L'amico e socio Salvatore D'Antonio mi ha inviato qualche giorno fa un messaggio e-mail. Sono stato indeciso se pubblicarne il contenuto sul nostro portale, riservandone la proposta al solo giornale ma, riflettendo, ho pensato che sia opportuno anticiparlo in questa sede, riproponendolo, a giudizio del nostro Direttore, sul prossimo numero cartaceo di Sant'Antonio.
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Caro Pasquale,
ho scritto di getto questa paginetta. Spero possa andare bene per il giornale. Ciao Salvatore "La nostra generazione è cresciuta nel ricordo dei terremoti, un ricordo leggero, distaccato, fatto di racconti, ma soprattutto dalle testimonianze architettoniche delle nostre case incatenate luna con laltra dalle ciappe, da qualche muro storto che sembra stare dritto contro ogni legge di gravità, da Frattura vecchia, meta di tanti lunedì di Pasquetta o di scampagnate tra amici, dove i racconti ricordano le tante vittime del terremoto di Avezzano del 1915. Ricordi per fortuna, solo ricordi anche nel caso dei più recenti movimenti tellurici degli ultimi decenni che non hanno mai colpito direttamente il nostro paese, ancora una volta risparmiato dal drammatico evento del 6 aprile 2009. |
La Fontana delle 99 cannelle |
Sicuramente però non cè mai stata tanta paura, tanto dolore, tanta partecipazione emotiva come questa volta. Levento è di dimensioni enormi, da più di 100 anni non era colpito un capoluogo di provincia, e per la prima volta interessa un capoluogo di Regione, una città darte ricca di storia, di tradizioni, capoluogo culturale, centro universitario di primo livello e quindi città di giovani studenti, molti fuorisede, tra cui molti Scannesi che sono tornati tutti a casa ma con amici e conoscenti da piangere. Tutto lAbruzzo è LAquila, accumunato dalla tristezza degli eventi e per quanti hanno conosciuto ed imparato ad amare la nostra terra, LAquila è in ogni paese. In molti mi hanno chiesto notizie di Scanno, molti che, grazie agli appuntamenti scientifici, si sentono ormai legati al nostro paese, che mi hanno comunicato preoccupazione, rammarico, ma soprattutto grande ammirazione per il comportamento degli Aquilani, la cui misura, dignità, fierezza, deve essere una grande lezione per tutti. In un epoca in cui pareri diversi, non ideali, vengono affrontati in maniera violenta, volgare, in cui le presunte ragioni vengono urlate, difese senza esclusioni di colpi, con toni spesso sopra le righe, la compostezza di chi ha perso tutto, ma rimane comunque capace a darci lezione di stile, deve rappresentare esempio da seguire.
La Basilica di Collemaggio
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Sono stato molto colpito da unintervista televisiva fatta ad un giovane che aveva perso tutto con il terremoto, esprimeva il suo rammarico perché il chiedere aiuto, diceva, non fa parte della nostra storia, della nostra cultura, della nostra tradizione fatta di sacrifici, rinunce, conquiste; chiedere non ci appartiene e doverlo fare oggi pesa molto. Pesava tanto a quel giovane aquilano che non riusciva neanche a pronunciare la frase: chiedere aiuto. Con questa gente LAquila risorgerà sicuramente, grande e bella come prima". |
Salvatore DAntonio