L'attenzione dei media verso il meglio della tradizione “antisismica” del nostro territorio
A Bra da giovedì fino a lunedì prossimo è in corso Cheese!, l’appuntamento biennale di SlowFood interamente dedicato al formaggio, di livello internazionale, tra convegni e degustazioni di produttori di tutto il mondo.Un momento importante anche per verificare la qualità delle produzioni, davanti ad un mercato sempre più competitivo e cannibale che rischia di far fuori le migliori produzioni tradizionali del nostro territorio. Ma il rischio anche per stavolta è stato sventato dalla cocciutaggine dei pastori d’Abruzzo, ospitati dallo Stand della Regione Abruzzo, che nonostante ogni terremoto e ogni ostacolo continuano a rappresentare la vera novità di una tradizione “antisismica”, millenaria ed ecocompatibile, in grado di rappresentare una risorsa per il territorio e per l’economia, e di ottenere sapori unici invidiati e ricercati in tutto il mondo.Lo dimostra una volta di più il fatto che anche in questa edizione, tra migliaia di produttori presenti, la foto-simbolo della manifestazione scelta da “La Stampa”, il quotidiano di Torino che segue più da vicino la manifestazione, sia stata proprio quella dei pastori d’Abruzzo. La foto di Gregorio Rotolo campeggia addirittura sulla locandina: un’immagine che vale più di molte parole, e rappresenta bene la forza e il grande valore di queste produzioni tradizionali della pastorizia transumante, che ancora una volta si fanno ambasciatrici del meglio d’Abruzzo in tutto il mondo.Mentre Bra è letteralmente invasa da migliaia e migliaia di stand, la macchina fotografica e l’occhio attento del giornalista cadono proprio sui produttori della Valle del Sagittario, che anche davanti ad una vetrina internazionale rappresentano meglio di tutti gli altri la concretezza e la genuinità di questo lavoro antico e della sua migliore tradizione. Un riconoscimento ulteriore alla fatica quotidiana di queste aziende e di questi pastori, che insistono nel loro lavoro nonostante spesso siano depredati del nome e dell’origine dei prodotti dai veri pirati del nostro secolo, mercanti senza scrupoli che non esitano a mettere sui banchi formaggi che di “Abruzzo” hanno solo il nome.