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Non siamo su Marte!

E' davvero difficile pensare che non si tratti di acqua! Il miraggio è un fenomeno ottico che consiste nella percezione di un oggetto in una posizione diversa da quella realmente occupata. L’effetto è conseguenza di un'aberrazione ottica dovuta alla rifrazione della luce che si verifica in condizioni atmosferiche particolari o in situazioni non ordinarie. È possibile in luoghi caldi, come nel deserto o nelle regioni torride, dove il suolo infuocato dal sole surriscalda lo strato di aria immediatamente a contatto rendendolo più rarefatto; in questo modo viene a crearsi una discontinuità tra l’aria a contatto con il suolo – più calda e rarefatta – e quella sovrastante – leggermente più fresca e quindi più densa. In corrispondenza della superficie di separazione tra i due strati di diversa densità, i raggi luminosi provenienti da un oggetto lontano subiscono quindi il fenomeno della rifrazione, per cui vengono deviati. L'immagine prodotta dai raggi deviati appare capovolta e sotto l'oggetto reale, proprio come appare l'immagine di un oggetto lontano riflessa dall'acqua. Un esempio familiare di questo fenomeno è l' 'effetto specchio' che si può osservare sull’asfalto molto caldo in una giornata torrida.
Abbastanza difficile da spiegarsi, ma molto semplice da "toccare con mano". Per scoprire dove la foto è stata da me scattata aprite l'allegato...!



 


 

Sono ritornato da un viaggio in Egitto.  Il viaggio prevedeva tra l'altro una lunga tappa di trasferimento da Aswan ad Abu Simbel, per visitare i templi di Ramsete II e Nefertari che, grazie ad una lodevolissima iniziativa dell'Unesco, appoggiata da molti paesi occidentali, negli anni '70 sono stati tagliati in blocchi e trasferiti ad una quota superiore di circa 300 metri per strapparli alle acque dell'enorme bacino creatosi in conseguenza della costruzione della grande diga.
Grande diga che impedisce alle circa 300 navi da crociera che risalgono o discendono ogni giorno il Nilo , lungo circa 6.500 chilometri, di proseguire nella navigazione.  Nella foto circa una ventina sono all'ancora in uno dei numerosi scali, realizzati nelle vicinanze dei principali siti archeologici. Sono così vicine l'una all'altra per consentire di raggiungere quella ancorata in quarta o quinta fila utilizzando le altre come ponte di barche. Per raggiungere il sito archeologico di Abu Simbel bisogna quindi cambiare mezzo di trasporto. Il trasferimento di circa tre ore di pulman ha comportanto l'attraversamento di oltre 250 chilometri di deserto infuocato. Ebbene grande è stata la mia emozione nell'assistere a questo singolare fenomeno. Per questo Vi ho proposto due delle foto che ho scattato, in cui evidente è l'effetto "lago". 
 

Aggiungo anche qualche altro scatto, per parteciparVi alcune delle emozioni di un viaggio bellissimo.
La "collina" sulla quale i templi sembrano oggi scavati, è in realtà artificiale. In pratica la copertura dei temli è stata ricostruita interamente in cemento armato! Vi assicuro che la visita all'interno è talmente impressionante che sembra davvero incredibile che, soprattutto grazie all'opera di tecnici italiani, si sia riusciti a compiere un tale miracolo.

Tutta questa premessa mi serve anche a segnalarVi che quello che poteva sembrare un miraggio per il nostro portale è oggi una realtà: al mio ritorno ho infatti trovato una graditissima , anche se non inaspettata novità. Tutti Voi che ci visitate potete leggere in basso a sinistra della home page  del nostro portale il contatore che aggiorna il numero delle visite. Ebbene abbiamo superato il MILIONE.  E' inoltre importante aggiungere che stiamo per toccare quota 500 di naviganti registrati. Tutto ciò è stato possibile grazie all'opera di molti giovani scannesi, che si danno da fare per dare continuità e contenuti a questa iniziativa. Noi non ci stanchiamo mai di ripetere che questo spazio è uno strumento di espressione a disposizione di tutti e potrà continuare a vivere solo grazie alla presenza dei giovani scannesi.


Pasquale Caranfa




 



 

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