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DANZICA

Dopo aver viaggiato da Sud a Est , il nostro vagare si sposta nell’estremo Nord della Polonia, precisamente a Danzica e zone limitrofe.La peculiarità della città ,che sorge nell’omonimo Golfo, nel Mar Baltico , è quella di ospitare il maggiore porto della Polonia, in ordine di grandezza e importanza,  dal quale, grazie al fiume Visla , è possibile  attraversare praticamente tutta la nazione, a beneficio di un sistema di trasporti fluviali unico. La particolarità geografica di Danzica viene ulteriormente sfruttata per trarre tutti i possibili vantaggi positivi affinche tali strutture possano essere adoperate al meglio. Danzica con i suoi cantieri navali, viene naturalmente “gemellata” assieme alla vicina  Gdinya ,in principio principale porto militare e Sopot con le sue terme : un’unica città metropolitana chiamata, appunto,  Tripla città. Formando assieme un’unica forza capace di trainare , negli anni l’economia polacca.Come molti ricorderanno la città di Danzica (Gdansk) fu la culla che, tra il 1980 e il 1989, ospitò i famosi moti rivoluzionari di “Solidarnosc” ("Solidarietà" Sindacato Autonomo dei Lavoratori). La Polonia, stremata da decenni di dittatura Comunista, iniziava a compiere i primi passi verso un’autonomia politica,democratica e finanziaria, che vide, come suo artefice primario, un operaio degli stessi cantieri: Lech Walesa, il quale si impegnò col suo movimento a interporre una protesta non violenta di stampo filo-cattolico alle pressanti spinte che il Soviet russo si ostinava a scagliare.

Numerose e accesissime furono le rivolte che dai cantieri di Danzica si propagarono, poi  in tutta la Polonia, che  col passare del tempo si allargarono a macchia d’olio in tutti gli stati che fino ad allora la Russia controllava. Dopo numerosissime manifestazioni, spesso represse nel sangue, Solidarnosc, da semplice movimento sindacale divenne un vero e proprio partito politico, che vide il suo fondatore divenire, nel 1989, presidente di quella Nazione che da quel momento iniziò, finalmente, a  governarsi autonomamente. Danzica ai suoi visitatori di oggi appare una cittadina a misura d’uomo, di chiaro stampo commerciale, fiera del suo passato di scambi marittimi, ma non solo. Lontanissime sono ormai le rivoluzioni e oggi  i principali trasporti commerciali avvengono prevalentemente via aerea, ma la città non ci sembra per nulla tralasciare sua storia, anzi.Il corso principale, immerso in un centro storico assai curato ,nonostante gli scempi delle varie guerre, dove fanno bella mostra di se le altissime chiese cattoliche , come la Basilica  Mariaska che ci dimostrano uno tra  i motivi per il quale  i vari Re polacchi hanno difeso con il sangue la città dai continui, ma inutili, tentativi di annessione delle nazioni vicine, in primis la Germania.Le piazze, i vicoli e le strade principali continuano a proporre l’articolo simbolo della città: l’Ambra. Un minerale assai diffuso nel Baltico, qui abilmente lavorato da fini gioiellieri, capaci di   creare opere di ogni tipo e fattura che hanno, come comune denominatore, la tradizione tramandata di generazione in generazione. Che l’Ambra venga accostata a oro o argento non ha importanza. Il risultato è stupefacente! Continuando a passeggiare per il centro ci si ritrova per forza vicino  la grande Gru del porto.      Una struttura utilizzata negli anni addietro per la movimentazione delle merci da e per la Polonia, completamente in legno e mattoni, che dà ancora bella mostra di se nonostante siano molti gli anni in cui ha smesso di essere in servizio. Passaggio obbligato per raggiungere la Gru è l’ incantevole banchina, costellata di bazar e gioiellerie,  che costeggia il canale che va direttamente ai cantieri e al porto.Da qui è possibile imbarcarsi in piccoli battelli. Lentamente dai 20 ai 30 turisti per volta iniziano una “crociera” del tutto particolare ed affascinante: la visita ai famosi cantieri. Il centro storico visto dal fiume è spettacolare, antiche strutture navali e portuali ormai in disuso si alternano a ristoranti d’epoca, perfettamente ristrutturati, e attrezzati ad ospitare i turisti direttamente in verande sull’acqua.La velocità ridotta ci consente di osservare che l’acqua (nonostante sia una zona industriale) ospita dei pesci, e questo ci fa piacere, ma la sorpresa è notevole quando dall’acqua gli occhi si spostano in alto, molto in alto: finalmente vediamo le mastodontiche navi!Lo spettacolo è surreale, i commenti si moltiplicano e la curiosità ci assale; chi non ha mai visto delle navi (ma quante) da così vicino, non può restare indifferente alle dimensioni di questi mezzi che sembrano enormi grattacieli di acciaio dormienti ordinatamente schierati e completamente avvolti da impalcature mobili, dalle quali temerari operai si apprestano a effettuare interminabili verniciature o coraggiose saldature!I cantieri infatti ospitano due tipologie di servizi: costruzione e manutenzione navale, per imbarcazioni prevalentemente “oversize”. Non troverete i nostri Yacht , che farebbero bella mostra in Sardegna o a Portofino, qui a Danzica si opera soprattutto su Petroliere, Cargo e navi da guerra della Marina Militare polacca; le attrezzature ci appaiono smisurate (sembrano enormi Dinosauri), date le dimensioni, ma poi si pensa al motivo del loro utilizzo e tutto torna a sembrarci normale.L’intero cantiere navale è un alternarsi di imbarcazioni provenienti da ogni angolo del mondo e  questo ci suggerisce che Danzica è leader per questo tipo di servizi. La crociera continua fino al porto vero e proprio che, una volta arrivati all’estremità del golfo sfocia finalmente nel Mar Baltico. L’aspetto non è come ce lo aspettavamo: non c’è quel trambusto che di solito caratterizza i porti, e questo è un ulteriore prova della predominanza del trasporto aereo su quello navale. Tutt’attorno è solo un alternarsi di enormi piazzali, dove, centinaia di automobili delle marche più disparate, attendono di essere sdoganate per poi essere trasportate all’interno del Paese. L’unica tappa dove la nostra barca si appresta a fermarsi è la stele in pietra di Westerplatte, da cui deriva il nome vero e proprio del porto. In questo punto preciso , con questo monumento, si commemora l’invasione della Polonia da parte della Germania  del 1939 e quindi l’inizio ufficiale della Seconda Guerra Mondiale.La barca inverte la rotta: il viaggio di ritorno nel centro di Danzica ha inizio, ricominciamo a vedere le Navi e i loro operai, operai che da decine e decine di anni ripercorrono i stessi gesti che un ragazzo come loro , negli anni ’80, cominciò da qui una rivoluzione che lo portò ad essere il fiero presidente di una Nazione, tanto martoriata, quanto certa di potercela fare e…assolutamente stupenda!

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