Home arrow Il Giornale arrow Speciale 60 anni arrow Io Scanno e La Foce
Home    Contacts
   
 
Menù Principale
Home
Chi Siamo
Contattaci
Il Giornale
Scanno
I nostri Servizi
Ju Tubbe
Antenna TV Scanno
Foto Gallery
Download
Mappa del Sito
Calendario Eventi
Accesso Utenti
Effettua il login per accedere ai tanti servizi offerti dal nostro portale.
Chi è online
Abbiamo 2 visitatori e 2 utenti online
Visite da Marzo 07
Visitatori: 578296
Io Scanno e La Foce Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
 

Scritto da Paolo De Nardis, 19-04-2007 15:03

 

Letto : 243     || Pubblicato in : Il Giornale, Speciale 60 anni


Avevo da poco superato la trentina ed ero il titolare della cattedra di Storia della sociologia alla “Sapienza”. Correvano gli anni Ottanta in tutta la loro ipocrisia, nello sbrilluccichio subdolo di un’Italia che non esisteva fatta dallo pseudosocialismo dei salotti rosa e dalla iattanza di un potere costruito su tangenti e becero erotismo. I giovani si iscrivevano in massa all’Università, in massa nella mia Facoltà. Insegnavo una materia fondamentale del primo anno del Corso di laurea in Sociologia. Fiumane di gente a lezione. L’Aula magna affollatissima, centinaia di volti senza volto nel disinteresse totale per gli studi quasi come se l’avesse ordinato il medico di andare all’Università. Lontano il ’77 con le sue tragedie, lontanissimo il ’68 con le sue speranze e il suo diritto all’Utopia, ancora di là da venire gli anni Novanta, giovane docente dominavo dalla cattedra tutti quei volti senza connotati. La lezione durava poco meno di un’ora con il quarto d’ora accademico. Poi … niente, nessuna reazione, nessuna idea da quell’uditorio tanto numeroso quanto spento.

Troppo giovane, ancora liceale nel ’68, avendo partecipato al  movimento intensamente ma da piccolo, già troppo grande nel ’77 (già professore, sposato, due figli), mi ritrovavo nel cuore degli anni Ottanta a lavorare su un materiale umano amorfo e senza reazioni di alcun tipo che cresceva nell’espandersi dei McDonald’s in quegli anni anche nelle nostre città.

Ricordo che scrissi alcuni versi, a mo’ di sfogo, su quell’esperienza, e mi ritrassi nella memoria in tre epoche della mia vita: quella presente del giovane docente universitario; quella dello studente ventenne sui libri di filosofia e politicamente impegnato nelle sue battaglie sociali e culturali; quello di ragazzino alla vigilia della sua licenza elementare. Gli scenari erano diversi: nel nostro vecchio attico di via dei Mille, nella luce mediterranea della mia Napoli da bambino; nella casa paterna dei Parioli, nella mia stanza chino sui libri, a vent’anni; nella mia aula universitaria, a trenta.

Ma c’era un filo rosso comune della scenografia; ed era Scanno. Cara Scanno, tu mi hai invece visto sempre, da quando a otto mesi mia madre mi ti portò per farmi crescere respirando la tua aria, a quando mi arrampicavo sui tuoi alberi e correvo per quelle aie e quelle pinete che ora non esistono più, nella mia infanzia, a quando mi sono innamorato dell’amore ella mia vita, a quando giocavo nuovamente con i miei bambini, a quando rivedevo, anno dopo anno, la serenità degli occhi di mio padre nell’agosto che seguiva lentamente (o vorticosamente) il precedente e mentre le stagioni della mia vita passavano osservandoti.

Non Napoli (dolcemente e precocemente lontana), non Roma (affannosamente sempre presente), ma tu Scanno mi hai visto crescere e maturare senza lasciarmi un attimo ed io ti ho sempre sotto gli occhi vedendoti teneramente invecchiare. Tu, Scanno, hai rappresentato la domenica dell’esistenza, l’estate della nostra vita, ma anche la fucina dei miei progetti, delle mie utopie, di queste stesse righe che mi scorrono sotto gli occhi e che si tuffano nella tua Foce che oggi compie sessant’anni e che a volte sembra tanto più giovane di me che ne ho tanti di meno. Tribuna poliedrica e aperta, voce a cuore pulsante di questa comunità; documento vivace di qualcosa che non può fuggire, perché è nello sfogo e nell’espressione delle nostre penne che l’essenza di questo sodalizio, che mi è stato così vicino in tutti i momenti più belli, ci fa capire quanto l’informazione e questo giornale sia stata e abbia rappresentato la vitalità, cara Scanno, del tuo tessuto sociale e umano, soprattutto oggi dei tuoi giovani, migliore.





mXcomment 1.0.6 DIGO -  © 2007-2008 - visualclinic.fr - Licenza Creative Commons
Modificato da Fiuh!Team - FIUH.it - Alcuni diritti riservati


Aggiungi commento

Non hai i permessi per aggiungere commenti. Devi prima registrarti nel sito.

< Prec.   Pros. >
Advertisement
Links
Valle del Sagittario
Adriano Tarullo
sextantio.it
Legambiente

Il nostro portale è ottimizzato per una risoluzione a 1280, ricorda di aggiornare la risoluzione del tuo schermo e/o il tuo browser.. scarica IE7...

icon_ie7.gif