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Dopo la grande abbuffata della sera precedente, che ha visto accomunati scannesi e turisti nella degustazione abbondantissima (si parla di 15 porchette per farcire circa 2.000 panini, offerti, come ormai tradizione, dalla famiglia Maiorano) , ieri mattina alle 11 ha avuto luogo la benedizione delle "Sagne con la ricotta", preparate e offerte da Rossella, del Ristorante Lo sgabello, con la squisita ricotta salata di Gregorio e Dino, dell'Azienda agrituristica Valle scannese.
Grazie all'onnipresente Enzo Gentile, che ha scattato molte foto, siamo in grado di documentare l'avvenimento, anticipandovi che nei prossimi giorni potrete godere dei filmati e delle interviste realizzate dai redattori della nostra televisione  sul web.
 
 
Nella foto, le sagne versate nel "cutturo"
In allegato le altre foto.
Da WIKIPEDIA riportiamo:"Sant' Antonio abate, detto anche sant'Antonio il Grande, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto, sant'Antonio l'Anacoreta (Qumans251 circa – deserto della Tebaide17 gennaio 357), fu un eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. A lui si deve la costituzione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abbà, si consacrarono al servizio di Dio. La sua vita è stata tramandata dal suo discepolo Atanasio di Alessandria. È ricordato nel Calendario dei santi della Chiesa cattolica e da quello luterano il 17 gennaio, ma la Chiesa copta lo festeggia il 31 gennaio che corrisponde, nel loro calendario, al 22 del mese di Tobi. 

A destra la grotta sul monte che domina il Monastero da Egli fondato, dove il Santo si ritirò come eremita.

Nel 561 le sue reliquie vennero traslate ad Alessandria d'Egitto, presso la chiesa di San Giovanni. Verso il 635, in seguito all'occupazione araba dell'Egitto, furono spostate a Costantinopoli. Nel XI secolo il nobile francese Jocelin de Chateau Neuf le ottenne in dono dall'Imperatore di Costantinopoli e le portò in Francia nel Delfinato. Nel 1070 il nobile Guigues de Didier fece costruire nel villaggio di La Motte presso Vienne una chiesa dove vennero traslate.Per la prima volta nella storia, nel gennaio 2006, in occasione del Giubileo antoniano, le reliquie di sant'Antonio abate hanno lasciato la città di Arles (Francia). Dal 6 al 13 gennaio 2006 sono state ospitate nel Comune di Novoli in provincia di Lecce. Dal 13 al 17 gennaio 2006 sono state accolte nella stupenda cornice dell'Isola d'Ischia. Sant'Antonio è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un MAIALE che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella. Secondo una leggenda del Veneto (dove viene chiamato San Bovo o San Bò, da non confondere con l'omonimo santo), la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.

Don Carmelo benedice le sagne

 

Tra uno scatto e l'altro Cesidio Silla e Claudio Marcozzi si rifocillano
 

Le interviste di Massimiliano Fusco a due dei tradizionali sponsors della manifestazione

I giovani redattori della Foce intervistano il nostro Parroco Don carmelo Rotolo all'interno della Chiesetta

Commenti  

 
#1 Giove 48 2009-01-20 14:53
Quest'anno causa influenza mi son perso il piatto di " Sagne " Pazienza...... sara' per l'anno prossimo .
 

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