Correva l'anno di guerra 1944 ed era la prima domenica di ottobre, quando nella piazza antistante la Chiesa Madre, tra la gente che usciva dalla Messa cantata, si sentì echeggiare l'annuncio "E' uscita La Foce". Il giornale era stato stampato manualmente nella vicina "Taverna" allora adibita a biblioteca comunale, da un volenteroso gruppo di frequentatori e studenti utilizzando dimesse attrezzature ed antichi caratteri ivi rinvenuti tra gli antichi scaffali. L'uscita del giornale segnò un fatto certamente positivo nella storia del nostro Paese, se ancora oggi ne segue senza soluzione di continuità la vita e lo sviluppo, assicurando un servizio informativo alla collettività residente ed a quanti, vivendone fuori, ne rimangono suo tramite collegati. Con la fine della pastorizia transumante, maturata a ridosso degli anni 1940-1945 il giornale ha particolarmente seguito lo sviluppo della nuova industria turistica, che già presente nei primi anni del '900, si è gradualmente incrementata a partire dagli anni '50 con la costruzione del primo impianto seggioviario nella Valle del Carapale, che ha consentito con l'inizio della stagione invernale, il conseguente successivo sviluppo della ricezione alberghiera e delle strutture ad essa collegate. La rilettura delle singole copie del giornale, riunite nei due volumi pubblicati in occasione del quarantennio della sua uscita, consente, come in libri di cronache diventate storia con il passare del tempo, non solo di ricordare agli anziani e far conoscere ai giovani quanto è accaduto in passato, ma anche di trarne argomento per il futuro se è vero che la storia, secondo l'antico brocardo latino è "maestra di vita". Riterrei pertanto opportuno esaminare la possibilità della stampa di un terzo volume contenente le copie del giornale relative al suo terzo ventennio. Attualmente, parlando di Scanno, non si può non accennare alle attuali difficoltà di entrata in funzione degli impianti di risalita recentemente costruiti, delle quali il nostro giornale ha riportato nei precedenti numeri ampia notizia e per le quali non può non auspicarsi, una sollecita soluzione possibilmente al di fuori delle vie giudiziali. Al riguardo vorrei trarre un auspicio di speranza, anche se trattasi di evento che esula dalla competenza dalla annuale assemblea dei Soci della Foce, quest'anno particolarmente affollata e partecipata in occasione del 60° anno di fondazione del giornale, a dimostrazione della perdurante vitalità del nostro Paese |