Questa è la storia di uno dei molti pionieri italiani che andarono a cercare fortuna in terre lontanissime come gli Stati Uniti d’America: una terra che negli anni ’50 non era certamente avara di fortuna e di benessere.In quegli anni Felice Mancini, classe 1926, decise di espatriare nel continente americano, in un’epoca in cui in nave ci voleva circa un mese di viaggio per approdare nelle coste di New York.Raggiunse quindi sua moglie, Emma Di Clemente e il piccolo Antonio, nato quando lui , a causa dei necessari documenti, ancora faceva la spola tra Scanno e New York: abbracciò il figlio per la prima volta ad un anno dalla sua nascita a causa delle lungaggini burocratiche che lo tenevano lontano dalla sua famiglia. Senza perdere ulteriore tempo Felice iniziò a lavorare svolgendo il mestiere che meglio sapeva: il muratore-carpentiere. Prevalentemente si occupava della costruzione di ponti e strade. Tra i tanti cantieri aperti, in continua ricerca di manodopera, approdò al più importante, la mastodontica opera del Lincoln Tunnel: le gallerie dedicate all’omonimo Presidente. Esso contava di collegare lo stato del New Jersey da Ovest, all’isola di Manhattan ad Est , passando sotto il letto del fiume Hudson che divide i due stati! A causa del basso sviluppo tecnologico, in quel periodo questo genere di lavori richiedeva un gran numero di operai i quali, per la maggiore, provenivano dall’Italia, Polonia, Irlanda e tutti quei paesi dove la pesante penuria di lavoro obbligava ad attraversare mezzo mondo per sopravvivere.Felice, quindi, incominciò a lavorare al tunnel nel 1953, dove restò fino al 1959 con una paga di circa 150 Dollari alla settimana , considerata la pesante situazione italiana doveva per forza ritenersi molto fortunato nel ricevere quella cifra.
Il tunnel è composto da tre gallerie parallele, fu progettato da Ole Singstad, secondo un modello a due condotte divise per senso di marcia. La sua costruzione cominciò nel 1934, e il primo tunnel aprì nel 1937, per un costo di costruzione di 80 milioni di dollari. Il primo a percorrere il tunnel entrò solo dopo trenta ore di coda all'ingresso! Il passaggio allora costava cinquanta centesimi.Il secondo condotto fu aggiunto nel 1945. La proposta di un terzo condotto venne avanzata dalla Port Authority di Manhattan, ma non ottenne inizialmente l'approvazione delle autorità cittadine di Ney York. L'amministrazione cittadina richiedeva alla Port Authority di contribuire alle spese per il riassetto delle strade necessario a gestire il traffico addizionale. Dopo aver trovato un compromesso, il terzo condotto venne aperto nel maggio 1957.
I tre tunnel contengono sei corsie in tutto: durante l'ora di punta mattutina una corsia, chiamata XBL è riservata agli autobus.
Dalla parte del New Jersey, la strada di avvicinamento si avvicina a spirale verso i caselli: per questo viene chiamata l'elica o il cavatappi.Il tunnel può far transitare circa 120.000 veicoli al giorno: è uno dei tunnel per veicoli più trafficati al mondo. La XBL è la corsia per autobus più sfruttata e produttiva degli Stati Uniti: è aperta tutte le mattine dei giorni feriali dalle 6:15 alle 10:00, permettendo il servizio di 1700 autobus che trasportano oltre 62.000 pendolari.Terminato di lavorare al Lincoln, dove divise il suo lavoro per sei anni assieme ad una folta squadra multietnica , Felice Mancini continuò a lavorare in altri cantieri edili fino al 1988: anno in cui andò in pensione. Negli ultimi anni prima del congedo però, continuò ad interessarsi alla vita degli operai edili tramite il suo contributo presso i sindacati di categoria “ Union”. Nel frattempo la sua famiglia cresceva fino ad avere ben cinque figli, quattordici nipoti e addirittura due pronipoti, ora Felice si gode la meritata pensione in Pennsylvania circondato da quella grande squadra che è la sua famiglia!