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Venerdì 04 Dicembre 2009 00:26
Scritto da ZAC Sette
II sindaco Giammarco spiega il perché del divorzio con la Sacmif.
«Sono stati loro ad alzare i tacchi»

SCANNO. È tutta colpa di Lallini, secondo il sindaco di Scanno Patrizio Giammarco, l'abbandono della Sacmif nella gestione degli impianti sciistici. L'ultimatum, anzi la diffida, fatta dal gestore di adempiere all'attivazione dell'impianto di innevamento entro il 30 settembre, come stabilito nel contratto lo scorso anno, è stato infatti secondo il primo cittadino un atto formale e giuridico che strumentalmente (perché comunicato pochi giorni prima del termine) muoveva dal pretesto della scadenza per giustificare un'uscita di scena «subito dopo le manutenzioni straordinarie, certamente più remunerative della gestione. La risoluzione del contratto è avvenuta per esclusiva volontà della Sacmif - scrive il sindaco - il rischio sarebbe stato quello di approcciare l'eventuale nuovo accordo in una condizione di assoluta debolezza, per essere più chiari con il cappio alla gola, come in parte avvenuto l'anno scorso». Insomma nessun disegno preordinato da parte dell'Amministrazione Comunale che, tuttavia, tradisce un certo risentimento nei confronti della Sacmif: «La seggiovia di Carapale, impianto determinante per il nostro bacino sciistico, ad ottobre scorso, per quanto mi risulta - continua Giammarco - è stato rimontato a Campo Felice ove opera la società del medesimo gruppo, operazione interpretata da tutta la popolazione come uno scippo alla collettività scannese. La questione è già all'esame dei legali del Comune che si apprestano a far valere il diritto di prelazione sull'impianto». Insomma secondo il sindaco di Scanno, l'imprenditore Luca Lallini avrebbe approfittato dell'inadempienza del Comune, che comunque c'è stata, per alzare la posta in gioco e strappare condizioni fin troppo favorevoli. Ipotesi credibili, ma pur sempre ipotesi, che non giustificano però il ritardo del Comune nell'impegno preso e ancora oggi disatteso, di dotare Scanno e il suo circo bianco di un impianto di innevamento artificiale. Così in attesa della neve, più che del freddo (visto che di neve artificiale non se ne potrà produrre), una cosa è certa: il divorzio tra Scanno e la Sacmif è ormai sancito.
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