News e Curiosità


Ieri, sabato 24 gennaio, gli impianti di risalita del bacino sciistico di Scanno-Colle Rotondo sono stati riaperti al pubblico grazie all'impegno dell'attuale Amministrazione Comunale. Dopo cinque anni di inattività, con percorsi ad ostacoli, politici e non, sono stati risolti alcuni dei tanti problemi che attanagliano il comprensorio, grazie ad un'azione amministrativa messa in campo dal Sindaco Giammarco. Ricordiamo che recentemente si sono raggiunti accordi anche con il Tribunale fallimentare e con la Presidente della Provincia Stefania Pezzopane. Abbiamo assistito per l'ennesima volta all'inaugurazione della stazione invernale; è stato tagliato un nuovo nastro e l'impianto è stato ancora una volta benedetto. Il Sindaco ha più volte detto durante la manifestazione che "questa volta si apre per non chiudere mai più", mentre il Vescovo di Sulmona-Valva, Mons. Angelo Spina, ha ribadito la necessità di dare una continuità a quanto intrapreso: "basta con chiusure e riaperture". Dal canto nostro non possiamo che essere felici per l'accaduto, ci riserviamo però di approfondire l'argomento sul prossimo numero della FOCE, ricordando a tutti che per una precisa e ponderata scelta abbiamo deciso, anni fa, di non trattare più  l'argomento; ciò  solo per favorire un clima di serenità, utile a smorzare le tante polemiche in atto, senza mai dimenticare da un lato l'importanza del problema, dall'altro quanta carta ed inchiostro siano stati consumati, spesso senza alcun costrutto, su questo tema. Infine non riesco proprio a capire come qualcuno, in momenti come questo, momenti destinati al rilancio del paese e alla concordia sociale, possa continuare a vomitare veleno su tutti soltanto per togliersi qualche sfizio... che razza di esempio è?    

Il Ministero della Cultura Popolare, anche conosciuto con l'acronimo MinCulPop o Min.Cul.Pop., è stato un ministero del Governo Italiano del Regno d'Italia col compito di controllo e organizzazione della propaganda del fascismo. Il discastero venne istituito dal regime fascista il 22 maggio 1937, ma in realtà tale organo politico era già operativo dal 1925, con l'istituzione di un primo "Ufficio Stampa"; nel 1937 si ebbe l'ampliamento dei poteri con conseguente cambio di nome, fino a farlo diventare un vero e proprio ministero.Il ministero aveva l'incarico di controllare ogni ordine di stampa (o veline), con i quali s'impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l'importanza dei titoli e la loro grandezza. Con il termine veline si suole oggi indicare notizie diffuse da un'agenzia di stampa (oltre che  donzelle che sgambettano in televisione).  Le veline vennero vietate dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, ma ricomparvero nella Repubblica Sociale Italiana nel settembre dello stesso anno, fino al giorno prima della Liberazione il 24 aprile 1945. Erano in carta velina perché dovendo essere scritte a macchina e in molte copie, più sottile era la carta e più se ne potevano scrivere con una singola battitura, ponendo la carta carbone tra l'una e l'altra. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa. Con la caduta del fascismo il ministero perse ogni importanza e venne soppresso ufficialmente dal Governo Badoglio II.

Achille Starace il mastino della rivoluzione. Instancabile, fanatico. L’uomo che identifica in se’ il volto dell’Italia in camicia nera: bellicosa, atletica, virile. Dell’immagine che diviene il fascismo lui ne cura la regia. Forse è il piu’ grande organizzatore di spettacoli pubblici del novecento. Le sue parate in via dell’Impero restano memorabili.
Leggete il seguito per divertirvi un pò.....

(1 voto, media 5.00 di 5)

“Uno su mille ce la fa” è una bella canzone di Gianni Morandi.

Mi è tornata in mente qualche sera fa mentre guardavo il TG5. Andava in onda un servizio sui 90 anni di Giulio Andreotti festeggiati al Senato con applausi scroscianti dei Senatori. Cosi si introduceva il discorso sull’ invecchiamento della popolazione italiana (quasi record nel mondo) e il conduttore del telegiornale si collegava con Rovereto, una cittadina di  37.000 anime in provincia di Trento, dicendo testualmente: “è una cittadina dove è più alta che nel resto d’Italia la percentuale dei centenari”. Riferiva, infatti, che il paese di Rovereto conta 27 centenari! Caspita, è il mio primo pensiero, che bella raccolta di vegliardi. Altro che Scanno che ne conta “solo 4 o 5”. Ma qualcosa subito non mi quadra e cosi mi ripropongo di approfondire la questione. Come prima cosa noto che il giornalista dice “la percentuale dei centenari”. Quindi non parla di valori assoluti ma di valori relativi. Certo 27 centenari sono tanti, ma quanti abitanti conta Rovereto non lo dice! Mia piccola ricerca online è scopro che questa cittadina conta circa 37.000 anime. Quindi in percentuale siamo quasi a 1 su mille come cantava il nostro Morandi. Più precisamente a Rovereto 0,73 persone su mille ce l’hanno fatta ad arrivare a centanni. 

ZAKOPANE

di Maurizio Gentile

 
Un bel giorno, dopo aver organizzato da tempo, durante le mie ferie di fine Estate, mentre mi trovavo in Polonia, decisi di visitare la bella cittadina di Zakopane a sud della Polonia, a ridosso del confine con la Slovacchia.
Il paese appare subito immerso nel verde più intenso grazie ad una politica di conservazione che da anni contraddistingue il piccolo paese polacco.
Zakopane potrebbe tranquillamente essere paragonato alla nostra Cortina D’Ampezzo, una cittadina che vive di un turismo  prettamente  invernale: tutto è studiato per accogliere frotte di turisti provenienti prevalentemente da Russia , Germania e Rep. Ceca, oltre che dalla stessa Polonia.
Gli italiani sono mosche bianche quassù anche se in vari locali campeggiava la foto di Alberto Tomba che abbracciava due bimbi ai tepi d’oro quando gareggiava: si andava ad allenare proprio lì!
Le strutture ricettive ed alberghiere sono quelle che attirano maggiormente l’attenzione, grazie ai caratteristici alberghi in legno dai tetti spioventi tipici dell’architettura montana polacca.
 
Correva l’anno 2001 e, in una delle tante notti di Settembre, quando ormai i villeggianti erano già tornati mesti nelle loro cittadine, io e i miei amici, come al solito, ci accingemmo a trascorrere le nostre serate all’insegna della tranquillità e dell’allegria.
Ma come noto, a Scanno in quel periodo di tranquillità ce n’è fin troppa e allora decidemmo tutti insieme di spostarci dalla piazza per “esplorare” qualche montagna nei dintorni nella speranza di pizzicare qualche animale che , forte della totale assenza di curiosi in giro, si fosse avventurato uscendo finalmente allo scoperto, consentendoci di osservarlo da vicino.
Fu proprio nei pressi del monte Genzana che io e i miei amici, facendo del tutto per evitare il minimo rumore, ci preparammo ad appostarci in prossimità della parte più alta di Frattura, a ridosso dell’antenna TV, vicino lo Stazzo, nella speranza di beccare il famoso Cervo.

FoceBook

Chi è Online

0 utenti e 69 ospiti online

Ultimi Commenti

RSS