
Dalla foto si evince chiaramente lo scenario raccapricciante della strage cruenta che stamane appariva in un pollaio del paese, messa a segno dall'istinto famelico di un plantigrado che da giorni si aggira indisturbato nelle adiacenze del nostro paese.
Non si ricorda a memoria dell'uomo, comunque in modo così frequente, che in passato le galline fossero esca prelibata degli orsi. La loro percezione olfattiva li orientava in tutt'altre direzioni, gli ovini ad esempio erano e lo sono tuttora la loro preda privilegiata.
La domanda è: può esservi il rischio che di questo passo l'orso adegui il suo stimolo olfattivo orientando l'aggressività ai danni dell'uomo?
Tutti ovviamente facciamo i dovuti scongiuri. Ma se esiste, come nessuno potrebbe negare, la possibilità ancorchè matematicamente trascurabile che ciò possa accadere, sarebbe di per sè un valido motivo per indurre le strutture preposte a muoversi decisamente in altre direzioni da quelle prese sinora.
A nessuno può sfuggire che l'uomo si distingue dagli animali perchè madre natura lo ha dotato della ragione in virtù della quale governa i sentimenti e le sue mafestazioni in tutte le relazioni sociali nel rispetto delle leggi che regolano la vita civile.
Gli animali no. Essi agiscono facendosi guidare semplicemente dai loro istinti stimolati da: fame, sete, proliferazione, spazi aperti e liberi dalle tirannie e dalgli egoismi dell'uomo.
Sviluppano aggressività e cattività solo quando si manifestano situazioni che mettono in pericolo queste condizioni.
E siccome agiscono secondo natura le loro azioni sono prevedibili di conseguenza più facile è il loro controllo.
E' sufficiente che si rimuovano sic simpliciter tali condizioni. Semmai, ciò che non si riesce a prevedere è l'atteggiamento dell'uomo quando esso è deviato da scopi subdoli maledettamente egoistici e speculativi nei loro confronti. Dunque il problema non sono gli animali è l'approccio sbagliato dell'uomo verso di loro.
Cosa osta le autorità preposte a ricreare tali condizioni?
Il territorio di Scanno è molto vasto: si individui una zona ben delimitata protetta e controllata, questa si dall'uomo, con strumenti adeguati e all'uopo necessari a salvaguardia delle condizioni naturali di flora e fauna affinchè proliferino liberamente indisturbati dalla presenza dell'uomo.
Se così non deve essere, ci sia gradito in primis che qualcuno venga a spiegarlo, indicendo magari una pubblica assemblea, viceversa, visto che il futuro è la convivenza in questo caso con l'orso, si predispongano corsi adeguati con esperti ad hoc che insegnino alla collettività come convivere, tanto da dileguare perlomeno il nemico più spietato che uccide l'uomo: il panico.