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Martedì 18 Agosto 2009 12:45
Scritto da Direttore

I genitori dei nostri alunni sono sempre più preoccupati per i disagi ai quali, nuovamente, potrebbero essere soggetti i bambini ed i ragazzi di Scanno per lo svolgimento del prossimo anno scolastico: settembre è ormai alle porte. Stiamo parlando della possibilità, non troppo remota, legata alla indisponibilità dei due edifici scolastici (quello di Viale del Lago lesionato dal sisma e quello in Viale degli Alpini sottoposto ad accertamenti) necessari allo svolgimento delle lezioni. Vi risparmiamo ogni dettaglio tecnico e giuridico collegato al problema e, molto più semplicemente, abbiamo chiesto chiarimenti in merito al Sindaco di Scanno (Patrizio Giammarco), al Progettista (Ing. Tancredi Rossicone), e ad una mamma, la sig.ra Francesca Mastrogiovanni.
Il Partito Democratico, che pur ha appoggiato la Sua candidatura durante la scorsa campagna elettorale e si ritiene il principale movimento politico che sostiene la sua maggioranza, ha deciso di esprimere il proprio dissenso nei confronti della Sua amministrazione con una lettera aperta e con due manifesti che palesano una presa di distanza dalle sue scelte amministrative. C’è aria di crisi? In particolare le hanno contestato un non corretto approccio al problema “scuola”, attualmente il più grave e sentito dalla cittadinanza scannese. Cosa risponde in proposito alle accuse?
Le risposte alle sue due domande possono essere pressoché unificate, dal momento che il problema della scuola rappresenta in tutta evidenza il carbone ardente che ha alimentato l’impennata della contestazione del PD di Scanno, preciserei di una frangia del movimento, all’operato dell’A.C., atteso che dopo un’opera preventiva di terrorismo psicologico esercitato sulla popolazione ed in particolare sui genitori, finalizzata al convincimento della impossibilità di dare regolare corso all’imminente anno scolastico solo a causa del “contenzioso” instaurato dal Comune, prospetta soluzioni fantomatiche, inverosimili, fondate su aria fritta e contrarie al buon senso, ai principi di sana amministrazione ed aggiungerei di etica e moralità pubblica.
Le sue domande rappresentano quindi la migliore occasione per fornire alla collettività le giuste informazioni sulla legittimità e sulla necessità inderogabile della linea intrapresa dall’Amministrazione, ed al tempo stesso di fornire garanzie e rassicurazioni sulla tempestiva riapertura dell’istituto scolastico.
I recenti sviluppi della questione “scala di emergenza”, e più precisamente il sisma del 6 aprile u.s., hanno tracciato un sentiero direi obbligato all’azione amministrativa al di fuori dei cui confini si sarebbe naufragati inevitabilmente nella illegalità amministrativa e contabile.
In particolare gli interventi, le verifiche e le conseguenti ordinanze adottate da organi governativi quali Vigili del Fuoco e Protezione Civile, non hanno fatto altro che confermare la situazione già emersa da precedenti perizie acquisite dalla magistratura a seguito del cedimento del manufatto, nonché di ulteriori pareri, direi autorevoli, richiesti dal Comune a tecnici di assoluta competenza e specializzazione, che in maniera univoca hanno posto quale condizione imprescindibile dell’agibilità della scuola media di V.le degli Alpini l’abbattimento della scala di sicurezza. E dal momento che la “Protezione Civile”, ribadisco organo di Governo, “ordina”, non “consiglia”, sarebbe una follia irresponsabile discostarsi dalle indicazioni ricevute.
La necessità indiscussa e comunque insindacabile dell’abbattimento della scala dunque,che giudizialmente avrebbe comportato la distruzione della prova di eventuali responsabilità progettuali e costruttive, ha reso altrettanto necessaria ed ovvia la scelta di rivolgersi con urgenza al Tribunale Civile di Sulmona, ma unicamente per espletare una perizia giudiziaria diretta ad accertare eventuali, e sottolineo “eventuali” soggetti responsabili cui ricondurre il distacco della scala; azione quindi doverosa, rappresentando il suddetto evento per ilComune, purtroppo, anche un danno patrimoniale che volente o nolente non può essere avvolto dall’oblio.
Quello che sin’ora dai banditori di turno si è volutamente taciuto alla collettività, o meglio riferito in maniera distorta (e questo giustifica pienamente la locuzione terrorismo psicologico sopra utilizzata) è che l’azione in corso non è un giudizio di merito, non richiede lunghi tempi e soprattutto non contiene, allo stato, nessuna richiesta risarcitoria nei confronti di nessuno;quello in corso è nient’altro che un procedimento d’istruzione preventiva, che si è aperto con la nomina di un consulente del Tribunale per accertare eventuali responsabilità e si concluderà, senza ipotesi d’appello o altri ostacoli, con il deposito della perizia d’ufficio, per cui già dal 16 di agosto prossimo, data della fine delle operazioni peritali, potranno essere attuati gl’interventi indicati dagli organi istituzionali e tecnici.
Nella menzionata lettera aperta il PD, Circolo di Scanno, la invita a fare piena e definitiva “chiarezza”sui procedimenti urgenti che l’Amministrazione intende attivare per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, ed inoltre Le suggerisce di risolvere il problema della scala di emergenza attraverso un’azione amministrativa di conciliazione e mediazione e non certo attraverso il ricorso all’autorità giudiziaria. Lei cosa risponde?
Rispondo che mai mi era capitato di sentire la parola “Conciliazione” in un contesto di tale ipocrisia fino ad apparire blasfema, e ciò è la riprova di quanto “mobile” sia la politica, per cantarla in termini di Rigoletto Verdiano. Non sono un politico,non aspiro a diventarlo, e poiché sulla mia tavola il pane è sempre arrivato dal mio lavoro e non da cariche politiche retribuite, ho assunto posizioni dettate dalla mia coscienza e non condizionate dalle cambiali in bianco che in politica spesso si è obbligati a pagare; per questo avverto un grande sconcerto per il fatto che soggetti politicamente impegnati e non digiuni di esperienza amministrativa suggeriscano al sottoscritto di intraprendere una strada, quella della conciliazione, che allo stato attuale delle cose è impraticabile e soprattutto incompatibile con il sano andamento dell’azione amministrativa. E su questo mi spiego meglio: la penna politica che ha scritto quei manifesti e la lettera aperta cui Lei fa riferimento, ritengo non possa essere in buona fede, poiché non può non sapere che un tavolo di conciliazione può essere costituito solo dopo aver identificato le parti e le controparti della controversia,e ripeto, allo stato attuale, non esiste certezza né condivisione delle responsabilità dell’evento patrimonialmente lesivo delle casse comunali tra i soggetti coinvolti. Senza l’accertamento tecnico preventivo oggi in fase di conclusione,mi dica Lei, quali i soggetti che il Comune avrebbe dovuto invitare al tavolo della concordia ed a che titolo? E poi, la nota posizione assunta dalle parti interessate nel giudizio in corso, posizione di insanabile contrapposizione e di assoluto rifiuto di ogni addebito di responsabilità dell’un soggetto a scapito dell’altro, avrebbe dovuto sollecitare il buon senso di chi predica in forma puramente strumentale l’opportunità della conciliazione dall’ astenersi dal farlo,ben sapendo che le stesse parti sono allo stato tutt’altro che orientate a dividere o condividere responsabilità patrimoniali relative al danno subito dall’Ente Pubblico. Basti dire che il Comune ha instaurato il giudizio chiamando in causa solo il progettista, e questi a sua volta ha chiesto l’integrazione degli atti nei confronti di altri professionisti e ditte che in maggior o minor misura hanno partecipato alla realizzazione dell’opera, arrivando fino al sindaco in carica all’epoca dell’appalto, richiesta quest’ultima immediatamente respinta dal Presidente del Tribunale.
Ecco a cosa mi riferisco quando parlo della coscienza dell’ipocrisia.
Ed infine, Lei riesce ad immaginare quali sono le vie della conciliazione sino ad oggi subdolamente prospettate ? Glie le illustro io senza alcun velo: ripristinare alla meglio il manufatto esistente, in barba totale a pareri tecnici, ad ordinanze di organismi istituzionali sovra ordinati a garantire condizioni di incolumità pubblica,e come se non bastasse impiegando finanziamenti e fondi pubblici destinati a tutt’altre opere, imputando come spesso accade alle tasche della collettività i danni provocati da soggetti individuabili. Una soluzione che avrebbe accompagnato il sottoscritto e la sua amministrazione per direttissima davanti alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica, viste le irregolarità contabili e le numerose ipotesi di reato che tale scelta avrebbe comportato.
Spero che quanto già detto circa l’ assoluta libertà dell’azione amministrativa da me praticata da catene o cambiali della politica, sia sufficiente a chiarire a chi ne avesse ancora bisogno, che sotto il profilo etico e morale,rispondendo unicamente alla coscienza di scannese e di sindaco, ho potuto sposare la scelta prioritaria ed imprescindibile della sicurezza assoluta dei nostri figli, diventando quindi il soggetto scomodo e posto per traverso alle varie soluzioni di aggiustamento prospettate.
È ancora il PD con la stessa lettera aperta a sostenere che coloro che sono da ostacolo ed intralcio ad un confronto sereno e costruttivo tra le parti debbano fare un passo indietro, essendo il problema della scala di emergenza prettamente di natura tecnica, e che quindi dovrebbero essere “i tecnici a proporre la soluzione più consona alla questione.”
Senta, una domanda glie la pongo io: non riesce a leggere in queste parole un clamoroso autogol dentro la rete di chi le ha scritte? Il problema ha sempre costituito per il sottoscritto una questione tecnica, ed è proprio per tale ragione che ho ritenuto di sottrarla alla volontà o ai suggerimenti provenienti dai circoli politici per affidarla al “Tecnico dei Tecnici”, ovvero ad un consulente nominato dal Presidente del Tribunale di Sulmona, onde chiarire definitivamente ed in tempi rapidi se il distacco del corpo scalinata dalla struttura scolastica rappresenti un evento riconducibile a specifiche responsabilità professionali ed esecutive, oppure a cause di forza maggiore senza colpa di alcuno, poiché nel primo caso le casse del comune dovrebbero necessariamente essere reintegrate del danno patrimoniale subito, mentre nel secondo, con gaudio di tutti sottoscritto compreso, la questione potrebbe essere definitivamente archiviata senza bisogno di alcuna conciliazione. Dunque tornando all’autogol, non c’è dubbio che sia il PD di Scanno a predicare nella sostanza una soluzione politica di aggiustamento a discapito di quella tecnica adottata dall’Amministrazione Comunale, e non il contrario.
Quanto al malcelato invito della penna pidiessina a farmi da parte sulla questione, garantisco che una volta assicurata la riapertura della scuola in piena e totale sicurezza potrà anche valutarsi l’ipotesi di delega ad altro consigliere comunale affinché tuteli nelle sedi opportune gl’interessi dell’Ente, non prima, poiché in qualità di sindaco, organo periferico di governo territoriale,sarei chiamato a rispondere in prima persona di questioni attinenti alla sicurezza ed incolumità pubblica.
Altro che “fare passi indietro”; che li faccia la politica e la sua propensione agli aggiustamenti anche se illegali, trattandosi di una materia, la sicurezza, che lascia ben poco spazio alle scelte discrezionali.
Per concludere con ciò che più sta a cuore agli Scannesi, ci sono scadenze precise per la soluzione definitiva del problema affinché i nostri bambini e ragazzi non debbano affrontare già in tenera età il calvario della vita pendolare?
Assolutamente sì. Come già accennato entro il 16 Agosto prossimo i periti del Tribunale dovranno chiudere la fase degli accertamenti in loco, dopodiché potrà essere data piena e tempestiva attuazione all’intervento ordinato dalla Protezione Civile per rendere agibile la scuola. C’è quindi abbastanza tempo per confidare nella perfetta funzionalità dell’istituto scolastico già dal primo giorno di scuola. Ad ogni buon conto, per tranquillizzare ancor piu’ i miei concittadini, posso dire che la soluzione alternativa del pendolarismo è altra nefandezza riconducibile al terrorismo psicologico su di loro esercitato dalla macchina politica, stranamente ed inspiegabilmente lanciata ad andatura suicida nella questione specifica: il 20 Luglio scorso unitamente alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Antonelli ci siamo infatti recati presso il Direttore Generale Regionale per la Pubblica Istruzione in L’Aquila, che a mia precisa domanda ha categoricamente escluso di aver mai preso in considerazione e tantomeno espresso a terzi l’ipotesi del pendolarismo e del definitivo trasferimento delle nostre scolaresche nella città di Sulmona.
I giochi sono alla fine, vedremo molto presto quindi chi dovrà fare passi indietro.
Quanto alla posizione assunta dagli esponenti del PD all’interno dell’A.C sulla questione, a me non pare che sia stata messa in discussione la maggioranza: ci sono stati confronti, è vero, ma è altrettanto vero che poi vi è stata totale compattezza sulle scelte come emerso in tutti i Consigli Comunali, e il dibattito non può chiamarsi crisi. D’altra parte e lo ribadisco, le competenze dei vari organi che formano un governo locale in certe materie non sono sovrapponibili, e quindi è pacifico, guai se non lo fosse, che le scelte vengano rimesse a chi assume la responsabilità degli atti di cui per legge assume la piena responsabilità.
Ing. Rossicone, a seguito dei recenti sviluppi relativi al problema “scuola”, sicuramente il più sentito dagli Scannesi, legati anche all’inchiesta in corso di svolgimento, cos’ha da dichiarare in merito?
Le incongruenti notizie che circolano, anche nelle sedi istituzionali, mi impongono di chiarire preliminarmente, che la scuola di Viale degli Alpini è
agibile e lo è sempre stata, anche dopo i controlli del Genio Civile nel 2008. Inoltre il 6 aprile scorso, la scuola ha superato brillantemente il vero collaudo delle opere progettate dal sottoscritto, con la prova delle prove, il terremoto, il più crudele e insindacabile dei collaudatori. Esito più che positivo, nessun danno alle strutture, la scala di emergenza non ha avuto nessun cedimento, il sisma non ha lasciato nessun segno, forse solo rabbia negli ostili e verità nei genitori ignari. È questa la prova delle falsità diffuse nell’opinione pubblica da chi ha voluto far apparire grave a tutti i costi, un problema inesistente, criticando addirittura la normativa italiana di riferimento. Tra le scuole esistenti in Italia, la scuola “Media” di Scanno è un raro caso che ha conseguito il C.P.I., a riprova della sicurezza dell’edificio, per contro è stata oggetto di una infondata diffamazione, che ha ingenerato erronei dubbi sulla regolarità delle opere eseguite e sullo stesso edificio. Un appunto sull’art. “Il cavallo di Troia” del n.3 di giugno 2009: non è affatto vero che la scala della scuola si è inclinata irreparabilmente, e che la scuola è inagibile: la scala ha avuto un insignificante cedimento nel terreno di soli 30 millimetri in 5 anni, di cui l’80% verificatosi il primo anno (2005). Il progetto di consolidamento in fondazione con micropali è agli atti del Comune dal 14/04/2006, e dopo le indagini geologiche del 2008, il Geol. A. Mancini suggerì lo stesso intervento: la soluzione fu riproposta dal sottoscritto il 31/05/2008 con tempi di realizzazione di 10-15gg, ma senza riscontro. La Giunta Comunale, invece, senza chiedere un incontro preventivo di chiarimento, ha recentemente promosso un procedimento in Tribunale contro il sottoscritto, che il Giudice ha esteso poi anche agli altri soggetti interessati nella progettazione e realizzazione dell’opera. Il procedimento si fonda sulla scheda di I° Rilevamento della Protezione Civile del 16/04/2009, contestata dal sottoscritto perché “errata”, che indica un acuirsi del cedimento causato dal terremoto, che non è mai avvenuto, e per questo invita il Sindaco ad emettere con urgenza un Ordinanza di demolizione della scala. In 5 anni nessun tecnico intervenuto ha mai ipotizzato l’assurda ipotesi dell’abbattimento e nemmeno la sua urgenza. L’anomala scheda, stante l’inerzia degli interessati dopo la contestazione, mi ha costretto a rivolgermi al Procuratore della Repubblica esponendo una ipotesi di falso. Sarà comunque il CTU del Tribunale, del procedimento in corso, a indicare la soluzione tecnica da adottare sulla scala. Il procedimento si protrarrà oltre l’inizio dell’anno scolastico, ma non interferirà in alcun modo con l’eventuale utilizzo della scuola, che potrà tornare a funzionare da subito, senza che sia necessaria alcuna verifica strutturale.. Rilevo quanto grave per l’intera comunità scannese, siano stati i ripetuti, infondati e immotivati atteggiamenti allarmistici sulla scuola, sì da ingenerare nei genitori e soprattutto negli alunni, comportamenti non consoni ad una corretta crescita e formazione scolastica. Ancor più se ingenerati irresponsabilmente anche da parte di soggetti che dovrebbero avere un alto senso di responsabilità istituzionale.
Francesca Mastrogiovann, a seguito dei recenti sviluppi relativi al problema “scuola”, sicuramente il più sentito dagli Scannesi, legati anche all’inchiesta in corso di svolgimento, cos’ha da dichiarare in merito?
Non ho nulla da dichiarare, se non riproporre la domanda formulata a tutti gli organi preposti di cui attendo risposta dal gennaio 2008: l’edificio scolastico in Viale degli Alpini è sicuro oppure no? Questa dovrebbe essere la risposta da dare ai genitori e ai bambini per garantire il diritto allo studio in sicurezza, diritto costituzionale riconosciuto alla persona
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