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Abbiamo riflettuto molto se lasciarci trascinare in una inutile polemica mediatica, che interessa a pochissimi, men che meno ai nostri soci e ai lettori di questo portale, che qui cercano ben altro. Confesso quindi che se si fosse trattato solo della nostra persona non avremmo certamente "abboccato" al dilettantesco amo, poiché le offese sono tali solo se provenienti da persona stimabile e stimata, non da anonimi e litigiosi agitatori. Nostro malgrado siamo invece costretti ad esprimerci, a tutela del buon nome dell'Associazione che rappresentiamo, chiamata in causa in modo maldestro e scorretto. Il titolo evoca un mio precedente intervento sullo stesso argomento, nel quale rammentavo la strategia di manipolazione a cui erano sottoposte le notizie ai tempi del fascio. A distanza di un anno l'anonimo professionista della disinformazione scannese si è rifatto vivo, sotto lo pseudonimo di "Lupus in fabula", vomitando gli avanzi di un minestrone di parole, messe in fila senza senso compiuto, arrivando a estrapolare versi da innocue quartine, o perlomeno ritenute tali da noi e da tutti coloro che le hanno ascoltate, complimentandosi per l'ironia garbata in esse contenuta; o utilizzando "studi" sui siti web che solo per quieto vivere definiamo assolutamente improbabili (potremmo documentare il contrario con centinaia di dati e tabelle relativi al sito www.lafocediscanno.com), ma non lo facciamo per non togliere agli interessati la soddisfazione di cercare da soli i siti (noti a tutti coloro che posseggono le conoscenze di base della materia), che offrono dati certificati e riscontrabili, utilizzati dalle aziende per pagare  (o farsi pagare), le inserzioni pubblicitarie (banner), sempre più diffuse sulla rete. Sappiamo benissimo che a dar fastidio non sono i versetti, ma il grande successo che le nostre tante attività riscuotono. Crea disagio l'interesse che personalità politiche di differenti schieramenti si appassionino alle manifestazioni da noi promosse. Sappiamo bene che il completo isolamento politico e culturale in cui si sono cacciati coloro che denigrano la nostra Associazione li porta a perdere lucidità, sparando nel mucchio. Le tante persone che ci segnalano la loro solidarietà ci invitano a non reagire a queste provocazioni, il cui stile è facilmente riconducibile ad autori che dovrebbero vergognarsi di sputare nello stesso piatto in cui hanno inzuppato per anni il pane, senza neppure avere il fegato di dichiararsi. Ci si lamenta da sempre dell'anonimato deprecabile di Pasquino, e lo si pratica ogniqualvolta si decide di sparare a zero sulle persone per bene che, come chi scrive, guadagnano onestamente il proprio stipendio, lavorando da oltre trent'anni in un gruppo multinazionale privato, senza nessuna protezione sindacale e/o politica, impegnando il poco tempo libero per contribuire alle migliori sorti del paese di origine e, soprattutto, senza alcuna prebenda, gettone di presenza, o altri diretti o indiretti vantaggi economici. Il tempo e le persone per bene come noi, che a Scanno sono la stragrande maggioranza, provvederanno a dimostrare la nostra assoluta buona fede e il nostro impegno a favore della collettività scannese anche negli ultimi due anni. Scrivere che il sottoscritto e il giornale La Foce stanno perseguendo una “deriva anti-turisti” più che falso è ridicolo (ma chi credete che abbocchi?). Sorvolando sul fatto che un articolo non firmato è attribuito al “Presidente” e non al Direttore, delude molto il fatto che persone di esperienza possano sperare di spacciare una battuta contenuta in un contesto o in una strofetta di una calzetta  in una presa di posizione apocalittica “contro il turismo scannese”. Sono stato assessore al turismo, alla cultura e allo sport a Scanno dal 1973 al 1977 e, a cominciare dal Premio Scanno, fondato insieme a Riccardo Tanturri e Cesidio Silla, grazie ai fondi messi a disposizione esclusivamente dal mio assessorato, penso da allora di aver contribuito in varie forme negli ultimi 36 anni, quantomeno a preservare il patrimonio ambientale, turistico, culturale e tradizionale del nostro paese. Altri hanno fatto di tutto, coscientemente o meno, per dissiparlo. Ditemi Voi come si possa coniugare la promozione di un’oasi faunistica di alta quota con il fatto che ci si rechi a visitarla in TRIAL?!

Da sei anni, grazie alla fiducia, rinnovata al Consiglio di amministrazione intero e a chi conduce il nostro grande giornale, all’unanimità lo scorso 22 agosto, abbiamo il privilegio di guidare una squadra di persone serie e affidabili, che produce risultati concreti e non chiacchiere. Abbiamo avuto un anno di grande difficoltà, in conseguenza del terremoto, che ci ha privato della nostra sede di lavoro. Chi avrebbe dovuto preoccuparsi di questo problema si impegna ad accrescere le nostre difficoltà, dopo aver utilizzato il giornale come tribuna personale. Ringraziando Iddio abbiamo creato le condizioni per superare anche questo momento difficile, senza rinunciare alla nostra indipendenza. Nei prossimi giorni annunceremo qualche positiva novità. Nel corso del 2009 La Foce è stata presente ed attiva in tutte le iniziative culturali e convegnistiche svoltesi a Scanno (eccezion fatta per le presentazioni dei libri sponsorizzate dal Comune). Ne cito per tutte una, splendida,  organizzata da Roberto Accivile in onore di Don Salvo Rotolo. Abbiamo editato numeri speciali del giornale e il giornale stesso si è ulteriormente arricchito di collaboratori e di temi trattati. Rimane ferma la scelta di non trasformare il nostro portale interattivo in un bollettino giornaliero di agenzia. Non ci interessano i trucchetti tecnologici che alimentano i “contatori” ad ogni “click”. Chi vuole fare operazioni “di parte” si organizzi per proprio conto, come sta già avvenendo. La Foce è di Scanno e rimarrà di Scanno, e di Scanno soltanto, finché a reggerne le sorti saranno le persone che oggi la presidiano.
  
Grande è però lo sconforto di constatare che personaggi che hanno arrecato innumerevoli danni concreti e di immagine al paese (leggasi ad esempio a tal proposito l'intervento odierno, documentato e puntuale e totalmente condivisibile di Pasquale Di Cesare), rimangano senza alcuna vergogna sul proscenio.A costoro e agli altri che in un infantile anonimato esercitano la strategia dell’odio, come hanno fatto da sempre, vogliamo segnalare una riflessione, legata ad una favola scritta quasi duemila anni fa da:
Fedro (Phaedrus): favolista latino. 
Nato nel 15(?) a.C., morto nel 50(?) d.C.
È nato schiavo ed è diventato libero (liberto) all'epoca dell'imperatore Augusto.
Si ispira al grande favolista greco Esopo.
Conosciamo più di 120 favole scritte da Fedro, ma sicuramente si tratta solo di una parte della sua produzione poetica.  
Proponiamo una delle sue favole più famose, sperando che sia di consiglio ai “cattivi” lupacchiotti e ai pochissimi denigratori di professione, che diffondono notizie false sulla nostra persona, sulle iniziative editoriali dell'Associazione La Foce e, più in generale, sulla situazione politica-economica della nostra Scanno.
 
IL LUPO E L'AGNELLO
LUPUS ET AGNUS
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, vanno allo stesso ruscello.

Il lupo sta più in alto e, un po' più lontano, in basso, l'agnello.
 
Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cerca una causa di litigio.
 
"Perché - dice - mi hai fatto diventare torbida l'acqua che sto bevendo?
 
E l'agnello, tremando:
 
"Coma posso - dice - fare quello che lamenti, lupo? L'acqua scorre da te alle mie sorsate!"
 
Quello, respinto dalla forza della verità:
 
"Sei mesi fa - aggiunge - hai parlato male di me!"
 
Risponde l'agnello:
 
"Ma veramente... non ero ancora nato!"
 
"Per Ercole! Tuo padre - dice - ha parlato male di me!"
 
E così, lo afferra e lo uccide dandogli una morte ingiusta.
 
Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti. 
 
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. 
 
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus. 
 
Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
 
"Cur -  inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?" 
 
Laniger contra timens : 
 
"Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor."
 
Repulsus ille veritatis viribus:
 
"Ante hos sex menses male - ait  - dixisti mihi".
 
Respondit agnus: 
 
"Equidem natus non eram!"
 
"Pater, hercle, tuus - ille inquit  - male dixit mihi!"
 
Atque ita correptum lacerat iniusta
nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.
Morale della favola:
prima di firmarsi con pseudonimi bisognerebbe conoscere almeno le fiabe che si insegnano in prima elementare. Null’altro da aggiungere.
LUNGA E FELICE VITA A
LA FOCE
 
FIRMATO
Pasquale Caranfa (alias: Agnus talebanus)

 

Commenti  

 
+1 #2 enzetto 2010-01-21 23:01
singolare il fatto che se la satira colpisce la destra e giusta se invece si azzarda a colpire la sinistra e oltragiosa irriverente e sfascista.Comunque Viva la Foce e chi la creò.
 
 
+1 #1 Direttore 2010-01-21 22:26
ciao agnus talebanus... occhio che tra un po ricominciano gli ululati!!!
 

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