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In processione
di Pelino Quaglione

Ogni anno a Scanno si svolgono ventuno processioni, di cui sei brevi per il trasferimento del Santo dalla propria chiesa alla Cattedrale e ritorno, e tre nella frazione di Frattura. *1 Questi eventi di grande aggregazione sono la dimostrazione di quanto sia elevato il sentimento di fede nella nostra comunità e quanto sia profondo e radicato il senso di appartenenza alle varie confraternite. *2 Non da meno sono i significati storici legati al folklore ed al componimento scenico, diversi tra loro per originalità ed esecuzione. Una delle processioni più attese è dedicata al Cristo Morto e cade la sera del Venerdì Santo, la cui origine risale al 1902. Lo stesso giorno, di mattina presto ed ad opera della confraternita della Madonna delle Grazie, ha luogo la singolare manifestazione degli incappucciati in visita ai sepolcri allestiti presso le principali chiese del paese. Entrambe risultano inserite nelle celebrazioni della Settimana Santa. 
Di indubbia suggestione, la processione del Cristo Morto è la più sentita e partecipata con le attuali  150/200 presenze mentre negli anni ‘60/70 se ne contavano almeno 900/1000. L’organizzazione è affidata alla confraternita della Madonna del Carmine *3 che con impegno e massima attenzione ne cura ogni dettaglio riuscendo sempre a ricrearne la primaria e tradizionale impostazione. A sera inoltrata, alle ore 21 circa, ha inizio la processione preceduta dalla croce dorata della Chiesa Madre portata a turno da alcuni chierici in camice bianco e rosso seguiti lateralmente da figuranti vestiti da paggio e da altri che sorreggono un lampione ciascuno dalla luce fioca e tremante. Ambedue i gruppi avanzano lentamente facendo attenzione al non distaccarsi troppo da tutto il corteo che segue. Più dietro, i sacerdoti occupano l’intera sede stradale, il parroco indossa il piviale di colore violaceo. L’uscita del feretro è accolta dalle prime note del miserere. Il Cristo è coperto da un velo sottile che ne permette comunque la visione dell’intero corpo adagiato su un’asse spaziosa e leggermente inclinata verso il basso nella parte anteriore. Inoltre, lo sorreggono tre persone nascoste sotto un pesante telo di colore oro-marrone a strisce che procedono al centro della strada con estrema lentezza a mezzo passo. A distanza ed in tutta la sua santità, la figura della Madonna dell’Addolorata cattura immediatamente l’intera attenzione per la sua capacità di trasmettere quel dolore lacerante che solo una madre può esprimere per la perdita di un figlio. Questa distanza, di venti metri circa, è sicuramente voluta per motivi scenici in quanto la prospettiva permette di esaltare il significato del distacco doloroso, ulteriormente accentuato dal pugnale dorato che le penetra nel petto. Il vestito nero che indossa è l’espressione di ogni forma di lutto interrotta dal solo fazzoletto bianco tenuto flebilmente nella mano destra ad asciugare le copiose lacrime. Fra le tante statue che rappresentano la Madonna, probabilmente quella dell’Addolorata è la più bella e la più commovente. Tra la testa del corteo ed il Cristo è ben visibile una lunga fila bianca ordinata opportunamente dalle suore dell’asilo Buon Pastore; sono i bambini della prima comunione, ai quali è affidato il compito di portare gli oggetti sacri della Passione. Queste “reliquie” rappresentano il volto santo, il sudario, la croce, i chiodi, la spada, la lancia e la spugna, i dadi, le funicelle, il gallo, la colonna spezzata, la tunica, la scritta INRI ed il calice dell’ultima cena. *4 Il loro passaggio viene completato da altri quattro ragazzi posti ai lati del feretro atti a reggere ognuno un fiocco di color marrone. Di fianco a loro, la presenza di altrettanti carabinieri in alta uniforme, aggiunge ulteriore enfasi all’evento completato dalle maestranze con il Sindaco della città. L’atmosfera è ormai quella giusta ed il silenzio rispettoso viene, di tanto in tanto, interrotto solamente dal miserere interpretato magistralmente da un buon numero di cantori interposti tra il Cristo e la Madonna. Il coro è formato da voci miste con prevalenza di quelle maschili. Il miserere scannese, per la sua struggente melodia e la rispettiva esecuzione, viene considerato come unico ed originale nel panorama delle musiche sacre. *5 La direzione del coro ha visto negli anni avvicendarsi maestri d’eccezione ma è l’accompagnamento musicale eseguito dai soli violini e bassi che crea un’assoluta particolare armonia: mesta, densa e solenne che rende a pieno l’essenza del sacro. La processione si chiude con la presenza di numerosi fedeli che, in ordine sparso ma in modo composto, seguono in orazione l’intero corteo che si avvia verso il retro della chiesa per girare verso Sant’ Eustachio, poi all’Olmo e prosegue imboccando via Silla in direzione Arco della Nocella per raggiungere Fuori Porta della Croce. Dalla parte alta di Scanno, si scende per l’ampia via Napoli per arrivare nella principale piazza del paese; Santa Maria della Valle, gremita di gente che attende il passaggio azzittendosi di colpo al suo avvicinarsi. Dopo essere transitato davanti la scalinata della cattedrale, rallentando ulteriormente il passo, continua la discesa verso piazza Santa Maria del Lago, meglio conosciuta come piazza Codacchiola. Dalla parte bassa del borgo, si torna a salire faticosamente dalla Spannella, poi per via Vallone e quindi per il Corso fino a Piazza San Rocco in prossimità dell’omonima chiesa anche detta Chiesa della Madonna del Carmelo*6, sede abituale delle due statue. *7 Qui, nella piazzetta antistante la porta d’ingresso, ha termine l’intera rievocazione dopo circa due ore ma prima di rientrare definitivamente, il parroco, come consuetudine, propone  un’accorata omelia ricordando l’importanza dell’evento e rimarcando il sacrificio e la Passione di nostro Signore Gesù Cristo.

Non sempre gli organizzatori hanno avuto vita facile nel dare inizio a questa specifica processione in quanto spesso le avverse condizioni atmosferiche ne hanno condizionato la normale e tradizionale esecuzione. A volte si è dovuto spalare la copiosa neve o attendere che spiovesse poichè raramente il giorno di Venerdì Santo ha concesso un tempo clemente; ma la voglia di partecipare e rispettare l’appuntamento, ha fatto si che si superasse qualsiasi ostacolo anche se costretti, in qualche occasione, a modificare ed abbreviare il consueto percorso.

Con il passar degli anni molte cose sono cambiate e, pur rimarcando purtroppo la naturale assenza di donne in costume, si deve essere alquanto soddisfatti del normale corso di queste nostre ammirabili celebrazioni, rese possibili solo grazie all’impegno delle tante persone di fede ed a tutto il popolo di Scanno.

 *1) principali processioni: proc. del Venerdì Santo (marzo/aprile), proc. della Madonnina del lago (maggio), proc. dei Travi, proc. di Sant’Antonio da Padova e proc. del Corpus Domini (giugno), proc. della Madonna delle Grazie e proc. della Madonna del Carmine (luglio), proc. di San Gerardo (agosto), proc. del patrono di Frattura San Nicola e proc. del patrono di Scanno Sant’Eustachio (settembre), proc. di San Francesco (ottobre). 

*2) confraternite: Confraternita della Madonna del Carmine (22/04/1676); camice bianco e pellegrina marrone/oro. Confraternita S. Maria delle Grazie (1578); camice bianco e pellegrina celeste/azzurro. Terziari di Sant’Antonio da Padova; camice bianco e pellegrina verde. Chierici di Sant’Eustachio; camice bianco e pellegrina rossa. Scomparse: Confraternita della Pietà (fond.1537), SS Sacramento o Corpo di Cristo (sec. XVI), SS. Rosario (1579) e S. Anna (sec. XVII)

*3) la Confraternita della Madonna del Carmelo, nata agli inizi del 1600, conta oggi circa 1000 confratelli, il priore in carica è il Sig. Maurizio Lancione.

*4) gli oggetti sacri, tra cui il calice (pezzo più ambito), fino alla fine degli anni ’80 venivano aggiudicati tramite incanto (asta) a chi offriva di più penalizzando i meno abbienti, procedura annullata dopo circa 50 anni grazie anche all’interessamento di Radio Scanno. Attualmente vengono sorteggiati e chi vuole può fare un’offerta.

*5) il miserere ha origini incerte di autore anonimo. Ma c’è chi asserisce (Giorgio Morelli –Pagine Scannesi- Roma 1986) che debba essere attribuito al maestro Saverio Selecchy (1708-1788). Ha subito negli anni diverse manipolazioni, attualmente lo si esegue nella tradizione di Carmelo Rossicone con leggere modifiche da parte di Liborio Quaglione ed è diretto da Stefano Di Vitto. Il primo direttore del coro di sole voci maschili fu tale Giuseppe Sarra. *6) la chiesa di San Rocco si trova nell’omonima piazza, fu costruita nei primi anni del secolo XVI. Nel tempo ha unito a se l’attigua chiesa del SS. Sacramento e dal 1784 viene comunemente chiamata “Madonna del Carmine” a seguito del riconoscimento della Confraternita del Carmelo ad opera del re Ferdinando IV. Ha avuto diverse trasformazioni, la più evidente è la ricostruzione del campanile nel 1909 in sostituzione di quello medioevale abbattuto per il passaggio della strada per Villetta Barrea. *7) le due statue sono realizzate in cartapesta e sono opera di un artista di Lecce delle Puglie non meglio identificato. Donate nel 1902 da Nunzio Rossicone, priore dal 1899 al 1902. - Si ringraziano per la preziosa collaborazione i fratelli Pasqualino e Carmelo Piscitelli, membri della Confraternita della Madonna del Carmelo.

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