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Grande attenzione è riservata al regime delle acque del Lago di Scanno e ai progetti allo stesso collegati. Vogliamo tranquillizzare gli scannesi sparsi per il mondo, proponendo loro alcune istantanee scattate oggi, 7 marzo 2009 alle ore 15.00.  Dopo qualche anno di siccità (siccita senza accento in scannese), in questi giorni stà venendo giù veramente di tutto (acqua, acqua e neve, neve bella tosta). Ieri sera siamo andati a mangiare da Guglielmo, alle Prata , vi assicuro che lo spettacolo era imperdibile.
 
Anche oggi il tempo è stato davvero bigio: pioggia, nebbia bassissima e tramontana.
Le foto sono "parlanti": lo sbocco del Lago bello pieno; l'emissario che ha raccolto molta immondizia fuoriuscita dal lago;

panorama tipicamente invernale. Prevedo un ulteriore ingrossamento dell'emissario nei prossimi giorni, poiché è caduta neve "pesante" e abbondante, che scenderà presto a valle.

 
Per concludere aggiungerei solo una considerazione di valenza scientifica, ovviamente riconducibile a letture di geografi e studiosi che si sono occupati del Lago di Scanno negli ultimi 150 anni, a cominciare dal nostro grande concittadino Giuseppe Tanturri. La ripa scoperta, di circa 3 metri, che non è stata "sigillata" dalla fanghiglia nei millenni, sottoposta all'azione dilavante delle piogge nei periodi di secca, è in molti punti permeabile, e consente alle acque di fuoriuscire, attraverso fessure che le conducono solo in
misura limitata (non più del 30% del totale), verso la sorgente di "Fonte vecchia", a Villalago, che alimenta le acque del fiume Sagittario. Molti tentativi di intercettare il restante 70% furono fatti da vari studiosi, sia attraverso la tecnica dei coloranti, immessi in corrispoondenza dei punti di presumibile fuoriuscita, con "guardiani" nei presumibili punti di arrivo in superficie, che attraverso l'immissione di materiale radioattivo; in alternativa ai coloranti, con tentativo di individuazione attraverso l'utilizzo di contatori geiger. Alcuni pericolosi improvvisatori locali, che pensano di poter orientare e gestire le problematiche legate all'ambiente in generale e al nostro lago in particolare, dovrebbero passare qualche anno sui libri e sul campo prima di proporsi quali attori di progettualità e di cambiamenti, evitando di trattare argomenti scientifici come se fossero banali quisquiglie politiche.

Pasquale Caranfa

Commenti  

 
#1 fra.mas4 2009-03-09 11:27
Purtroppo la scienza è l'esatto opposto dell'incoscienza che qui regna sovrana. Grazie per averci ancora una volta edotti. E chi ha orecchie per intendere.......
 

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