In inverno, senza neve, i nostri occhi possono osservare con più attenzione il territorio e, tra alberi scheletrici e piccole piante bruciate, a chi osserva è offerta una concreta visione dello stato delle cose e sono evidenti tutte le “brutture” che il villico realizza. Questo piccolo scempio dalla diversa forma è facilmente riscontrabile persino a ridosso del centro storico che, solo per dovere di cronaca, ricordo essere uno dei Borghi più Belli d'Italia. Ebbene, compaiono manufatti edificati con le solite vecchie brande, con lamiere arrugginite, con vecchi mobili casalinghi, con teloni in plastica multicolore, il tutto tenuto insieme con pezzi di spago e cordelle. Roba che chi più ne recupera, più ne usa. Se poi curiosiamo un po’ nei dintorni del lago, tra esempi negativi di varia natura, compaiono barche, barchette e bagnarole multicolore. Sono ovunque, alcune ricoverate in spazi di fortuna, altre invece affondate ormai da anni. Scomparse da tempo le bellissime e biologiche barche in legno, sostituite da quelle in vetroresina. Tanti di questi scafi non più buoni, sono per noi oggi solo un indesiderato lascito, generosamente elargito da cittadini/turisti spesso non residenti nei comuni rivieraschi e da qualche ex frequentatore locale. Attualmente le amministrazioni comunali di Scanno e Villalago, non dispongono di un adeguato regolamento che tuteli l’intera zona del lago, si dovrebbe far rispettare almeno quello in vigore anche se ormai vecchio e obsoleto. Così che gli incauti proprietari possano essere richiamati al rispetto delle regole in maniera efficace e da chi di competenza. Purtroppo come al solito, coloro che dovrebbero legiferare, distratti da altro e rapiti dalle tante diatribe, si sono dimenticati del fatto (ma c’è sempre tempo per porre rimedio) che il lago è un bene pubblico. A causa di questa grave dimenticanza come meravigliarsi dell’inevitabile degenerazione dei costumi, e, difatti il buon senso, il rispetto dell’ambiente e del bene comune “…ce ne so jete e ce ne viene abballe chell’acqua”.. A conferma ricordiamo che nella prima metà del 2009 il Comune di Scanno affisse un'ordinanza nella quale i cittadini interessati venivano informati circa il censimento delle imbarcazioni per il riordino dei permessi, e si invitavano i diversi proprietari a regolare la propria posizione. Pena la rimozione dei natanti. Purtroppo come spesso accade siamo alle solite: chiacchiere e poi chiacchiere e solo chiacchiere! La realtà da tutti riscontrabile è che le multiformi e colorate “testuggini lacustri”, come le scandalose baracche in lamiera arrugginita, là erano, là sono e là resteranno… polvere erano, polvere sono e polvere torneranno.