Il senso del mondo sta nelle sue diversità. Il valore delle culture va ricercato nelle differenze che arricchiscono la nostra società. Non è facile cancellare quanto di specifico ogni Comunità ha saputo produrre, nello sforzo continuamente ripetuto di soddisfare i bisogni universali attingendo alle risorse locali. Nell’interazione fra ambiente ed intelligenza degli uomini si è definita l’identità che si traduce in oggetti, lingue, dialetti, costume, cibi, ecc. La tradizione di ciascuna Comunità di cultura è il risultato di questi processi. “La FOCE” ha comunicato in sessant’anni il valore dell’identità di Scanno proponendo il localismo, per l’appunto, quale spinta culturale per interagire con la realtà. Per tale ragione “La FOCE” è un giornale moderno, nel senso che si è posto e si pone dentro a quel vasto bisogno moderno di dimensioni ravvicinate che connotano il nostro tempo. Una recente indagine Censis-Ance ci informa infatti che nel 2003 il 58% degli Italiani ha frequentato con particolare soddisfazione un borgo antico. Tali dati confermano l’interesse dei cittadini verso la micro-dimensione con il relativo patrimonio storico e verso la qualità del localismo. Questo dato dimostra, oggettivamente, la validità del modello “La FOCE” che ostinatamente ha sviluppato nel tempo una linea editoriale riferita ai valori territoriali superando incomprensioni e pregiudizi. Fa sorridere pensare che fino a poco tempo fa alcuni circoli intellettuali e politici avrebbero storto il naso al solo accenno di un titolo di un giornale periodico locale ; che avrebbero considerato (quando andava bene) quale espressione tipica del provincialismo e che invece oggi - gli stessi - esaltano, ovviamente sulla grande stampa nazionale, argomentando sui microcosmi territoriali e culturali posti a modello per una vita degna di essere vissuta. Anche per questo alla “FOCE” va tutta la mia simpatia di “riformista”. Antonio Centi Presidente de “I Borghi più Belli d’Italia” |