SCANNO. A giudicare dalla celerità con cui è stato sostituito il gestore, poco meno di una settimana, probabilmente l'operazione era stata già da tempo decisa a tavolino. Fatto è che Luca Lallini, proprietario della Sacmif, non sarà quest'anno il gestore degli impianti di risalita di Scanno, rimpiazzato a tempo record da Giovanni Grassi, gestore degli impianti di Pescasseroli. Una notizia passata in sordina, ma che, alla luce degli sforzi fatti per riaprire il bacino sciistico di Scanno proprio dalla Sacmif, lascia alquanto perplessi. Se non altro perché il Comune deve a Lallini almeno 150 mila euro, la ristrutturazione di uno chalet e una campagna pubblicitaria nazionale, oltre ad un debito morale per essersi speso oltre ogni limite di pazienza nella trattativa per la riapertura lo scorso anno. Formalmente la sostituzione è stata comunicata la settimana scorsa a fronte di una lettera con la quale Lallini chiedeva di rivedere il contratto di gestione, in virtù dell'inadempienza contrattuale che prevedeva entro il 30 settembre il collaudo dell'impianto di innevamento artificiale.
Collaudo ad oggi non ancora fatto e che, insieme ad altre richieste avanzate dalla Sacmif e non soddisfatte, indebolisce il progetto di rilancio di questo bacino sciistico dove era intenzione degli ex gestori di realizzare una pista per ragazzi, installare un tappeto e allargare alcuni tracciati. Compiti della proprietà (il Comune) che ha invece preferito lasciare le cose come stanno. Al di là del contenzioso contrattuale, però, quello che colpisce è che, ancora una volta, Scanno e il suo sindaco, Patrizio Giammarco, abbiano perso una grande occasione. Se fino ad aprile scorso la scelta di optare per un gestore dell'aquilano (la Sacmif gestisce Campo Imperatore) poteva apparire sbagliata data l'affinità territoriale con l'Alto Sangro, oggi, dopo il 6 aprile, la prospettiva appare rovesciata. La stagione invernale alle porte, infatti, vedrà l'inevitabile dirottamento degli utenti su zone alternative all'aquilano, se non altro per la riduzione della capacità ricettiva dovuta alle lesioni delle strutture e soprattutto alla cessione di molti posti letto agli sfollati. Avere quindi un partner aquilano per Scanno, sarebbe stato quanto mai utile per dirottare i clienti direttamente sulle piste di Passo Godi e dintorni. Ma è evidente che il sindaco Giammarco avesse altri progetti nel cassetto.