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In allegato vi invio la mail che ho mandato alla signora Mosso per la sensibilibtà con cui è riuscita a cogliere la realtà del nostro borgo.

Gentile Signora Mosso, sono un "ragazzo" di Scanno, si fa per dire, ho 50 anni e vivo a Torino. Sono profondamente legato al mio borgo e alla mia terra d'Abruzzo. Cercando immagini sulla rete mi sono imbattuto nel suo lavoro, "Ritorno a Scanno". L'emozione mi ha avvolto. Quei volti , quegli scorci sono dentro di me come una realtà magica. Una delle due donne alla finestra( a sinistra, senza il costume) è stata la levatrice del paese per più di 50 anni. Mi ha fatto nascere, dormendo nello stesso letto di mia madre, in attesa dell'inizio del travaglio. Si chiamava Firmina. La scalinata con i bimbi che vanno verso il futuro è quella dove ho giocato, sognato, sofferto. La mia casa, la casa dove sono nato è proprio li. La Sua sensibilità mi ha regalato una grande emozione. In questi tristi giorni per l'Abruzzo intero, le emozioni sono intrise di grande dolore. Gli eventi stanno sconvolgendo le nostre radici. Ma i volti, le atmosfere, le storie, la vita che abbiamo vissuto sono, sempre con noi, impresse nella nostra memoria e rese vive dalle emozioni. Le emozioni sono la vita. Sono certo che Lei continuerà a regalarle a quanti incontreranno il suo messaggio e che l'immagine dei bimbi che si avviano verso il futuro sia di speranza per l'intero popolo "forte e gentile". Grazie, Giuseppille.
 

Scanno, in terra d’Abruzzo: illustri fotografi l’hanno raccontata con splendide immagini… Ma com’è Scanno oggi? Sospesa tra antiche atmosfere e un futuro dai contorni incerti; sapranno i giovani andare oltre senza tradire la memoria del passato? Laura Mosso

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