quel paese.

7/12/40: Sensibilizzare con fotografie, interviste, ecc. i viaggi delle coppie prolifiche per essere ricevute a Roma dal Duce.

26/5/43: Si rinnova ai giornali il divieto d'inserzione di pubblicità ebraica, anche se mortuaria.
 



Vi chiederete perché vi ho proposto questo argomento, che può, a seconda dell'angolo visuale, essere considerato tragico o comico .
 

Senza entrare in polemiche inutili, che non sarebbero comprese e condivise da coloro che ci seguono, vogliamo restare coerenti con la scelta di restare distanti dalle provocazioni, ma non possiamo esimerci dal dovere di difendere la nostra dignità personale e, soprattutto, quella dei giovani che operano disinteressatamente per le iniziative culturali e editoriali promosse. Segnaliamo alla vostra attenzione che gli emuli di Achille Starace prolificano ancor oggi a tutti i livelli di disinformazione, cosciente, sistematica, scientifica, strutturata. Lasciando stare i grandi campioni nazionali, limitandoci ai nostri ristrettissimi ambiti scannesi, da tempo è in atto una gravissima campagna di demonizzazione contro gli avversari, condotta da coloro che , essendo parte attiva nel governo di Scanno, dovrebbero sforzarsi di smorzare i toni, per evitare divisioni che non giovano davvero a nessuno. In aggiunta a ciò, e in violazione delle più elementari regole di correttezza, si utilizzano in esclusiva notizie e informazioni che, se non vincolate da opportuna riservatezza, dovrebbero essere rese di pubblico dominio attraverso comunicati diffusi ufficialmente,  o su strumenti controllati dalla pubblica  amministrazione (che fine ha fatto il sito web del Comune di Scanno, si è trasferito altrove?). Come già avvenuto sul nostro giornale ribadiamo la richiesta al Sindaco di Scanno di garantire uguale diritto di accesso a tutte le notizie di pubblico interesse, per limitare - non pretendiamo di eliminarlo - l'attuale monopolio (ecco il MINCULPOP) di un sito web locale e personale, usato come strumento di disinformazione politica. Pur essendo certi che tutti coloro che leggono in buona fede hanno ben compreso il giochetto, reiteriamo la richiesta solo per amor di democrazia e trasparenza. Sappia, Signor Sindaco, che quanto pubblicato dal sito in questione, danneggia soprattutto il suo sforzo di ricreare un clima di concordia e di collaborazione che, sappiamo in buona fede, sta cercando di profondere. Evidentemente ispirati dal più grande maestro del nostro tempo, ma con in più una rustica e primordiale baldanza, gli stessi protagonisti di questo degrado di matrice "fascista" hanno provato, con stile molto somigliante a quello di Starace, a vietare alle telecamere della Foce, di registrare le sedute del Consiglio comunale. Grazie al buonsenso di Patrizio Giammarco non si sono coperti di ridicolo. Tra un salmo e l'altro scendono  in campo anche alcuni aspiranti mazzieri,  che in una sorta di delirio di onnipotenza, ricordano al mondo intero che il grande risultato della ripartenza di Monterotondo è stato ottenuto contro tutto e tutti, rivendicando evidentemente meriti esclusivi e non condivisibili. D'altra parte cosa aspettarsi da coloro che non nutrono un pizzico di rispetto verso persone alle quali dovrebbero essere personalmente grate e riconoscenti?.  Signor Sindaco, Scanno non può permettersi il lusso di avere nemici, di nessun tipo. Faccia capire agli eccitati lupacchiotti che il risultato ottenuto, ancorché molto positivo (il nostro parere a tal proposito è noto da tempo), è un "cambialone" che, per essere onorato alla scadenza, abbisogna della concreta collaborazione di tutti.


La foto storica della prima inaugurazione della Seggiovia
 

Di seguito riporto un articolo della Foce, citato altrove a sproposito, per rammentare quale fu lo spirito fondativo della Seggiovia di Scanno, pubblicato nel maggio del 1955.


 

Si lottava anche allora contro il tempo (anche metereologico), per garantire il risultato sperato. Un famoso e volutamente (egli si) sgrammaticato cronista registrava gli accadimenti di allora. La lettera che segue è del luglio 1955.

 

Finalmente ci siamo. Con il suo stile inconfondibile Stacchillo racconta della sua "avventura" in Seggiovia.
 

 

N.B. Mia madre mi chiama ancora  Pasqualino, ma io mi firmo, sempre, Pasquale Caranfa. Non ho mai avuto bisogno di nascondermi dietro l'anonimato, e non credo che lo farò mai. Come scrive Pasquino, ho le spalle abbastanza larghe. Pur non condividendo, e lo ribadisco, il suo anonimato, visti i metodi di taluni, riesco a comprenderlo.

 
 

Pasquale Caranfa 

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