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Lunedì 27 Aprile 2009 12:39
Scritto da Pelino Quaglione
Il coraggio del domani. Adesso che il Governo e la politica delle buone intenzioni hanno espresso e deliberato per la prima fase un piano di intervento di circa 8 miliardi di euro; 1,5 per l'emergenza ed il resto per la ricostruzione, si può e si deve passare ai fatti.
Sul terremoto del 6 aprile si è detto di tutto e di più. Dall'ottimo lavoro svolto dalla Protezione Civile e dai volontari, all'assidua presenza dei media con servizi speciali, puntate riparatrici, opinionisti e politici a confronto. Poi è arrivato il maltempo e l'alluvione a metterci ulteriormente in ginocchio. Attaccati alle proprie radici, pur stravolti fino allo stremo, stanchi ed addolorati, si rimane in attesa di una tregua e che la terra torni ad acquietarsi definitivamente per dare, come si è detto, finalmente inizio alla ricostruzione. Sperare in una vita normale, dopo aver riscontrato tutta la dignità possibile di un popolo forte e gentile per antonomasia, è possibile solo se questo non sarà lasciato solo e dimenticato.
L'attenzione massima va indirizzata al rispetto delle norme antisismiche in quanto il nostro territorio è e rimarrà sempre fortemente a rischio. E lo si sapeva da prima. E' probabile che anche questa volta saranno solo in pochi a pagare ma almeno ora, quei pochi famosi "avventurieri del mattone" che hanno costruito male, abbiano il coraggio di chiedere perdono a tutte quelle famiglie che hanno perso i propri cari. Tra i tanti servizi televisivi, le tante interviste, colpisce la risposta di un prelato che in merito alla misericordia di Dio, messa in discussione per questa terribile tragedia, ha spiegato e ricordato a tutti che normalmente, nel rispetto verso il prossimo, dovrebbero essere proprio gli uomini ad essere misericordiosi con se stessi. Inoltre è nelle regole umanitarie e sociali denunciare certi imbrogli, certi mancati controlli, soprattutto da parte degli Enti preposti. A seguire, ovviamente, c'è il semplice cittadino che spesso e volentieri però non viene nemmeno ascoltato. E così sono sempre i furbi, i prepotenti e chi gestisce il potere a cavarsela. Non vogliamo a questo punto, ripartendo da zero, che questo accada ancora e si ripeta nel prossimo futuro. La prevenzione è e dovrà essere la nostra bandiera e la nostra salvezza. In proposito ci sarà da lavorare sodo con obiettivi precisi e condivisi e l'informazione dovrà essere puntuale, schietta e corretta. Ma anche supportata da nuove iniziative e nuove tecnologie da affidare ai giovani e a quei ragazzi che tanta parte occupano del tessuto sociale della città dell'Aquila e provincia. A voi studenti va dato merito per aver denunciato già nei giorni precedenti il sisma la fragilità dello stabile dove alloggiavate. A voi studenti va il nostro grazie per essere ritornati dopo solo dieci giorni a frequentare di nuovo le lezioni sotto una tenda ed a laurearvi. A voi studenti che non ci siete più vanno tutti i nostri pensieri, e non basterà certo intitolarvi una piazza, un viale piuttosto che una scuola. A voi studenti che sarete i governanti o i dirigenti del domani tutto questo vi possa servire per riorganizzare una vita più giusta e sicura. A voi ragazzi sia soprattutto concesso il recupero di una qualsiasi cosa: un monumento, una chiesa, o anche solo una fotografia che testimoni il nostro passato, le nostre tradizioni e la nostra storia.
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